Christian De Sica in “Cinecittà”

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fotodi Christian De Sica, Riccardo Cassini, Marco Mattolini e Giampiero Solari

Interpreti: Christian De Sica e con Daniela Terreri, Daniele Antonini e Alessio Schiavo

Scene: Patrizia Bocconi

Costumi: Ester Marcovecchio

Disegno luci: Marcello Iazzetti

Regia video: Cristina Redini

Musiche dal vivo dell’orchestra diretta dal maestro Marco Tiso

al pianoforte: Riccardo Biseo

Regia: Giampiero Solari

Coreografie: Franco Miseria

Produzione: Bags Live

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Il Varietà è morto. Il Varietà è vivo. Viva il Varietà!

Arriva in motorino Christian De Sica a Cinecittà col casco e il giubbotto e noi lo vediamo sul grande schermo in una ricostruzione cinematografica. Poi si toglie il casco, il giubbotto ed appare elegantissimo col suo smoking. È davanti al mitico Teatro 5 e guardandosi intorno borbotta: “Ma qui non c’è nessuno?” apre la porta ed inizia lo spettacolo.

Scompare lo schermo gigante, appare il retro della porta e De Sica entra sul palco. Saluta il pubblico e subito lo conquista.

Il teatro è pieno, straripante di persone che già conoscono De Sica ed ora che hanno la possibilità di vederlo da vicino sono felici di dimostrargli il loro affetto e la loro ammirazione. È tangibile la felicità del pubblico di essere qui stasera.

E Christian De Sica merita ogni applauso perché si concede generosamente e col cuore in mano regala momenti di grande emozione.

Racconta un viaggio nella città del Cinema, che per molti tratti coincide col viaggio della sua vita.

È bravo, è un uomo completo di spettacolo, canta, balla e recita per due ore senza pause.

Il talento del Figlio d’Arte si sprigiona da ogni poro della pelle. E racconta aneddoti divertenti e commoventi di una vita trascorsa fra i miti dello spettacolo italiano ed internazionale.

L’immagine sul fondale ci dà l’illusione di essere nel Teatro di posa. Ed anche Federico Fellini con la sua voce inconfondibile sembra essere ancora dietro la sua macchina da presa o meglio ancora seduto sulla sua sedia da regista.

Ed arrivano in scena, presenti e palpabili attraverso le sue parole, i Mostri sacri del nostro Cinema a cominciare dal padre, il grande Vittorio con tutte le contraddizioni umane ed artistiche, e la madre l’attrice Maria Mercader, e poi Zavattini, Alberto Sordi e Rossellini e le grandi star internazionali dei grandi film da “Antonio e Cleopatra” alla “La strada”, che hanno fatto la storia di Cinecittà, che ora è costretta ad adeguarsi anche ai tempi televisivi, ospitando perfino la casa del “Grande Fratello”.

Christian De Sica ama Cinecittà e la fa amare anche a noi, presentandola nei personaggi più caratteristici, che costruiscono, con le competenze riconosciute in tutto il mondo, la fortuna della Grande Illusione del Cinema italiano.

Tre bravi attori lo affiancano sul palco, alternandosi nei ruoli più vari: la sarta con la spazzola lo tasta in tutto il corpo alla ricerca di invisibili granellini di polvere; il tecnico luci sposta di continuo l’occhio di bue, costringendo Christian, che canta con passione, ad inseguire il punto luce correndo a perdifiato per tutta la platea, con grande gioia del pubblico; ed ancora il macchinista che lo inonda di neve; e il meccanico della Biga di Ben Hur, che si rivela essere il proprietario della famosa vespa di Vacanze Romane; la doppiatrice di film porno, l’attore raccomandato che si presenta al provino e ancora tanti e tanti altri.

La bella scenografia a pannelli mobili gioca un continuo dinamismo scenico, la scala luminosa che fa pensare alla fascinosa Wanda Osiris, la pedana che entra in scena col Maestro Riccardo Biseo al pianoforte e poi soavemente scompare, la struttura verticale con l’orchestra diretta dal Maestro Marco Tiso, gli schermi che creano l’effetto alternato di Cinema e Teatro e tutto l’allestimento ci trasportano nei tempi d’oro del Varietà. Le luci, magistralmente ideate da Marcello Iazzetti, amplificano gli effetti scenici e sonori.

Il corpo di ballo, strepitoso, comunica la gioia e l’energia della danza e vien voglia di muoversi dalle poltrone per seguirne il ritmo. Belli i costumi, scintillanti ed ammiccanti e tantissimi. I danzatori si cambiano di continuo ed anche gli attori sono impegnati in un avvicendarsi rutilante di ruoli e costumi e caratterizzazioni.

La sapiente regia di Giampiero Solari firma un vivacissimo e coinvolgente allestimento. Sembra di sentire una voce che grida: “Buona la prima!”, perché anche dopo tante repliche ogni spettacolo è sempre unico.

Non c’è il tempo di stancarsi e si arriva alla fine e in platea si sente mormorare: “Mi dispiace che sia finito”.

Christian De Sica concede un bis e canta e parla raccontando tutto il suo amore per Cinecittà e per il suo pubblico. È davvero fortunato Christian De Sica perché fa un lavoro che ama e lo fa molto bene!

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