‘Gesti per Niente’ ovvero dell’attesa e d’altri stati d’animo

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fotoGesti per Niente’ è nata nel marzo del 2014, per volontà di sette giovani dell’Accademia Teatrale Veneta di Venezia diplomatisi nel 2013: Claudia Bellemo, Silvia De Bastiani, Michele Guidi, Lucia Messina, Elena Nico, Margherita Piccin e Alessandra Quattrini. Già prima della conclusione degli studi, infatti, avevano manifestato la voglia di continuare a lavorare assieme. La spinta a consolidarsi in una compagnia è stata data da Cicchetti di teatro che ha come desiderio la rinascita del “fare teatro”, ovvero portare gli spettacoli nei luoghi dove il teatro “non si fa” e per il pubblico che a teatro “non ci va”. Abbiamo intervistato Lucia Messina, una delle attrici.

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Luca Benvenuti: ‘Gesti per Niente’: come mai un nome così strano, dalle apparenti sfumature pessimiste?

Lucia Messina: Ci chiamiamo ‘Gesti per Niente’ per via del titolo di un’opera, Pervertimento y otros gestos para nada del drammaturgo spagnolo José Sanchis Sinisterra che ha tenuto un laboratorio nella nostra Accademia. L’abbiamo trovato abbastanza ironico: gesti per niente” come dire “fare cose assolutamente inutili”. Per noi è un po’ come appendere al muro una foto di qualcuno che non vuoi diventare. Ogni giorno te lo ricordi. Sinisterra è inoltre il poeta dell’improvvisazione e dell’attesa. Oggi reinterpretiamo nei nostri spettacoli proprio questo stato ontologico di aspettativa, non pessimistica, ma ironica.

LB: Ecco, mi hai anticipato. Parlami un po’ del vostro repertorio.

LM: Finora i lavori sono nati da concrete occasioni di messa in scena. Cicchetti di teatro è stato pensato per portare il teatro in luoghi non teatrali, come ristoranti e osterie. Abbiamo estrapolato i testi dalle opere di Sinisterra e li abbiamo rimescolati in un collage personale, ove si alternano canzoni e dialoghi su qualcosa che inevitabilmente deve arrivare.

Sconcertate, ironica commedia musicale scritta da Alessandra Quattrini e frutto di una regia collettiva, ha debuttato nel giugno del 2014 alla Festa del solstizio d’estate alla Bragora e sarà in scena al Teatro San Gallo di Venezia lunedì 16 febbraio alle ore 21 all’interno della rassegna cittadina del Carnevale. Cinque musiciste si recano a Venezia per un concerto, ma durante il viaggio perdono accidentalmente gli strumenti. Si dovranno così arrangiare e rievocheranno la musica di Vivaldi attraverso la voce e il corpo.

La stesura del copione e l’allestimento di Mar-se ci ha sottoposto a uno sforzo notevole. Ha visto la luce nel giugno del 2014, all’interno dell’evento A-Way Impulsi urbani organizzato dall’associazione culturale Architettando di Cittadella, che si prefigge lo scopo di rivalutare zone urbane dismesse. Lo spettacolo andava sviluppato in base a un’installazione preesistente, un molo sull’erba. Mar-se, scritto da me, Claudia Bellemo e Elena Nico, narra di tre sirene contemporanee che attendono Ulisse sulla spiaggia, pretesto per inserire il tema della guerra e dell’attesa, della contrapposizione tra le varie prese di posizione su un conflitto inevitabilmente percepito come lontano. Al Premio nazionale Giovani realtà del teatro, organizzato dall’Accademia Nico Pepe di Udine nell’ottobre del 2014, abbiamo vinto una menzione speciale grazie a questo spettacolo. Mar-se ha debuttato in forma definitiva il 12 febbraio 2015 a Rovereto, nella rassegna Offside. Storie in viaggio, accanto a nomi come Cesar Brie e Gigi Dall’Aglio, negli spazi della compagnia teatrale ‘Evoè’.

Uno degli obiettivi del 2015 è Super-spicy market, testo sull’identità e la multietnicità.

Stiamo anche portando nelle scuole elementari del Veneto, grazie al supporto dell’Acli di Marghera, Clarice e le buone maniere, laboratorio gratuito per scolari dai cinque ai nove anni, in cui noi attrici impersoniamo l’acqua, l’aria, l’energia. In maniera ludica e divertente, i bambini vengono così sensibilizzati all’ecologia.

LB: Quali sono i punti forti della compagnia?

LM: ‘Gesti per Niente’ si avvale di persone che hanno affinato doti musicali, coreografiche, registiche e drammaturgiche, anche grazie ad esperienze extra accademiche. Ciascuno di noi ha poi perfezionato il campo d’interesse, mantenendo però una versatilità di competenze nella creazione della cosa teatrale.

LB: Ci sono stati degli incontri, oltre a quello con Sinisterra, determinanti per la vostra compagnia?

LM: Decisamente sì. Nel 2011 è stato importante lavorare con Karina Arytyunian, una pedagoga che ci aiutato a comprendere come osservare la realtà esterna per poter strutturare il personaggio in tutte le sue potenzialità.

Con Paola Bagatto, attrice diplomata al Piccolo, e Michele Modesto Casarin della compagnia ‘Pantakin’ abbiamo allestito nel 2012 uno spettacolo tratto dall’Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo. Siamo rimasti segnati a livello tecnico da Paola Bagatto, professionista della parola detta, perché ci ha fornito un metodo personale di approccio al testo.

Successivamente al diploma, fondamentale è stato il laboratorio col Teatro Stabile del Veneto e Serena Sinigaglia. La regista ci ha insegnato come lavorare coralmente per comporre una scena, senza pianificazione, ma in base alla realizzazione delle proposte dei colleghi.

LB: Cosa manca nell’attuale panorama teatrale giovanile?

LM: C’è la necessità, da parte di molte valide compagnie giovani, di trovare una vetrina che permetta loro di essere conosciute, evitando di dover dare spazio sempre ai soliti nomi. Manca il coraggio di fare largo a nuove realtà.

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INFO: gestiperniente@libero.it

https://www.facebook.com/gestiperniente

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