The Rape of Lucretia

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fotomusica di Benjamin Britten

MALE CHORUS Gordon Gietz
FEMALE CHORUS Susannah Glanville/Cristina Zavalloni
COLLATINUS Joshua Bloom
JUNIUS Philip Smith
TARQUINIUS Jacques Imbrailo
LUCRETIA Kirstin Chavez/Julianne Young
BIANCA Gabriella Sborgi
LUCIA Laura Catrani

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

direttore Jonathan Webb
regia Daniele Abbado
scene, costumi e luci Gianni Carluccio
video Luca Scarzella

allestimento de I Teatri di Reggio Emilia
In coproduzione con  Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, I Teatri di Reggio Emilia, Teatro Alighieri di Ravenna

The Rape of Lucretia” (Lo stupro di Lucrezia) di Benjamin Britten affronta un tema drammatico e di grande attualità: la violenza sulle donne.

L’opera, che andrà in scena al Teatro Valli di Reggio Emilia venerdì 5 aprile (ore 20.00) e domenica 7 aprile (ore 15.30), scritta all’indomani dell’Olocausto, gioca con la simmetria tra quell’epoca terribile e un’interpretazione della romanità, di cui Lucrezia diviene simbolo. Una società violenta che cresce individui violenti è quella fotografata da Britten, spettatore degli orrori della guerra, la cui ombra cade anche su questa Lucrezia del 510 a.C. E che porta con sé un tema quanto mai attuale anche oggi: lo stupro e l’innocenza violata.

Nessun’altra voce del Novecento ha eguagliato il tono tragico del teatro musicale di Britten, i cui personaggi tanto più cercano con forza di raggiungere la felicità, quanto più muoiono in una cupa e disperata solitudine. Il pubblico di oggi rimane colpito dalla modernità di The Rape, dalla capacità della musica di Britten di parlare senza retorica e con freschezza di linguaggio di una tragedia antica, ma sempre attuale.

Un’opera senza tempo proposta nell’allestimento con la regia di Daniele Abbado che, andato in scena a Genova nel 1999, fu ripreso da “I Teatri” reggiani già nel 2004 , e che ora viene riproposto con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Jonathan Webb, in una coproduzione che coinvolge anche i Teatri di Firenze e di Ravenna. Essenziale e raffinata, tesa e chiara, la produzione si avvale delle proiezioni video di Luca Scarzella e delle scene, costumi e luci di Gianni Carluccio. Presentata, nel 2007, anche al Teatro Real di Madrid, dove ha ricevuto ovazioni dal pubblico ed un’entusiastica recensione del quotidiano nazionale El Pais (“…..in quest’opera importa, e molto, la messa in scena. E quella di Daniele Abbado è splendida”), “The Rape of Lucretia” racconta l’orrore per l’innocenza tradita e la condanna dell’ingiustizia, perpetrata dalla società a danno degli individui.

La storia è quella di Lucrezia, donna di specchiata virtù dell’antica Roma, all’epoca dei conflitti con gli Etruschi, che viene violentata nel suo letto dall’usurpatore Tarquinio, ultimo re di Roma, mentre sogna il ritorno del marito Collatino. Non reggendo all’infamia, la donna si uccide davanti allo stesso Collatino, nonostante egli la rassicuri sul suo amore e tenti di convincerla che nessun corpo può essere realmente violato se lo spirito non è consenziente.

Prima delle tre opere da camera di Britten, The rape of Lucretia fu rappresentata per la prima volta a Glyndebourne nel 1946 su libretto di Ronald Duncan, tratto dal dramma Le viol de Lucrèce di André Obey, dalla Storia di Roma di Tito Livio e dal poema The rape of Lucrece di Shakespeare. Il soggetto dell’opera era stato suggerito da Eric Crozier, produttore del Peter Grimes, andato in scena a Londra solo un anno prima ancora sotto le rovine della guerra, e grazie al quale Britten si era affermato nel teatro musicale.

Oltre al re Tarquinio, con i generali Giunio e Collatino, e Lucrezia, con la nutrice Bianca e l’ancella Lucia, Britten e Duncan hanno mantenuto i due personaggi che mediano tra il pubblico e la scena già presenti nel dramma di Obey, il coro maschile e il coro femminile, ciascuno interpretato da un solo cantante.

Benjamin Britten, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, ha molto trattato il tema dell’innocenza violata, ma è solo in questo caso che esso viene accostato in una prospettiva femminile.

Alla guida dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino è Jonathan Webb, direttore inglese di vasta esperienza lirica, avendo diretto ormai più di settanta opere, ma apprezzatissimo in tutto il mondo anche nel campo sinfonico.

Delle quindici opere scritte da Benjamin Britten, cinque sono state messe in scena Reggio Emilia: “Billy Bud” nel 1974, “Albert Herring” nel 1980 ed ancora nel 1989, “The rape of Lucretia” nel 2004, “Peter Grimes” nel 2005, “A midsummer nigth dream” nel 2010.

 

TEATRO VALLI Reggio Emilia
Venerdì 5 aprile 2013, ore 20.00; domenica 7 aprile 2013, ore 15.30

INFO: 0522458811

www.iteatri.re.it

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