Cirino e Marilda non si può fare

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fotodi e con Anna Marchesini

musiche eseguite dal vivo da AIRE DE MAR

chitarra Martin Diaz

sax e flauto Marco Collazzoni

percussioni Saverio Federici

abito di scena Maison Gattinoni

produzione Marisa Srl

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Se “Cirino e Marilda non si può fare”, per Anna Marchesini invece tutto è possibile. In questo monologo, tratto dal suo libro “Moscerine”, interpreta e attraversa i personaggi con indole riflessiva, marcata ironia e quella maestria che contraddistingue solo artisti di calibro capaci di coniugare dote esperienziale e dedizione totale. Il biancore dell’abito, avvolto in un cono di luci, esalta una figura in grado di riempire interamente della sua forza l’estrema semplicità dello spazio scenico; dietro il leggio ogni gesto assume un valore essenziale ed ogni sfumatura timbrica appare il frutto di un lavoro studiato nel dettaglio della cadenza ritmica di questa intensa partitura emotiva. Quando gli applausi stemperano la tensione palpabile l’attrice sorride, coinvolta dall’atmosfera calorosa riservatale dal pubblico, in un Teatro della Pergola gremito per il suo ritorno dopo dieci anni. L’agilità narrativa del racconto, piacevolmente intervallato dagli intermezzi musicali eseguiti dal trio Aire De Mar, strappa risate divertite e commozione ricostruendo con minuzia gli ambienti del protagonista diviso tra immaginazione e realtà circostante, due dimensioni in grado di convivere anche se tenute separate: da una parte la timida, quasi assente relazione con la vita di condominio e dall’altra la capacità di cogliere lo straordinario nello scorrere della quotidianità, di individuare una luce nell’oscurità e di preservare l’intimità del desiderio in tutta la sua bellezza. Le finestre di una stanza in penombra si fanno così metafora di quelle dell’anima capace di spaziare oltre ogni destino obbligato per dare alle propria esistenza la profondità di una ricerca del sé oltre il sè.

Ines Arsì

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