La tredicesima notte

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fotoTesto tratto dalle opere di Shakespeare

Regia di Imogen Kusch

Personaggi e interpreti:

Re Lear: Raffaella d’Avella

Iago: Paolo De Giorgio

Gonerill: Maria Borgese

Riccardo III: Marta Iacopini

Ermione: Silvia Mazzotta

Macbeth: Giorgio Santangelo

Rosalinda: Francesca Olivi

Amleto: Beniamino Zannoni

Musiche originali composte ed eseguite da:

Sergio Ferrari/Andrea Mieli/Valentina Criscimanni

Scenografia: Ilaria Sadun

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8 profughi, 8 personaggi di Shakespeare. 8 storie che si incrociano in un solo destino che potrebbe essere quello di ognuno di noi…

in lontananza rumori di guerra. Ci troviamo in un luogo di frontiera, una lunga rete che sparisce nel nulla con telecamere e filo spinato delimita lo spazio. La notte sta scendendo. Da fuori, arrivano trafelati e impauriti 8 personaggi che evidentemente stanno fuggendo e si trovano a non poter andare avanti. Sono, loro malgrado, costretti a passare la notte insieme e accamparsi nell’attesa di passare “la frontiera” perché evidentemente indietro non si può tornare. I personaggi non si conoscono tra loro, a parte due che sembrano essere padre e figlia. Hanno tutti delle torce con le quali si illuminano diffidenti e curiosi. Durante questa notte di paura ognuno di loro si rivelerà agli altri intrecciando rapporti di diffidenza, curiosità, odio, compassione, amore e disprezzo.

Tutti i personaggi non hanno altro modo di esprimersi se non quello di Shakespeare e le loro parole in questo contesto acquisteranno un significato nuovo, universale e senza tempo.

La tredicesima notte” nasce dall’esigenza di raccontare una condizione umana  che in ogni secolo si ripete e si ripropone in mille forme e manifestazioni: il rifugiato, il profugo, colui che lascia il suo ambiente naturale e familiare per causa di forza maggiore ed è costretto ad entrare in un limbo dove il passato non c’è più, è stato spazzato via, e il futuro è solo un’idea alquanto sfocata.

Mettere in questa condizione 8 personaggi di Shakespeare è una scelta fatta per amore.

I personaggi di Shakespeare sono sempre pronti a capovolgere il bene e il male e a disorientare l’animo  che ha già fatto le sue scelte etico-morali. E così diventano umani e contemporanei proprio per la loro infinita capacità di indagare la propria psiche e diventare filosofi per necessità.

Durante il nostro lavoro di prove e ricerca ci è diventato sempre più chiaro che stavamo raccontando anche la nostra storia, quella di un gruppo di teatranti che sentono di non avere più uno spazio in questo mondo e che culturalmente e socialmente vivono, se non da rifugiati, comunque da emarginati.

L’esserci autoimposti di usare solo le parole di Shakespeare ci ha permesso di fare un lavoro di comprensione profonda, mirata comunque sempre alla performance di quelle parole.

Solo noi stessi siamo in grado di illuminarci… è per questo che lo spettacolo è interamente illuminato da dentro: sono i personaggi che danno luce al sogno/incubo notturno di un gruppo di attori e di una regista innamorata di Shakespeare e, malgrado tutto, del teatro.

                                                                       (Imogen Kusch)

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SALA UNO TEATRO

P.zza di Porta S. Giovanni, 10 – Roma

Info e prenotazioni: 06 86606211 dalle 17.00 alle 20.00 oppure promozione@salaunoteatro.com

Biglietto: intero euro 15, ridotto euro 10 (+ tessera 2€)

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