L’ultima estate dell’Europa

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fotodi Giuseppe Cederna e Augusto Golin

con Giuseppe Cederna

Alberto Capelli, chitarre e percussioni

Mauro Manzoni, flauti, sassofoni e clarinetto basso

Regia di Ruggero Cara

Musiche di Alberto Capelli e Mauro Manzoni

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Da giovedì 12 marzo, alle ore 21.00, Giuseppe Cederna è in scena al Teatro Biondo di Palermo – Via Biondo, 258 – ingresso a 14 euro; info 0917434341 info@teatrobiondo.it – con “L’ultima estate dell’Europa”. Lo spettacolo sarà in scena al teatro stabile di Palermo fino al 22 marzo. Musiche originali eseguite dal vivo di Alberto Capelli, alla chitarra e percussioni, e Mauro Manzoni, ai flauti, sassofoni e clarinetto basso. L’ultimo appuntamento della tournée sarà il 24 marzo al Teatro Idea di Sambuca.

Sarajevo 28 giugno 1914. Sono le dieci del mattino di una splendida domenica di giugno. Fra quarantacinque minuti due colpi di pistola sconvolgeranno il mondo. In poco più di un mese Austria, Serbia, Russia, Germania, Francia e Inghilterra si dichiarano guerra. Poi sarà la volta del Giappone e degli Stati uniti. E l’Italia? L’Italia comincia a pensarci. Ma in realtà ci sta già pensando da molto tempo.

Un tumulo informe di sacchi e legni anneriti dal fuoco- che diventerà fiume, trincea, montagna, cimitero- è la zattera a cui si aggrappa il protagonista dello spettacolo, un naufrago della Grande Guerra. Un sopravvissuto. Posseduto dall’implacabile progressione della memoria e incalzato dai temi musicali dei luoghi e dei personaggi, Giuseppe Cederna dà voce e corpo a quell’umanità di vittime e di carnefici che trasformarono l’Europa in un immenso mattatoio. Dai Futuristi ai Generali, dai fanti mandati a morire sul Carso e sull’Isonzo ai loro compagni di naufragio, quegli spettri usciti dalle trincee austriache, fino agli scrittori e ai poeti le cui parole, ancora oggi, ci illuminano e ci commuovono: Owen, Stuparich, Gadda, Ungaretti, Trilussa, Rumiz. Dall’esaltazione alla consapevolezza. Dalle “Radiose giornate di Maggio” alla notte di Caporetto.

«La guerra è molto più vicina di quello che pensiamo – commenta Giuseppe Cederna – la guerra dorme dentro di noi. Per questo, raccontarne gli orrori ma anche il desiderio e la capacità di riscatto, è doloroso e necessario. Con la pietà della memoria e la miracolosa potenza delle storie, l’uomo riesce a ribellarsi all’umiliazione del corpo e dell’anima. Anche nell’orrore, talvolta, riusciamo a trovare la nostra umanità e dignità più profonde.»

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GIUSEPPE CEDERNA debutta nel 1977 a Piazza Navona come clown di strada. Nel ’78 fonda con Memo Dini la compagnia Anfeclown  dove si metterà in luce per una comicità surreale e principalmente fisica. Conclusa la vena autarchica, in teatro lo ricordiamo nel “Sogno di una notte d’estate” del Teatro dell’Elfo, regia di Gabriele Salvatores; in “Amadeus” di P. Shaffer a fianco di Umberto Orsini regia di Mario Missiroli; ne “Il giardino dei ciliegi” di A. Cechov regia di Gabriele Lavia; in “Puntila e il suo servo Matti” di B. Brecht regia di Pino Micol; ne “La Febbre” di W. Shawn regia di Giorgio Gallione; ne “Il grande viaggio” di Giuseppe Cederna e Francesco Niccolini. Al suo impegno teatrale alterna, dagli esordi, un’interessante attività cinematografica. Premio oscar con il film “Mediterraneo” di G. Salvatores nel 1991 nel cinema ha lavorato, tra gli altri, con Scola, Bellocchio, Comencini, Monicelli, i fratelli Taviani, Soldini, Brizzi e Rob Marshall. Ha pubblicato con Feltrinelli “Il Grande Viaggio”, un pellegrinaggio alle sorgenti del Gange; “Piano Americano”, lezioni di sopravvivenza nella giungla dorata di un set Hollywoodiano e, con il fotografo Carlo Cerchioli, “Ticino, le voci del Fiume – Excelsior 1881”.

ALBERTO CAPELLI – Chitarrista e compositore di estrazione Jazzistica, capace di passare con disinvoltura dal Jazz mainstream all’improvvisazione radicale, dal Flamenco più puro alle contaminazioni del rock, del funky, della musica brasiliana e del mondo. Ha suonato fra gli altri con Massimo Urbani, John Zorn, Joe Baron, Carla Bley, Steve Swallow, Louis Sclavis, Ab Baars, Steve Coleman, Ernst Reijseger, Tristan Honsinger, Michael White, Brian Spring, Alan Wilkinson, Ikram Khan, Deobrath Mishra, Mike Patton, Eywind Kang. Milita nell’Orchestra Andalusa di Tangeri di Jamal Ouassini. Ha sviluppato la conoscenza della musica Flamenca suonando con El Londro, David Sanchez, Antonio Rodriguez ” el Chupete”, Manuel Perez. Ha scritto le musiche per il mediometraggio del regista Mirko Locatelli “Come prima”; per i documentari di Emanuela Audisio su RAI 1 “Le streghe della notte” e “Viet-cong”.

MAURO MANZONI – Sax tenore, soprano e baritono; flauto traverso, flauti etnici in legno, clarinetto basso, elettronica.Ha all’attivo più di venti pubblicazioni discografiche soprattutto in campo jazzistico ed etnico e numerosi concerti in Italia e all’estero. Ha collaborato tra gli altri con Paolo Fresu, Kenny Wheeler, Pierre Favre, Gianluigi Trovesi, Tino Tracanna, Alfredo Impullitti, Javier Girotto, Alfredo Laviano, Daniele di Bonaventura, Fabrizio Bosso, Maurizio Giammarco, Marco Tamburini, Luca Bulgarelli, Mauro Campobasso, Cecilia Finotti, Cristina Zavalloni, Achille Succi. Ha lavorato con scrittori e autori teatrali e televisivi tra cui Carlo Lucarelli, Marcello Fois, Giampiero Rigosi, Simona Vinci., Francesco La Licata.

www.artupart.com

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