Morti dal ridere al Teatro de’ Servi di Roma

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Foto di Raffaele Molinaro
Foto di Raffaele Molinaro

Il titolo è eloquente. Il nuovo spettacolo di Sergio Viglianese e Glora Vigorita, in collaborazione con Alessandro Mancini, fa morire dal ridere.

Anche se il prologo e la conclusione sono affidate alla Trista Mietitrice, enigmatica protagonista occulta di tutto lo spettacolo, il tono dello spettacoloso è esilarante, fin dal monologo iniziale di Sergio Viglianese, attore di teatro e volto noto di numerosi programmi comici televisivi come Zelig e Colorado Caffé.

Sergio impersona Riccardo, un uomo impacciato, segnato da una tragica esperienza giovanile quasi mortale, ossessionato da pensieri di morte e allucinazioni, spaventato dalle donne che vede come sue potenziali assassine.

Un giorno, però, trova un rimedio alle sue spaventose notti popolate da incubi: andare al cimitero durante la pausa pranzo per seguire un funerale. E proprio qui, in una location a dir poco insolita da ricreare a teatro, un cimitero con tanto di loculi con nomi comuni e fotografie (guardateli bene!), fiori e lumini, incontra un’affascinante donna (Glora Vigorita) dal passato misterioso e con più di un motivo per venire tutti i giorni al cimitero…

Riccardo si innamora perdutamente ma deve fare i conti con le sue paure e le macabre stravaganze dell’amata. Tra equivoci e sospetti, indizi e torbidi segreti, più che una storia d’amore comincia un avvincente giallo con tanto di killer assoldato e sirene della polizia.

Ma Sergio e Gloria sono anche Carminuzzo e Immacolata, altri due divertenti personaggi che si alternano agli altri per le vie del cimitero. Il loro forte accento calabrese e il loro bagaglio di tradizioni popolari e superstizioni conquistano il pubblico che viene coinvolto nei loro scambi di battute. Gli spettatori diventano per loro anime del cimitero, sinistre figure che osservano immobili loro che mangiano pasta al forno e ‘nduja davanti alla tomba del nonno ascoltando “Calabrisella mia”.

Uno spettacolo di due atti ben costruito dal regista Pascal La Delfa, che sa alternare momenti di grande ilarità con altri più meditativi sul tema della morte. Una serie di trovate comiche e personaggi spassosi travolgono gli spettatori in una serata assolutamente piacevole.

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