Parliamo d’altro

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foto«Cantiere Teatro» è una delle novità della Stagione di prosa 2015-2016 dei Comuni di Arco, Riva del Garda e Nago-Torbole: una minirassegna dedicata ai giovani e al teatro contemporaneo, sperimentale e d’impegno sociale, che si tiene nel nuovo centro giovani Cantiere 26 ad Arco, per la cura dell’associazione culturale LuHa-ArtSurvivalKit. La prima proposta è venerdì 27 novembre, per la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: la Fondazione Aida Teatro Stabile di Innovazione di Verona porta in scena «Parliamo d’altro», spettacolo che tratta di stalking, di violenza e di dialogo madre-figlia. Con raccolta fondi a sostegno del progetto «La violenza non è un destino» per le donne vittime di violenza, al quale sarà anche devoluto parte dell’incasso. L’inizio è alle ore 21; a seguire, momento conviviale informale con dibattito e approfondimento sui temi trattati, assieme agli artisti e a Emanuela Skulina e Maria Luisa Bonura della Fondazione Famiglia Materna.  

Parliamo d’altro, parliamo di riso al curry, parliamo di tutto e di niente. Parliamo d’altro per non parlare di qualcosa. Adriana è una madre, psicologa di professione, moderna, ironica. Rosa è sua figlia: brava ragazza, studiosa, curiosa. Vuole fare la fotografa. Una famiglia come tante, che si trova ad affrontare una situazione “normale”: Rosa incontra un ragazzo che le piace, è un amico di suo fratello, conosce la famiglia, è uno di casa. Questo tranquillizza tutti. Inizia così la loro storia. Una storia fatta di messaggi, scuse, fiori, telefonate, riavvicinamenti. Tutto comincia, e cominciano le botte.

Come nella tradizionale storia russa della Babajaga, ogni madre vorrebbe consegnare alla propria figlia quella bambola. La bambola, che è la psiche che dobbiamo nutrire. La bambola, che nel cammino ci aiuterà ad essere donne.  Il legame indissolubile, inesorabile, necessario, con la propria madre è un passaggio di responsabilità, di etica, di sessualità, è un passaggio di gioie, di tristezze, battaglie. È un passaggio di rughe, che scrive la nostra identità. Il dialogo tra madre e figlia diventa quindi un dialogo necessario, che fa crescere entrambe nel coraggio delle confidenze, a volte rendendo i percorsi simili. E allora ci si sente meno sole. Anche davanti al tema dello stalking e della violenza. Anche davanti a quello che non era previsto che accadesse: “Non a mia figlia”. Lo spettacolo affronta così il rapporto madre-figlia attraverso un dialogo che scopre nudità, silenzi, sguardi, debolezze.

Coprodotto da Theamus, TrentoSpettacoli e Fondazione Aida, con il sostegno di Spazio Off e Associazione ATTI, e il contributo di Provincia autonoma di Bolzano e dell’Assessorato alla cultura del Comune di Merano, lo spettacolo è interpretato da Flora Sarrubbo e Maria Vittoria Barrella, per la regia di Maura Pettorruso. Drammaturgia di Flora Sarrubbo, disegno luci Alice Colla, tecnica Riccardo Carbone, voci off Stefano Pietro Detassis; distribuzione Daniele Filosi.

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La violenza non è un destino

«La violenza non è un destino» è un fondo per le donne vittime di violenza e i loro figli gestito da Fondazione Famiglia Materna e Punto d’approdo, che servirà a finanziare piccoli bisogni concreti necessari ad iniziare un percorso individuale di uscita dalla violenza, verso una nuova vita serena e indipendente.

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Biglietti d’ingresso

Settore unico: intero € 7,00, ridotto € 5,00 (per i giovani sotto i 29 anni e i soci LuHa). Vendita dei biglietti d’ingresso ai singoli spettacoli nella sede dello spettacolo, la stessa sera a partire dalle ore 19.30. I biglietti possono essere prenotati telefonicamente o via SMS al numero 339 8192787, via email all’indirizzo luha.artsurvivalkit@gmail.com, oppure sulla pagina Facebook LuHa Art Survival Kit. Stessi recapiti per informazioni.

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