52° Festival di Nuova Consonanza

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fotoIl 52° Festival di Nuova Consonanza si inaugura sabato 14 novembre al Teatro Palladium con la prima assoluta di La guerra giusta tre opere da camera composte su testi di Sandro Cappelletto, Renata M. Molinari e Carlo della Corte da Daniele Carnini, Paolo Porto e Dimitri Scarlato in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale.

Il Festival prosegue poi in vari spazi della città e in particolare al MACRO di via Nizza, che nella sua avveniristica e affascinante sede ospiterà quest’anno molte delle principali manifestazioni del Festival, a sancire così una comunanza di intenti nella ricerca di un’interazione tra le varie ed eterogenee espressioni della creatività contemporanea.

In programma concerti, incontri, conferenze e seminari per approfondire il teatro musicale contemporaneo e i più significativi compositori della musica d’oggi accanto ai nuovi talenti, da cui nascono originali incontri. Come quello fra il compositore Luca Lombardi e l’attore-vocalist Elio

per il progetto “Minima Animalia”, e l’omaggio al cinema del grande Vittorio De Sica con “De Sica racconta ancora” opera audiovisiva realizzata da un gruppo di giovani compositori e filmmakers.

Sedici concerti, incontri, conferenze, un seminario e un concorso di composizione. Dal 14 novembre al 19 dicembre, la 52ª edizione del Festival di Nuova Consonanza, da oltre mezzo secolo la principale manifestazione italiana dedicata alla musica d’oggi, propone un ricco programma vario e articolato in diversi spazi della città con molte direttrici che si intrecciano nella programmazione: “il teatro musicale, l’approfondimento delle poetiche di alcuni maestri della musica d’oggi, e uno sguardo sempre più volto a una dimensione internazionale sono quelle che meglio esprimono lo spirito di un appuntamento che ci auguriamo continui a costituire un punto di riferimento nella promozione della creatività musicale contemporanea” spiega Lucio Gregoretti neopresidente di Nuova Consonanza, che conferma anche per questa edizione la collaborazione con le principali accademie e istituti della cultura della città: Académie de France à Rome Villa Medici, Accademia Filarmonica Romana, Ambasciata Estone a Roma, i Conservatori di Musica di Roma e di Latina, Forum austriaco di Cultura, Goethe-Institut Rom, Istituto Polacco di Roma, Rai Radio3, Romaeuropa Festival, Università degli studi Roma Tre, Sonoramusic. In particolare si segnala da quest’anno la stretta collaborazione fra Nuova Consonanza e il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma che accoglierà gran parte dei concerti: due realtà totalmente dedite alla promozione di quanto di più innovativo e originale avviene in campo artistico e musicale, entrambe con un ampio respiro internazionale e allo stesso tempo fortemente radicate nella città di Roma.

Il 52° Festival di Nuova Consonanza è realizzato con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale Spettacolo e Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali, e con il sostegno della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili.

Festival di particolare interesse per la vita culturale della Città 2014-2016, è realizzato inoltre con il sostegno di Roma Capitale e in collaborazione con la SIAE.

