Paolo Rossi in “L’amore è un cane blu”

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fotoDopo il successo di due stagioni fa con “Mistero buffo” Paolo Rossi torna sul palco del teatro Bellini di Napoli con lo spettacolo “L’amore è un cane blu”, un racconto comico e corale di un film che sta per nascere o nascerà tra le meraviglie del Carso. È lo stesso attore di Monfalcone a spiegare al pubblico la struttura narrativa dello spettacolo, un delirio improvvisato ma “provato e riprovato” per sembrare tale, il soggetto di un film che avrà per protagonista un uomo perso tra il Carso ungarettiano. Il film in questione nascerà proprio tra quei luoghi dell’anima cari a Paolo Rossi che tra quelle colline e quelle grotte è praticamente nato. Il Carso diventa una sorta di contenitore di storie, barzellette, sberleffi alla politica e molto altro. Con l’accompagnamento irriverente dei Virtuosi del Carso, Paolo Rossi confeziona uno spettacolo divertente e intelligente che conduce il pubblico alla scoperta dell’amore che diventa un cane blu. Il comico prende in prestito infatti una leggenda del Carso in cui il cane blu è quello che per amore resiste alla bora, tanto da diventare blu dal freddo. Con toni western e affabulazione continua l’attore narra la storia di un comico che si perde tra le doline alla ricerca del suo amore perduto, la sua futura moglie. Tanti i miti di cui Rossi si serve per raccontare tra realtà e finzioni la perdita e la rinascita: Alcesti e Admeto, Orfeo ed Euridice e la stessa leggenda del cane blu. Ma quel comico è l’immagine dell’uomo contemporaneo, incredibilmente perso, “senza amore”. Una esilarante “odissea western carsica” in scena con pochissimi strumenti multimediali, un solo schermo con delle diapositive ma con tanta musica eseguita dal vivo dall’orchestra di “liscio balcanico” I Virtuosi del Carso, con uno sguardo lucido a quella terra vicina e lontana: “si sa arrivano momenti in cui i racconti ascoltati nell’infanzia e i sogni e le visoni dell’adolescenza diventano più vividi dei ricordi di vita vissuta lontana o recente o quantomeno spesso si finisce per confonderli”.

Presentato da La Corte Ospitale

di e con Paolo Rossi

scritto con Stefano Dongetti, Alessandro Mizzi

con la supervisione di Riccardo Piferi

musiche originali composte da Emanuele Dell’Aquila

ed eseguite dal vivo da I Virtuosi del Carso

(Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefan Bembi,

Denis Beganovic, Mariaberta Blašković, David Morgan)

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