Der Rosenkavalier (Il Cavaliere della Rosa)

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Musica Richard Strauss
Direttore Zubin Mehta
Regia Eike Gramss
Scene Hans Schavernoch
Costumi Catherine Voeffray
Luci Manfred Voss

La Marescialla Angela Denoke
Il Barone Ochs Kristinn Sigmundsson
Octavian Caitlin Hulcup
Faninal Eike Wilm Schulte
Sophie Sylvia Schwartz
Marianne Leitmetzerin Ingrid Kaiserfeld
Valzacchi Niklas Björling Rygert
Annina Anna Maria Chiuri
Un commissario di polizia Pawel Izdebski
Primo maggiordomo della Marescialla Alexander Kaimbacher
Primo maggiordomo di Faninal / Un oste Kurt Azesberger
Un notaio Marcus Pelz
Un cantante Celso Albelo
Prima orfana Sabrina Testa
Seconda orfana Elisa Fortunati
Terza orfana Raffaella Ambrosino
Una modista Jennifer O’Loughlin
Un venditore di animali Saverio Fiore
Leupold Giovanni Mazzei
Quattro Lacchè della Marescialla / Quattro Camerieri Fabio Bertella, Nicolò Ayroldi, Davide Cusumano, Antonio Menicucci
Uomini di Lerchenau Salvatore Massei, Egidio Naccarato, Antonio Montesi
Un portiere Lisandro Guinis

Orchestra e Coro del  Maggio Musicale Fiorentino
Coro di voci bianche della Scuola di Musica di Fiesole
Maestro del Coro di voci bianche Joan Yakkey

 

Nuova produzione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

 

Zubin Mehta inaugura la 75° edizione del Maggio Musicale Fiorentino riproponendo uno dei capolavori della cultura musicale mitteleuropea, quel Rosenkavalier di Richard Strauss e Hugo von Hofmannsthal, che manca da Firenze dal 1989. Collaborano con l’illustre direttore, al suo debutto nel Rosenkavalier, il regista Eike Gramss, ben noto al pubblico fiorentino per un fortunato Ratto dal serraglio mozartiano, lo scenografo Hans Schavernoch e la costumista Catherine Voeffray, anch’essa impegnata nel Ratto, tutti artisti di fama internazionale, quali la preziosa partitura straussiana impone. L’allestimento ricrea il clima della Vienna di Maria Teresa attraverso architetture settecentesche che mutano di prospettiva grazie ad efficacissimi giuochi di specchi, che richiamano il gusto barocco della “maraviglia”. È difficile immaginare due personalità così diverse per stili e concezioni di vita e gusti personali ed artistici, quali il raffinatissimo, estenuato esteta Hugo von Hofmmansthal e il sanguigno, vitalistico, geniale Richard Strauss. Eppure, fra entusiasmi e dissapori, questo eccezionale binomio dette vita ad una serie di opere se non di uguale qualità, certo di altissimo livello drammatico e musicale. Der Rosenkavalier è, nelle intenzioni degli autori, una commedia che vuole celebrare la Vienna settecentesca di Maria Teresa: andata in scena a Dresda il 26 gennaio 1911 riscosse un immediato successo di pubblico, mentre parte della critica, Adorno in testa, censurò aspramente il compositore accusato di aver rinnegato il linguaggio innovativo dei suoi primi lavori. Ma Strauss non tradisce se stesso: se il Rosenkavalier non ha la violenza tellurica di Salome o Elektra, l’omaggio al Settecento mozartiano non si risolve né in imitazione, né in rivisitazioni neoclassiche e la sua musica si rivela di una tersa modernità, mobilissima e ricca di sfumature psicologiche, screziata da sottili pulsioni erotiche e dal ritmo incalzante e ricorrente del valzer, capace di rendere con eguale pregnanza tanto i momenti deliberatamente comici, quanto la nostalgia per la giovinezza espressa dalla Marescialla con accenti di struggente malinconia. Certo l’archetipo sono le Nozze mozartiane, tanto per il gusto per l’intreccio, quanto per l’assonanza fra certi personaggi: la Contessa e la Marescialla nella rievocazione della passata gioventù, Octavian e Cherubino, entrambi sostenuti da una cantante che, en travesti, interpreta il ruolo di un giovane che si camuffa da donna, e pervasi dalla stessa, giovanile, incostanza nell’amore, perfino il Conte ed il ben più rozzo Barone Ochs, entrambi a caccia di amori ancillari. E dunque Der Rosenkavalier è insieme omaggio alla Vienna teresiana, alla sua cultura e civiltà, ma, soprattutto nello splendido finale, canta anche la rinuncia all’amore, nella consapevolezza del tempo che passa inesorabile, quando la Marescialla lascia, non senza rimpianto e malinconia ma con aristocratico contegno, che il suo giovane amante Octavian sposi Sophie. Siamo nel 1911, quell’omaggio e quella rinuncia suonano anche come una premonizione: tre anni dopo inizierà “l’inutile strage” del primo conflitto mondiale, alla fine del quale il mito dell’Austria felix, durato dal Settecento di Mozart e Maria Teresa, tramonterà definitivamente e un grande impero continentale scomparirà a ritmo di valzer.

 

Prova aperta e question time | Teatro Comunale, lunedì 23 aprile, ore 17.00
Guida all’ascolto | Piccolo Teatro, domenica 6 maggio, ore 14.45

 

Teatro Comunale
Venerdì 4 maggio 2012, ore 18.00 – in diretta su RAI Radio3
Domenica 6 maggio, ore 15.30
Martedì 8 maggio, ore 19.00
Venerdì 11 maggio, ore 19.00

 

Durata dello spettacolo
Atto I 1 ora e 15′ circa
intervallo 25′
Atto II 1 ora circa
intervallo 25′
Atto III 1 ora e 5′ circa

Durata complessiva
4 ore e 10′ circa

 

Al termine degli spettacoli del 4, 8 e 11 maggio saranno attivi i servizi Maggio Ataf Nottetempo e Maggio Taxi

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