Inaugurazione sabato 14 novembre (ore 21) al Teatro Palladium con una novità: la rappresentazione in prima assoluta di La guerra giusta, trittico formato da una cantata, un melologo e un’opera di teatro musicale, composte in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale da Daniele Carnini (Un eroe opera in un atto per soprano, baritono, tenore ed ensemble su testo di Renata M. Molinari), Dimitri Scarlato (La tregua di Natale per soprano, tenore, ensemble ed elettronica, su testo di Sandro Cappelletto anche voce narrante) e Paolo Porto (Il grande balipedio per soprano, voce narrante, coro maschile ed ensemble testo liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Carlo della Corte). Firma la regia Vittorio Pavoncello, voci soliste il soprano Marta Vulpi, il tenore Gianluca Bocchino, il baritono Luca Bruno, il Roma Tre Orchestra Ensemble sarà diretto da Enrico Marocchini, affiancato dal Coro Claudio Casini (Stefano Cucci direttore). “Per gli Italiani la Prima guerra mondiale è stata davvero ‘la guerra giusta’ – spiegano gli autori -. L’odonomastica, la scienza che sopraintende ai nomi delle strade, è impietosa: interi quartieri delle nostre città sono dedicati a monti e altopiani dove tutta la gioventù d’Italia, fino ai diciassettenni, andò a farsi trucidare tra una trincea e un’altra per guadagnare pochi metri di sacro suolo (sacro per noi, sacro per il nemico). Ci sono voluti almeno cinquant’anni, una dittatura, una nuova guerra mondiale, una guerra fredda, per cominciare ad accettare che la guerra fondativa della nazione italiana era stata – né più né meno delle altre – piena di incertezze, di divisioni, di personali tragedie di cui la propaganda non sapeva che fare e che ci nascose. Il processo è lungi dall’essere terminato”. La guerra giusta è dunque la riflessione su vari aspetti, tutti universali, della guerra di cento anni fa, attraverso tre lavori di teatro musicale, molto diversi per carattere e per forma, e anche per ambientazione: Un eroe si situa nel teatro di guerra in un tempo poco successivo al conflitto, prendendo lo spunto da una situazione comune per farne un apologo sul male e sulla fiducia nei rapporti umani; La tregua di Natale narra la ripercussione, cento anni dopo, delle vicende belliche nella storia d’amore tra un uomo inglese e una donna tedesca, sullo sfondo di un dramma del tutto contemporaneo; la visione raccontata dal Grande balipedio è ambientata proprio sul fronte, appunto nel cuore del «grande balipedio» (ossia un poligono per artiglieria, e per metafora il fronte tutto).

Sullo stesso filone si pone il concerto del giorno successivo, domenica 15 novembre (ore 21.30) al Teatro Vascello dal titolo emblematico Canti dalle trincee, con la RomaTermini Orchestra diretta da Enrico Blatti: ai canti popolari dell’epoca si alternano le novità di Paolo Cavallone, Mauro Cardi, Pier Paolo Cascioli ed Enrico Blatti.

Giovedì 19 novembre (ore 21) al Teatro Centrale Preneste il concerto Awake, Psaltery and Harp, incentrato sui vari aspetti della coralità contemporanea in un programma che accosta in maniera originale stili compositivi di diversi autori dal Novecento al giorno d’oggi, uniti però nel comune denominatore della “Parola”, sacralmente intesa, nei linguaggi d’avanguardia: Parola ‘divina’ che considereremo quindi come possibile criterio unificatore del programma musicale proposto da Stefano Cucci, che dirigerà il Coro Goffredo Petrassi e il Coro Claudio Casini Università di Roma Tor Vergata, con la voce solista del controtenore Roberto Colavalle, in un programma che spazia da Charles Ives a Philip Glass, dai Chichester Psalms (1965) per coro, organo, arpa e percussione di Leonard Bernstein alle recenti composizioni di Alessandra Ravera e Ada Gentile .

Sabato 21 novembre (ore 21) il primo appuntamento al MACRO sarà un omaggio a uno dei compositori polacchi della nuova musica, scomparso due anni fa, Zbigniew Karkowski. Il concerto, realizzato in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e Sonoramusic, avrà come protagonista il basso elettrico di Kasper T. Toeplitz (da cui il titolo della serata Electric KTT, intorno a Zbigniew Karkowski), artista che per anni ha lavorato a fianco di Karkowski, alternando il suo percorso artistico fra composizioni accademiche ed “electronic new music” e “noise music”.

