“Nessuno muore”. Il disagio di vivere

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fotoOtto personaggi, in scena sempre in coppia, sono portatori dei malesseri della società odierna nel nuovo lavoro di Luca De Bei, autore sensibile e attento al disagio di vivere, Premio Le Maschere 2011 come Miglior Autore di Novità Italiana per  “Le Mattine 10 alle 4” .

Come singole tessere che vanno componendo un mosaico, si tessono le vicende umane che svelano relazioni familiari e affettive tra personaggi disperatamente alla ricerca di un approdo che dia risposte alla solitudine e al vuoto esistenziale.

De Bei sviscera vari temi che possono attraversare le vite di uomini e donne, nel quotidiano brulichio cittadino, sferzati nel corpo e nell’anima da traumi, incomprensioni, angosce e nevrosi e qualcuno proiettato in un mondo dove sono assenti i conflitti e anche i sentimenti.

Sulla panchina del parco Marco (Michele Balducci) duetta con la sua ragazza Lidia annunciandole che un giorno la sessualità fra gli esseri umani non sarà più necessaria perché gli alieni sono fra noi e, confessando di essere stato abbandonato da bambino da entrambi i genitori, la invita ad ascoltare il suono del movimento terrestre. Lidia (Maria Vittoria Argenti) che lavora in un supermercato per pagarsi gli studi, ha un padre violento che la insidia e ha già abusato della sorella Francesca (Chiara Augenti), tossicodipendente che si prostituisce saltuariamente facendosi chiamare Jean, disperata per l’abbandono di Guido (Giulio Forges Davanzati), poliziotto che ha avviato una relazione col suo fraterno amico Federico (Alessandro Marverti). Federico confessa al suo compagno di averlo tradito e contratto il virus Hiv, poi, in redazione dove scrive dialoghi per una soap opera, viene redarguito aspramente dalla sua editor Claudia (Arianna Mattioli) perché non si attiene ai canoni imposti dalla produzione: vietato parlare di politici corrotti, crisi economica, fame nel mondo, malasanità, pedofilia e tutti i temi sensibili. Claudia, in una sera di pioggia, uscendo dal lavoro viene abbordata gentilmente da uno sconosciuto che le offre riparo e poi la stupra minacciandola col coltello. È Sandro (Andreapietro Anselmi) agente immobiliare cui si rivolge Guido in cerca di una nuova casa, e marito violento e separato di Teresa (Federica Bern), psicologa alla quale i familiari affidano Marco nel tentativo di aiutarlo a liberarsi dalle visioni degli alieni. Convinto da Teresa, il ragazzo mette in uno scatolone tutti i libri di fantascienza, ma sottili figure argentee si materializzano uscendo da un alone di luce abbagliante e lo abbracciano.

Quindici quadri per rappresentare storie del nostro tempo, conflitti, incomprensioni, difficoltà relazionali e prevaricazioni, ma anche ironia dissacrante e frenetica leggerezza. Su questo mondo si stende lo sguardo impietoso e amorevole dell’autore, che in ogni scena inserisce la frase “Nessuno muore” riferita ai diversi contesti di malattia, violenza, censura, solitudine, incesto e tutta la gamma del degrado umano e sociale: non si muore se si vive nel cuore di qualcuno.

La regia dello stesso De Bei ci proietta in una girandola di casi umani e di sessualità spersonalizzata

(inevitabile il richiamo a “Girotondo” di Arthur Schnitzler) con qualche pruderie voyeuristica, in cui i pochi arredi funzionali alla storia vengono introdotti in scena dagli stessi attori, che con i loro personaggi occupano lo spazio, anche col supporto della videografica di Marco Schiavoni e le luci di Marco Laudando che tracciano le cesure fra i diversi quadri.

Gli attori, tutti bravi, affrontano la sfida di tre ore di spettacolo.

È in vendita al botteghino il testo dello spettacolo edito da La Mongolfiera Editrice.

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