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IMG_0385drammaturgia e regia Alessandro Veronese

con Laura Angelone, Arianna Aragno, Liliana Benini, Luisa Bigiarini, Sonia Colombo, Francesca Gaiazzi, Michela Giudici, Susanna Miotto, Alice Pavan, Alessandro Veronese

produzione Fenice dei Rifiuti

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Quattro frammenti di teatro. Quattro schegge teatrali per presentare finalmente al pubblico milanese tutta la produzione “nascosta” di Fenice, quattro corti solitamente destinati in via quasi esclusiva al pubblico dei festival e dei concorsi. Un materiale di indagine sull’universo femminile elaborato nel corso di questi anni di lavoro e ingabbiato all’interno di quattro brevi racconti teatrali. Quattro piccole storie, interpretate da tutte le attrici di Fenice.

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Mille anni al mondo

Con Arianna Aragno, Francesca Gaiazzi, Susanna Miotto

Guglielmina è un’anziana signora, ex campionessa di ginnastica artistica, ex cantante di bassa lega, fallita sotto tutti i punti di vista: come sportiva, come artista, come madre. Dalla sedia a dondolo di una stanza dell’ospizio in cui è rinchiusa (il macello, come lo chiama lei), rievoca il difficile e tormentato rapporto con la figlia Laura, scomparsa ancora bambina in seguito ad un terribile episodio di violenza. Mille anni al mondo nasce dall’esigenza di raccontare, attraverso i corpi e le parole delle attrici di Fenice, una storia che prende spunto da episodi reali. In questo testo vengono toccati temi che ci stanno profondamente a cuore e che costituiscono alcuni dei nuclei centrali del nostro lavoro: il disagio, il fallimento, la pedofilia. Il tutto attraverso il doppio binario su cui da sempre si muove il nostro teatro: la narrazione e l’azione teatrale. Una scena semplice, essenziale, costituita da due micro – stanze assolutamente identiche: un paravento, una sedia e un catino disposti in modo speculare, a segnare la linea di confine e di sfondamento tra il presente e il passato. Ad accompagnare tutto lo spettacolo, come un’ossessione, la violenza della MEMORIA, presente nel testo in un’importante citazione cechoviana, nelle musiche e anche nel titolo, preso in prestito da uno degli ultimi capolavori di Fabrizio De André.

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Viola dei circhi

Con Sonia Colombo, Michela Giudici, Alice Pavan, Alessandro Veronese

Viola aveva 17 anni, l’ultima volta che è salita su un trapezio. Giovanissima star del circo di famiglia, un’evoluzione sbagliata l’ha fatta cadere da cinque metri d’altezza e l’ha precipitata in un coma profondo e irreversibile. Da sette anni Viola vive in stato vegetativo. Il circo abbandonato tragicamente da Viola, sette anni fa, non sarà l’ultimo della sua vita. La vicenda di Viola diventa infatti materiale ghiotto per politicanti di dubbio gusto e per gli avvoltoi della televisione, che si contendono la sua storia come una succulenta portata da sottoporre ai telespettatori/elettori. Nella rete di questo nuovo circo cadono, purtroppo, anche la madre e la sorella di Viola, le cui posizioni in merito all’accanimento terapeutico nei confronti di Viola sono diametralmente opposte. E mentre loro si vomitano parole addosso, sempre ben attente a cogliere le luci dei riflettori, Viola, in un momento irreale e poetico, si alza dal suo lettino… Ispirato alla storia di Eluana Englaro.

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Il banchetto

Con Laura Angelone, Liliana Benini, Luisa Bigiarini, Susanna Miotto, Alice Pavan

Il banchetto è la storia, in parte vera, di Cinzia e Marta. Un’amicizia nata in età infantile e divenuta amore durante l’adolescenza, un amore tenuto saldamente insieme dal dramma dell’anoressia, vissuto dalle due ragazze in piena coscienza e quasi con gioia. Quando Cinzia decide di farsi ricoverare per curarsi, Marta non riesce a reggere il peso della solitudine e si lascia morire, facendo sprofondare Cinzia in un nuovo incubo: quello della bulimia, divenuta l’unica compagna possibile.

Raccontare una storia vera, una storia lacerante che parte dall’infanzia e arriva fino all’età adulta. Raccontare l’anoressia e la bulimia attraverso una storia d’amore decisamente non convenzionale e attraversata, dall’inizio alla fine, dal tema del cibo: l’innocente gioco di due bambine che si trasforma in tremenda disciplina di vita, anche a costo di quella stessa vita. Vivere per il cibo, anzi, senza cibo, e di cibo morire.

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Dissolvenza

Con Laura Angelone e Michela Giudici

Sara. Claudia. Sorelle.
 Vite ordinarie e spensierate, da splendide adolescenti. Poi un sabato sera torni a casa e c’è tua madre in bagno, che non respira più. Gli occhi sono ancora semi-aperti ma la vita se ne è andata già da qualche ora, rapita da quel rasoio che le è scivolato dalla mano.

E tutto quel sangue non l’hai ripulito più. Si è attaccato alle tue braccia e al tuo ventre, Sara, che ogni giorno, ostinatamente, riproduci sulla tua pelle il disegno di quella notte di qualche anno fa. Aprire varchi per far uscire il dolore. Sara sempre più distante, sempre più tesa, sempre più magra. Mai più bambina.

Non c’è traccia di sangue sul tuo corpo florido e pieno, Claudia, ma a te il sangue è rimasto attaccato all’anima, un’enorme grumo di sangue dietro al quale hai nascosto le tue grida disperate. Per mesi c’è stato solo il silenzio. Poi, quando hai ricominciato a parlare, di anni non ne avevi più sedici. Sei tornata in quell’istante della tua vita in cui tutto, per forza, deve andare bene. In cui tutto era intatto, e indistruttibile. Per sempre bambina.

Claudia una pastiglia ogni otto ore. Sara una pastiglia dietro l’altra. Per dormire, per mangiare, per calmarti, per respirare.

Vi ammazzereste da quanto vi amate. Vi ammazzereste da quanto non riuscite a sopportarvi più. Claudia con le tue urla e i tuoi giochi infantili. Sara con le tue lacrime e le tue ragnatele.

Le vostre pastiglie. Belle, tante, colorate. L’attimo in cui per forza vi dovrete guardare in faccia e ricominciare, dopo otto anni, ad essere insieme. Inginocchiate una accanto all’altra, e tutte le vostre pastiglie davanti a voi. Che a vederla così, sembra che sia quasi un gioco.

“Secondo te stiamo iniziando a diventare invisibili?” domanda Claudia.
”Credo di sì”, le risponde Sara, sorridendole per l’ultima volta.

E allora avanti, che il gioco abbia inizio. Che tutto abbia fine. Una a te e una a me. Una a te. E una a me. Una a te e una a me. Una a te…

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Rassegna “Liberi d’estate 2015”

Teatro Libero

Via Savona, 10 – Milano

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BIGLIETTERIA

PREZZI BIGLIETTI

Prezzo unico € 12,00

Ridotto allievi TP € 6,00

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ORARIO SPETTACOLI
Ore 21.00

ORARIO APERITIVO

Ore 19.30

ORARI BIGLIETTERIA
Da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00

Nei giorni di spettacolo:
Da lunedì a venerdì fino alle 21.30
Sabato e domenica dalle 19.00 alle 21.30

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CONTATTI

02 8323126
biglietteria@teatrolibero.it

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www.teatrolibero.it

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