Altro focus, sempre al MACRO è quello dedicato a Mauro Bortolotti domenica 22 novembre (ore 21). Fra le figure più importanti della musica romana del secondo dopoguerra, cofondatore di Nuova Consonanza, Bortolotti ha percorso tutte le avventure dell’avanguardia musicale, dalla fase più sperimentale, alla riconsiderazione della scrittura degli anni Novanta, rimanendo sempre aderente ai tempi e vigile, come un artista testimone cosciente e al tempo stesso emotivamente coinvolto. Alla musica di Bortolotti, quella di Fabrizio de Rossi Re, Patrizio Esposito, Lucia Ronchetti, Paolo Rotili, compositori diversissimi che presentano per questa occasione lavori che, pur scritti in diverse fasi della loro attività, ben rappresentano le loro tendenze poetiche. Ne saranno interpreti i soprani Cristiana Arcari e Paola Ronchetti, il Conservatorio Ottorino Respighi Ensemble diretto da Francesco Belli.

Martedì 24 novembre (ore 21) appuntamento al Teatro Centrale Preneste con De Sica racconta ancora (1961-2014). Si tratta di una originale opera audiovisiva realizzata da un gruppo di giovani compositori-filmmakers all’interno di un’esperienza di produzione presso il CREA – Centro di Ricerca ed Elaborazione Audiovisiva della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Musica Licinio Refice di Frosinone. Un significativo omaggio all’artista che per il mondo intero è ancora sinonimo del miglior cinema italiano di sempre, che trae origine dal programma televisivo De Sica racconta (Rai, 1961) a cura di Isa Barzizza, in cui il grande cineasta leggeva celebri favole e fiabe, all’interno di un’essenziale modalità di messa in scena. Gli artisti del CREA hanno selezionato tre di queste fiabe – Il gigante egoista (1888) e Il principe felice (1888) di Oscar Wilde, I vestiti nuovi dell’imperatore (1837) di Hans Christian Andersen – che saranno sonorizzate dal vivo con l’uso di strumenti, campionatori e oggetti di varia natura, verso una tridimensionalità audiovisiva volta a potenziare il coinvolgimento dello spettatore.

Mercoledì 25 novembre (ore 20.30) il Festival ospita un concerto del Forum Austriaco di Cultura: Suoni dalla memoria con il TrioVanBeethoven – formazione austriaca formata da Verena Stourzh (violino), Franz Ortner (violoncello) e Clemens Zeilinger (pianoforte) -, che prende ispirazione dalla nuova consonanza che orienta il genio viennese per lasciarsi guidare da quell’indipendenza di spirito, ma soprattutto dalle idee rivoluzionarie che un uomo come Beethoven ha saputo instillare nella storia della musica occidentale. Da qui il viaggio ‘visionario’ di questo concerto, che si apre con lo splendido Trio di Haydn Hob: 15:21 per percorrere le molte forme del linguaggio sonoro che ci portano ai giorni nostri, con i Klaviertrio di Johanna Doderer e Balduin Sulzer, e Memorie di tempesta di Federico Gardella.

Si torna al MACRO mercoledì 2 dicembre (ore 21:00) con un concerto realizzato in collaborazione con il Goethe-Institut Rom e dedicato al ritratto di Helmut Lachenmann, compositore tedesco che quest’anno festeggia ottant’anni, vincitore nel 2008 del Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia. L’Ensemble Interface eseguirà tre suoi pezzi: Dal niente (Intérieur III) (1970) per clarinetto solo, Ein Kinderspiel (1980) per pianoforte e Trio fluido (1966) per clarinetto, viola, percussione. Una musica, la sua, “amatissima e controversa – come si legge nella motivazione del premio veneziano – capace di aprire un nuovo mondo sonoro, forzando provocatoriamente i limiti della percezione”. Alla musica di Lachenmann, si affiancherà quella di Luigi Nono, con cui il compositore tedesco si confrontò nel suo lungo percorso artistico (il titolo di questa serata «Ascolta continuamente diverso altro» è infatti ripreso da una lettera di Nono a lui indirizzata) e di Pierluigi Billone, che ha preso le ‘consegne’ del maestro, spingendo il limite ancora più oltre.

