Roberto Bolle & Friends

0
148
Condividi TeatriOnline sui Social Network

Foto di Luciano Romano
Foto di Luciano Romano

Martedì 22 luglio alle ore 22.00 serata speciale con Roberto Bolle & Friends, Gala dedicato al balletto per l’Arena di Verona Opera Festival 2014, in collaborazione con Artedanza s.r.l.

L’Orchestra dell’Arena di Verona, diretta dal maestro Julian Kovatchev, accompagna l’esecuzione di alcune delle coreografie in programma.


Roberto Bolle
, étoile della Scala di Milano e Principal Dancer dell’American Ballet di New York, torna in Arena da protagonista insieme ai suoi “Friends”, le stelle mondiali della danza provenienti dalle più importanti Compagnie d’Europa e d’America: Hee Seo, Cory Stearns, Polina Semionova, Daniil Simkin, Julie Kent, Eris Nezha, Alicia Amatriain, Jason Reilly e Skylar Brandt.

In programma proposte che vanno dal repertorio ottocentesco al contemporaneo, firmate da illustri coreografi che hanno fatto la storia del balletto.

Aprono la serata la prima ballerina dell’American Ballet Theatre di New York Hee Seo insieme al principal del Boston Ballet Eris Nezha, impegnati nel celebre passo a due dal primo atto del Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan su musica di Prokof’ev; quindi Polina Semionova, principaldell’ABT, e Roberto Bolle portano in scena un altro famosissimo pas de deux, dal terzo atto del Lago dei cigniper la tradizionale coreografia di Marius Petipa su partitura di Čajkovskij.

Vediamo quindi Daniil Simkin, anche lui stella dell’ABT, in uno dei suoi cavalli di battaglia: l’assolo Le Bourgeois di Ben Van Cauwenberg su musica di Jacques Brel. Proseguono i due principal newyorkesi Julie Kent e Cory Stearns con Apothéose, coreografia di Marcelo Gomes costruita sull’Allegretto della Sinfonia n. 7 di Beethoven.

Roberto Bolle e Alicia Amatriain, principal dello Stuttgarter Ballet, concludono la prima parte dello spettacolo interpretando Mono Lisa di Itzik Galili, su musica di Thomas Höfs.

Torna in scena Hee Seo in coppia con Cory Stearns in Čajkovskij Pas de Deux di George Balanchine sulla splendida musica di Čajkovskij. Poi Bolle con la Semionova eseguono un altro immortale passo a due dalla Carmenrivista da Roland Petit, su musica di Bizet nell’arrangiamento di David Garforth.

È quindi la volta delle linee contemporanee di Alicia Amatriain che si intrecciano con quelle del danzatore canadese Jason Reilly, anche lui primo ballerino allo Stuttgarter Ballet, per dare vita a Fanfare LX, coreografia di Douglas Lee su musica di Michael Nyman.

Torna quindi sul palco areniano Roberto Bolle insieme a Julie Kent per Sinatra Suite, lavoro coreografico di Twyla Tharp su musica di Frank Sinatra. Seguono Skylar Brandt, principal all’ABT, con Eris Nezha e Daniil Simkin in un brano dal repertorio classico di Petipa: il pas de trois dal II atto di Le Corsaire su partitura di Riccardo Drigo.

ConcludonoPolina Semionova e Roberto Bolle, protagonisti di Passage, creazione di Marco Pelle ispirata al cortometraggio – presentato allo scorso Festival del Cinema di Venezia – di Fabrizio Ferri, che firma musica e immagini video.

Parla di questo lavoro lo stesso Bolle: «Passage nasce come cortometraggio, ma il video realizzato da Fabrizio Ferri, con la coreografia di Marco Pelle, è così bello e di forte impatto che volevamo assolutamente farlo conoscere al grande pubblico. Abbiamo allora iniziato a pensarne una versione live per portarlo a teatro. Sono molto legato a questo pezzo e felice di presentarlo per la prima volta nella meravigliosa cornice dell’Arena di Verona. Si può dire, sintetizzando, che sia la storia di un uomo alla ricerca di se stesso. Nella sua affannata corsa c’è tutta la fatica della vita, il dolore, lo slancio verso qualcosa a volte raggiungibile, a volte no. Fino al momento in cui entra nel buio. E il vero Passaggio comincia lì. Da quel momento la Danza diventa strumento essenziale per portare l’uomo dal buio alla Luce, dalla schiavitù alla libertà.

Nell’abbraccio e nel passo a due del video c’è tutta la passione e la forza della vita, quell’arrivo che è comunque movimento, in un gioco di tensione e appagamento che sembra non finire mai. Con Marco abbiamo continuato questo percorso, trasformando Passage in un volo verso la propria libertà e il raggiungimento di un apice, che appartiene a tutti noi, la cui ricerca è parte essenziale della vita».

LEAVE A REPLY