Un clown alla corte dello Zar

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[]Spettacolo della Compagnia Lo Spacco, liberamente ispirato alla vita di Giacomo Cireni, in arte Giacomino (1884-1956)
Lavoro allestito nell’ambito del laboratorio “La Comunicazione teatrale” a cura del Teatro Aenigma nella Casa Circondariale di Pesaro
con
Ulunque Esmeralda Castro
Fathbardh Dervisci
Daioni Alexandra Galarza Santos
Elisa Hadi Ayed
Atanas Nedev Kashmerov
Romina Mascioli
Ardian Muca
Hernandes Paredes
Beatrice Rivelli

laboratorio teatrale a cura di Romina Mascioli, Vito Minoia, Ginevra Sanguigno
regia di Vito Minoia e Romina Mascioli
scene e costumi Teatro Aenigma
ricerche sonore a cura degli allievi della III B Scuola Galilei (a.s. 2011/2012)
collaborazioni di Michele Cireni e Umberto Dolcini

In occasione della GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO, promossa dall’Istituto Internazionale del Teatro – UNESCO

 

Evento promosso da:

Città di Pesaro – Assessorato ai Servizi Sociali e Assessorato alla Cultura
Regione Marche – Dipartimento per la Salute e per i Servizi Sociali
Ministero di Giustizia – Casa Circondariale di Pesaro
Ambito Territoriale Sociale n. 1 di Pesaro – “Il teatro in carcere” Progetto Unitario per le Marche
Associazione Culturale teatrale Aenigma – Progetto “Ombre, tracce, evanescenze”

Franco Bernini, un giornalista che conosce i misteri del circo, pubblica nel 1929 per le edizioni Boairdo di Milano il volume Un clown alla corte dello Zar, raccogliendo i particolari della vita pittoresca ed avventurosa di Giacomo Cireni, in arte Giacomino. In  povertà, all’età di otto anni, fu affidato dai suoi familiari ai Pulaiot che gestivano a Torino un circo di provincia. Fu lì che iniziò con il fare l’acrobata, fino a diventare un’artista completo. In Italia, poi a Parigi, in Germania e in Russia, dove all’apice del successo, superò per notorietà Anatoli Durov, il clown più amato a San Pietroburgo. Questo gli valse l’invito della famiglia reale ad esibirsi più volte a corte per rallegrare il piccolo zarevic Aleksej, malato di emofilia, futuro erede al trono di Nicola II . La Rivoluzione bolscevica lo portò ad allontanarsi, attraverso la Siberia, in Giappone e poi a Hollywood, dove collaborò con Chaplin, prima di riuscire a tornare in Italia, preferendo il circo al cinematografo. Negli ultimi anni di vita fu maggiordomo al Circolo della Stampa a Milano, dove ancora vive il suo unico figlio Michele, che ci ha aiutato nelle ricerche documentali ed iconografiche. Una parabola, la storia di Giacomino, capace di far riflettere sulle difficoltà e le gioie della vita, ma anche su “nomadismi culturali”, vagabondando nel passato e nel futuro di ognuno, oltrepassando il senso comune e la percezione spazio-temporale, dalla vita alla  scena…e di nuovo alla vita (notadi regia).

 

INGRESSO LIBERO
informazioni:
  Teatro Aenigma: www.teatroaenigma.it  – e.mail aenigma@uniurb.it  – tel./fax 0721 893035

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