Altro omaggio – sempre al MACRO e in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana – sarà quello dedicato a Luca Lombardi e ai suoi settant’anni appena compiuti. Minima Animalia. Portrait Luca Lombardi è in programma venerdì 4 dicembre (ore 21), e avrà come ospite d’eccezione Elio nella doppia veste di autore e voce recitante, affiancato sul palco dal pianista Roberto Prosseda. Nel ripercorrere la più significativa produzione pianistica di Lombardi, da Albumblätter (1967-68) a Mendelssohn im Jϋdischen Museum Berlin (2014), si aggiungerà l’esecuzione di Minima Animalia (2001-15) cinque canzoni per voce e pianoforte su testi di Elio. Si tratta di un ciclo, non ancora concluso, di brevi canzoni per voce e pianoforte, che rinsalda il sodalizio fra i due artisti. Ognuna delle canzoni è ispirata a un animaletto considerato ironicamente “inutile” (Criceto, Zanzara, Porco, Moscerino, Pidocchi). Ai versi umoristici e graffianti dei testi di Elio, si giustappone una tessitura compositiva ricercatissima, dalla densità sonora volubile, caratterizzata da passaggi madrigalistici che giungono a creare raffinati effetti onomatopeici. Il concerto sarà preceduto alle ore 19.45 dall’incontro del pubblico con Luca Lombardi, cui parteciperanno Matteo D’Amico, Lucio Gregoretti, Elio e Roberto Prosseda.

Fra i più validi pianisti della sua generazione, in grado di cimentarsi con successo in un ampio repertorio, con una particolare passione per l’improvvisazione e la musica contemporanea, Lucio Perotti sarà al MACRO martedì 8 dicembre (ore 18.00) per The piano in my life, una selezione dei brani più rappresentativi della carriera artistica del pianista romano, una sorta di “repertorio del cuore” come lui stesso l’ha definitivo, una esplorazione nella musica minimalista di John Adams e Frederic Rzewski, cui si affiancherà quella di Skrjabin.

Mercoledì 9 dicembre (ore 21) al MACRO Ricordo di Francesco Carraro fondatore dell’Orchestra da camera di Nuova Consonanza, una preziose realtà che si svilupparono alcuni decenni or sono in seno all’associazione.

Il suono tattile. Portrait Ivan Fedele è invece il concerto che apre il “De Musica ovvero la fabbrica della creatività” 2015, il workshop di composizione che Nuova Consonanza ogni anno organizza all’interno del suo Festival di musica contemporanea affidandolo a un compositore di spicco. Quest’anno sarà la volta del compositore salentino – direttore artistico della Biennale Musica -, di cui giovedì 10 dicembre (ore 21) al MACRO saranno eseguiti tre pezzi di musica da camera, laboratorio elettivo per Fedele in cui sperimentare percorsi strumentali inediti: sono Immagini da Escher per ensemble (2005), Aforisma per flauto solo (2013) e Maja (1999) per soprano ed ensemble su testo di Giuliano Corti. Alla musica di Fedele si affiancheranno quella di Helene Tulve e Tatjana Kozlova-Johannes, fra le più interessanti compositrici estoni di oggi. Ne saranno interpreti il soprano Livia Rado con l’Ensemble U: diretto da Filippo Perocco. La serata è in collaborazione con l’Ambasciata d’Estonia a Roma.

Mercoledì 16 dicembre (ore 21) il MACRO accoglierà il concerto con i brani dei finalisti del XVII Concorso internazionale di composizione Franco Evangelisti, quest’anno incentrato sugli strumenti del flauto, viola ed arpa, che saranno eseguiti dall’Imago Sonora Ensemble .

