La bacchetta di Caetani e il violoncello di Chaushian per il centenario di Lutoslawski

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Lutoslawski

Concerto per violoncello e orchestra

Mahler

Sinfonia n. 5 in Do diesis minore

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Violoncello Alexander Chaushian

Direttore Oleg Caetani

Dopo il successo lo scorso novembre che ha accompagnato una memorabile direzione della Sinfonia n. 7 di Šhostakovič, il Maestro Oleg Caetani – legato a laVerdi da un lungo rapporto di collaborazione e amicizia – torna all’Auditorium di Milano alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi con la monumentale Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler.

La proposta di questo 30° programma della stagione sinfonica prevede anche il Concerto per violoncello e orchestra di Witold Lutoslawski, per celebrare i cento anni dalla nascita del compositore e direttore d’orchestra polacco, scomparso nel 1994, nell’interpretazione dell’armeno Alexander Chaushian, guest star de laVerdi in questa speciale occasione.

Appuntamento giovedì 11 (ore 20.30), venerdì 12 (ore 20.00) e domenica 14 aprile (ore 16.00), all’Auditorium di Milano in largo Mahler (info e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org).

Programma

La prima affermazione di Lutoslawski come compositore originale avviene con le Variazioni sinfoniche (1938), nelle quali egli impiega un linguaggio chiaramente influenzato da Bartok, caratterizzato da una sapiente e raffinata ricerca timbrica e da un solido senso architettonico. Dopo la guerra, L. riappare con una musica che, almeno fino alla metà degli anni Cinquanta, non si discosta troppo da quella degli esordi, accentuando anzi un certo folclorismo e rispettando proporzioni formali classiche, come era richiesto dai canoni estetici di regime. Nascono così la Sinfonia n. 1 (1947), l’Ouverture per archi (1949), la Mala Suita (Piccola Suite, 1951) per orchestra, le Cinque melodie popolari per archi (1952). Fra il 1951 e il 1952 si collocano anche alcune brevi composizioni strumentali con voce. Il principio strutturale che viene via via affermandosi è quello più decisamente drammatico, che informa tutti i lavori di L. a partire dagli anni Sessanta. La pienezza sinfonica propria dei Trzy poemati Henri Michaux (1963), di Paroles tissées (1965) e del sontuoso Livre pour orchestre (1968) si assottiglia invece nel Concerto per violoncello (1970), che esaspera il rapporto conflittuale tra solista e orchestra, tipico del concerto romantico.

La Quinta Sinfonia fu composta tra il 1901 e il 1902, ma la versione definitiva è del 1911. La prima esecuzione avvenne a Colonia, diretta dallo stesso Mahler, il 18 ottobre 1904. I cinque tempi dell’opera sono disposti in modo da formare tre grandiose strutture sonore: i primi due e gli ultimi due costituiscono in realtà blocchi unitari, in mezzo ai quali si colloca il tempo di maggior mole: lo Scherzo. La Marcia funebre iniziale svolge sia una funzione di introduzione lenta al secondo movimento sia di esposizione di idee musicali, alcune ritmicamente e timbricamente riferite a una marcia tragicamente pensosa, altre freneticamente espresse in una sorta di tumulto appassionato, tutte poi rielaborate e sviluppate fino al parossismo nel tempo seguente, che appare anch’esso nettamente suddiviso tra episodi ora lenti e raccolti, ora agitatissimi. I due principi opposti, all’inizio percepiti come abissalmente lontani, spaziati in episodi distinti e semplicemente accostati, vanno poi progressivamente avvicinandosi sino a sovrapporsi. Verso la fine, l’apparizione solare di una grande melodia di corale, introdotta dai fiati, contribuisce a tale processo di condensazione. Lo Scherzo, dopo l’intonazione pastorale delle prime pagine, innesca un crescente processo di corrosione, dall’iniziale semplicità della danza, in una prospettiva visionaria. Tutti gli elementi dell’immagine villereccia si mantengono presenti, pur entro un contesto che li porta alle soglie del delirio, per la violenza dei gesti e dei contrasti sinfonici: così si possono ritrovare i richiami dei corni, le tenere movenze di ballo degli archi, le melodie degli strumentini e soprattutto l’esibizione del violino solista, presenza irrinunciabile della musica del villaggio mahleriana. Il famoso Adagietto è un brano del più intenso lirismo. Nella dolcezza degli archi e dell’arpa, a cui si affida l’intero movimento, il ritmo diventa ondeggiante, prendendo forma direttamente dalla lunga, estenuata melodia che, dapprima trasognata e dolorosa, si eleva nel centro per poi ricadere con toni appassionati. Il momento più acceso di questa melodia, il cui avvio riprende testualmente il Lied Ich bin der Welt abhanden gekommen (Mi sono staccato dal mondo) dai Rückert-Lieder, ritorna, più o meno rielaborato, nel finale, che presenta con i tempi precedenti anche altri legami, a cominciare da quello della vena popolareggiante ripresa dal primo tema dei corni, che ci riporta allo spirito dello Scherzo. Spiccano inoltre, in quest’ultimo tempo, frequenti episodi serratamente contrappuntistici e imitativi, che contribuiscono a conferire al movimento una viva e costante animazione.

