The Flying Pinter Circus

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da un’idea di Dario Focardi

con Simone Faucci, Dario Focardi e Paolo Giommarelli

allestimento scenico Nicola Savazzi

Non vi sono confini netti tra reale ed irreale, né tra vero e falso. Una cosa non è necessariamente vera o falsa, può essere contemporaneamente sia vera che falsa. H. Pinter

Il 16 e il 17 novembre (ore 21.00) al Teatro Tor Bella Monaca va in scena The Flying Pinter Circus, originale, cruda e tragicomica rilettura della produzione drammaturgica di Harold Pinter, presentato dalla compagnia toscana Teatri della Resistenza.

The Flying Pinter Circus è l’esito finale di un percorso di studio su Pinter e sulla sua parola che Teatri della Resistenza ha iniziato dal 2009: 3 specialisti, 10 azioni sceniche, 6 Intervalli e 4 visioni oracolari. Un circo delle indifferenze, crudo e grottesco come i tempi in cui siamo immersi. Un melting pot di situazioni, di svariate storture del sistema. Un melange di partenze e ritorni, di pressioni e passioni politiche, d’impegno falso e disimpegno reale, di realtà disordinata e di astrattezza lineare. Un estremo richiamo alla mobilitazione personale, civile e sociale.

Una sedia a rotelle. Un Pinter malato. La consegna del Nobel. Arte, verità e politica, il suo discorso, un’occasione in cui il drammaturgo trasmette con forza il suo disagio del secolo; guerre, odio, menzogne, crisi economiche, sociali, morali, politiche. Una fitta rete di mistificazioni e menzogne, che ci circonda e ci disorienta, ma che al tempo stesso ci nutre, ci coccola.

Ed è proprio questo disagio che i “tre specialisti alla Tarantino” portano sul palco, tra sketch ed ironia; dieci caleidoscopici numeri pop, ad unirsi in un ampio mosaico rappresentativo dei caratteri liquidi della contemporaneità. “Una sola certezza: i politici non mirano alla verità, ma al potere – commenta la compagnia – Un interrogativo: vogliamo essere coscienze pop che si muovono o preferiamo rimanere impassibili giocattoli manipolati?”. Un Pinter con le sue parole spiaccicate per aria, silenzioso e in pausa ma solo quando la scena lo richiede: un vate che chiama e sfida il cittadino che alberga in chi osserva perché venga fuori e finalmente col suo essere uomo sociale, viva “esplodendo l’irreale guazzabuglio di verità false di questo eccentrico fine/inizio di millennio”.

Lo spettacolo si inserisce nell’ambito della rassegna Teatri di confine.

La compagnia Teatri della Resistenza è attiva dal 2004 nel campo del teatro civile, del teatro scienza, della giovane drammaturgia, della formazione teatrale e della progettazione di interventi di promozione e diffusione della cultura teatrale. A partire dalla ricerca, documentazione e rielaborazione della memoria relativa alle stragi nazifasciste in Toscana, portate in scena in più produzioni all’interno della cornice del Festival Volterrateatro, ha elaborato un teatro di impegno civile poco ortodosso e ricco di contaminazioni, aprendosi anche, in tempi più recenti, all’incontro con il teatro di divulgazione scientifica, riferito in particolar modo alle giovani generazioni.

Al centro del loro lavoro vi è l’importanza della scelta e della presa di coscienza individuale, dell’essere ciascun cittadino un animale prettamente sociale, ma invaso dai rapporti di potere cui è soggetto, isolato e confuso nel tentativo di costruire ciò che il sistema combatte: la propria dignità personale. La Compagnia partecipa attivamente alle attività di C.Re.S.Co. – Coordinamento delle REaltà della Scena Contemporanea fin dalla sua fondazione, al percorso del Teatro del Fare e delle Professionalità educative, dell’ Associazione Ponti di Memoria e del Teatro Rossi Aperto di Pisa, spazio chiuso dal 1977 e ora tornato a vivere.

Teatro Tor Bella Monaca

Via Bruno Cirino Roma

Per informazione: Ufficio Promozione Tel .06.2010579

promozione@teatrotorbellamonaca.it

Biglietti: € € 5,00

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