Venerdì 18 dicembre (ore 21) al MACRO Donna fra le donne, programma completamente mariano, dedicato alla Vergine Maria, e completamente immerso nella musica dei nostri giorni e del Novecento, selezionata dalla CorAle Femminile Aureliano, diretta da Piera Lanciani. Introdotto dalla teologa Marinella Perroni, il concerto spazierà dalla antica monodia cristiana che rivive nell’Ave Maria di Kodály a un «classico contemporaneo per coro femminile» di Guy Forbe, attraversando, con modalità compositive quanto mai diverse, oltre un secolo di musica. Completa il programma una serie di letture tratte dalle recenti pubblicazioni dello psicanalista Massimo Recalcati e la scrittrice Michela Murgia sul tema della Madre e della Vergine, affidate alle voci di Bianca Nappi e Chiara Tomarelli.

Il Festival si chiude sabato 19 dicembre (ore 18:30) al Conservatorio di Musica Santa Cecilia con il secondo seminario del ciclo Bach Is Back, una riflessione sull’influenza che la musica del Kantor di Lipsia ha avuto e ha sui compositori moderni e contemporanei, e, per converso, su come il punto di vista moderno e contemporaneo possa influenzare l’interpretazione della sua musica. Fulcro del progetto, ideato dall’organista Alessandro Licata, sono le Variazioni Canoniche, composte da Bach per l’ingresso nella Società della Scienza della Musica, su cui cinque giovanissimi allievi dei corsi di composizione (Marco Noia, Marco Cascone, Enrico Nanci, Simone Cardini, Angela Bruni) hanno per l’occasione realizzato delle variazioni per ensemble strumentale, che saranno eseguite, a conclusione del seminario, dall’ensemble Imago Sonora diretto da Andrea Ceraso.

Si segnalano infine una serie di altre manifestazioni, promosse da Nuova Consonanza durante il Festival. A partire da Music Insid(i)e una serie di incontri di guida all’ascolto di musiche del nostro tempo realizzata in collaborazione con Romaeuropa Festival: martedì 1 dicembre al Teatro Vascello in occasione dell’esecuzione di Hyperion di Bruno Maderna, sarà Marcello Filotei ad introdurre il pubblico all’opera. Venerdì 27 novembre al Conservatorio Santa Cecilia, l’incontro a cura di Alessandro Licata su Johann Sebastian Bach: una prospettiva moderna (cui si collega l’ultimo appuntamento del Festival). Sabato 14 novembre nella suggestiva cornice di Villa Aurelia sede dell’American Academy in Rome sarà la volta di Amercan Electronics in Rome, evento al quale Nuova Consonanza partecipa con X-Traces di e con Daniele Roccato al contrabbasso e Luigi Ceccarelli live electronics, e con la testimonianza di Ivan Vandor. Infine un progetto riservato ai bambini della scuola primaria, Onde, storia fantastica per attore, musica e burattini un’opera di Domenico Turi composta per far entrare in maniera divertente e curiosa i giovanissimi nel mondo della musica contemporanea e avviarli alla conoscenza degli strumenti e delle loro differenti possibilità. Lo spettacolo è tratto dal racconto L’Onda e il Delfino di Idalberto Fei, e sarà in scena al Teatro Centrale Preneste giovedì 17 dicembre e alla Ex chiesa di Santa Maria delle Grazie di Albano lunedì 21 dicembre.

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Info: www.nuovaconsonanza.itpromozione@nuovaconsonanza.it, tel. 06 3700323

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Luoghi delle manifestazioni:

Accademia Americana – Villa Aurelia, largo di Porta San Pancrazio 1

Conservatorio di Musica Santa Cecilia, via dei Greci 18

Forum Austriaco di Cultura, viale Bruno Buozzi 113,

Teatro Palladium, piazza Bartolomeo Romano, 8

MACRO, via Nizza, 138

Teatro Centrale Preneste, via Alberto da Giussano, 58

Teatro Vascello, via Giacinto Carini, 78

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