Biografie

Oleg Caetani è direttore d’opera e di concerto e reputa egualmente importanti questi due aspetti del suo lavoro. Il maestro considera Nadia Boulanger l’ispiratrice della sua carriera: ha scoperto il suo talento, lo ha iniziato alla musica e gli ha insegnato un approccio filosofico all’esistenza legato a Montaigne, stile di vita cui si ispira tutt’oggi. Al Conservatorio di Santa Cecilia ha frequentato la classe di direzione d’orchestra di Franco Ferrara e ha studiato composizione con Irma Ravinale. A diciassette anni, ha debuttato a teatro con Il combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi. Dopo aver studiato le Sinfonie di Šostakovič con Kondrashin al Conservatorio di Mosca, si è diplomato con Ilya Mussin al Conservatorio di San Pietroburgo con il massimo dei voti, dirigendo la Quinta sinfonia di Šostakovič. Vincitore del concorso alla Rai di Torino, di quello “Karajan” a Berlino, ha dato inizio alla sua carriera al Berlin State Opera “Unter den Linden” come assistente di Otmar Suitner. L’esperienza in un grande teatro d’opera con tutte le opere di Wagner e Strauss ha dato una svolta decisiva al suo repertorio. La profonda esperienza di Caetani, ora ormai trentennale, nel repertorio operistico da Verdi a Musorgskij e Wagner (incluse alcune produzioni del Ring) ha influenzato il suo approccio alle grandi composizioni sinfoniche del ventesimo secolo (in particolare Bartòk, la seconda scuola di Vienna e l’impressionismo francese). La prima opera da lui diretta a 24 anni è stata Eugene Onegin nel 1981, appena diplomato al Conservatorio di San Pietroburgo. Da allora, Čajkovskij ha rappresentato un ruolo via via sempre più importante nel suo repertorio: del genio russo, Caetani ha tra l’altro inciso tutte le Sinfonie,compresa Manfred (2008). Il Financial Times ha scritto al proposito: “Avevamo bisogno di un’altra incisione di Čajkovskij? Dopo aver ascoltato e riascoltato queste registrazioni live, la risposta è un enfatico ‘sì’. Caetani non è un ciaikovskiano indulgente; lascia parlare Čajkovskij da solo: il rigore contrappuntistico, l’emozione, l’allusione occasionale all’isteria in una struttura classica…un tesoro prezioso”. Caetani si è dedicato anche alla registrazione e alla direzione di opere di compositori meno noti del ventesimo secolo quali Mosolov, Pizzetti, Gerhard e altri. Le sue incisioni delle Sinfonie di Tansman, con etichetta Chandos, hanno vinto il Diapason d’Or nel 2006 e nel 2008. Ha inoltre inciso il primo ciclo completo delle Sinfonie di Šostakovič con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Lo lega un rapporto profondo con la Sydney Symphony, la Staastkapelle Dresden, il Maggio Musicale Fiorentino e – naturalmente – l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, che dirige regolarmente dal ’99 e che ha portato sia in una estesa tournée sudamericana, sia in una – più recente – in Spagna. Nell’aprile 2008 ha diretto la Verdi in Vaticano in un concerto in onore di Sua Santità Benedetto XVI, alla presenza del Presidente della Repubblica Napolitano, e trasmesso in eurovisione.

Alexander Chaushian (violoncello). Nato a Erevan in Armenia nel 1977 in una famiglia di musicisti , ha cominciato a suonare il violoncello a sette anni, studiando prima con il nonno e poi con Zare Sarkishian. Dal 1992 al 1995 ha studiato alla Yehudi Menuhin School con Melissa Phelps e alla Guildhall School of Music and Drama a Londra con Oleg Kogan. Ha avuto una borsa di studio alla Royal Academy of Music di Londra. Si è specializzato alla Hochschule di Berlino con Boris Pergamenchikov e con David Geringas.

Nel 1990 ha vinto il Premio Mozart a Verona e nel 1992 il Primo Premio del Concorso Internazionale di Musica in Olanda. Nel 1997 ha ricevuto il Premio della Orchestra of New England e il primo premio del ”Young Concert Artists” di New York.

Chaushian ha suonato in numerosi Paesi con altrettante formazioni: Orchestra da Camera di Vienna al Konzerthaus di Vienna e alla Bruchnerhaus di Linz, London Mozart Players e la Philharmonia Orchestra a Londra, Orchestre de la Suisse Romande, Orchestra Reale Nazionale del Belgio, Les Solistes Européens de Luxembourg in un concerto diretto da Yehudi Menuhin, Boston Pops Orchestra alla Boston Symphony Hall, Orchestra Filarmonica Armena alla Carnegie Hall di New York.

E’ direttore Artistico del Festival Internazionale di Musica da Camera Pharos a Cipro e dello Yerevan Music Festival in Armenia .

Tra gli impegni più recenti, ricordiamo i concerti a Londra alla Wigmore Hall, alla Queen Elizabeth Hall, alla Royal Festival Hall come solista con la Philharmonia Orchestra, al Barbican con l’ Academy of St. Martin’s in the Field e la Royal Philharmonic Orchestra, a Milano in Conservatorio con l’ Orchestra da Camera di Padova e con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali al Teatro Dal Verme , e in Giappone alla Suntory Hall di Tokyo.

Chaushian ha registrato la Sonata per violoncello di Shostakovich per la Performance Channel Television e ha inciso il Concerto di Wim Zwaag con i Nurnberger Symphoniker. BIS label ha pubblicato inoltre le Sonate di Weinberg che Chaushian ha inciso con il pianista Yevgeny Sudbin. Sono imminenti altre incisioni di Rachmaninov e Shostakovich.

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo

Largo Gustav Mahler, Milano

Tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: a martedì a domenica 14.30 – 19.00)

Date concerti

Giovedì 11 aprile 2013, ore 20.30;

Venerdì 13 aprile 2013, ore 20.00;

Domenica 14 aprile 2013, ore 16.00;

Biglietti

Euro 31,00/23,50/18,00/13,00

Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Ufficio Stampa

Massimo Colombo

Tel. +39.02.83389.329 +39.393.5285464

massimo.colombo@laverdi.org www.laverdi.org

 

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