Ascanio Celestini: tre spettacoli per raccontare l’Italia

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Il 9 ottobre prende il via la stagione 2012/13 del Teatro Vittoria di Roma e a salire sul palco sarà Ascanio Celestini con una trilogia di spettacoli (saranno in scena per una settimana l’uno): Pro Patria, La fila indiana e Fabbrica. Una mini antologia per affrontare temi diversi, ma di grande attualità: giustizia e carceri, razzismo (non solo quello legato al colore della pelle), lavoro. Un modo, quello scelto dall’autore, attore e regista romano per parlare dell’Italia, confrontando il Paese di ieri e quello di oggi, senza retorica e con molta ironia. Come sempre, Celestini sarà solo in scena anche se i narratori, le voci che raccontano le sue storie, a volte si moltiplicano.

Pro Patria (dal 9 al 14 ottobre)

Un detenuto si interroga sul senso e sui limiti della giustizia preparando un discorso da fare in tribunale. A fargli da immaginario interlocutore un muto Giuseppe Mazzini. Pro Patria attinge alla storia risorgimentale per parlare di un tema attuale come quello delle carceri, istituti che dovrebbero tendere alla rieducazione e alla riabilitazione dell’individuo, ma che spesso falliscono.

La fila indiana (dal 16 al 21 ottobre)

La fila indiana nasce come una raccolta di racconti. Racconti scritti in fretta – come osserva Ascanio Celestini – dopo l’incendio di un campo nomadi, dopo il naufragio di una barca di emigranti in fuga o dopo la dichiarazione folle e calcolata di qualche politico. Intorno a questi frammenti l’autore ha cucito una serie di storie vecchie e nuove alle quali se ne sono aggiunte altre nel corso degli anni fino a diventare uno spettacolo completo, trascinante e commovente.

Fabbrica (dal 23 al 28 ottobre)

Fabbrica è un racconto teatrale in forma di lettera, la storia di un capoforno alla fine della seconda guerra mondiale raccontata da un operaio che viene assunto per sbaglio. Il capoforno parla della sua famiglia, del padre e del nonno che hanno lavorato nella fabbrica quando il lavoro veniva raccontato all’esterno in maniera epica. Lo spettacolo è il frutto di una lunga ricerca condotta da Ascanio Celestini a partire dal 2000, ricerca che lo ha portato a raccogliere le testimonianze di ex operai (ma anche di minatori e contadini) di tutta Italia.

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