Circo equestre Sgueglia chiude il Napoli Teatro Festival Italia

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fotoIl circo con i suoi salntinbanchi, i suoi trapezisti ed i clown appronda al Napoli Teatro Festival Italia. L’ultimo spettacolo della kermesse è Circo Equestre Sgueglia andato in scena al San Ferdinando tra le risate e la commozione del pubblico. Il bellissimo testo di Raffaele Viviani (scritto nel 1922) rivive in scena con una compagnia di attori d’eccezione che va dal protagonista Massimiliano Gallo a Mauro Gioia, alla straordinaria presenza di Tonino Taiuti, a Monica Nappo, Francesco Di Leva, Gennaro Di Biase, Giovanna Giuliani, Carmine Borrino, Autilia Ranieri, Lorena Cacciatore e Marco Palumbo, una maggioranza di attori napoletani che sono stati diretti dal regista argentino Alfredo Arias, che per l’occasione ha soggiornato a Napoli per un mese. Una bellissima scenografia si presenta al pubblico, sul fondo la pendana del circo, ai lati del palco due carretti che fungono anche da abitazione per le famiglie di Don Ciccio e Roberto. Quest’ultimo tradisce e tratta male la moglie Zenobia che gli è fedele e devota e fa finta di non vedere, mentre il clown Samuele vorrebbe più attenzioni dalla moglie Giannina, intenta in una love story con un giovanotto toscano. In mezzo l’impicciona donna Bettina a mettere zizzania e tutta una compagnia strampalata di circensi: ritratto di un’umanità disperata e gretta.

Una trama fatta di tradimenti e bugie, di coppie che scoppiano tra la polvere del circo e la miseria della quotidianità. La parola di Viviani fa emergere una umanità meschina e povera dove protagonisti sono i desideri di ognuno e gli egoismi quotidiani.. Ma quella stessa umanità che vive sotto ad un tendone è anche capace di reagire, di andare avanti, perchè in fondo lo spettacolo deve continuare. È questo il messaggio che emerge dal testo di Viviani e che la regia di Arias tende a sottolineare mischiandolo a un universo personale fatto di ricordi ed emozioni legate all’attività circense.

«Davanti alla casa in cui abitavo con i miei genitori un giorno arrivò un circo molto povero, stoffe rattoppate con al centro i pali con i trapezi», dice Alfredo Arias presentando il suo lavoro di regia «all’esterno si potevano vedere, senza pagare, i volteggi di poveri acrobati. Qualche animale triste passeggiava senza comprendere questo paesaggio di desolazione. L’orso, la zebre, il dromedario asciugavano le loro lacrime sotto un sole opprimente».

Ottima l’alternanza di quadri comici, grotteschi, divertenti, di quel riso accennato e mai sguaiato, con altrettanti commoventi, tragici ma ricchi di grazia.

di Raffaele Viviani

regia Alfredo Arias

scene Sergio Tramonti

costumi Maurizio Millenotti

luci Pasquale Mari

arrangiamenti musicali Pasquale Catalano

coreografie Luigi Neri

coproduzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, Teatro di Roma, Teatro Stabile di Napoli

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