I Carmina Burana

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fotoIl 30 e 31 maggio all’Opera di Firenze, per il 79° Maggio Musicale Fiorentino, sono andati in scena “I Carmina Burana”, opera di Carl Orff, diretto dal giovane direttore d’orchestra estone Kristjan Jarvi, con l’accompagnamento dei solisti dell’Accademia del Maggio, delle voci del coro e delle voci bianche del Maggio Musicale Fiorentino.

Un antico manoscritto scoperto nel convento bavarese di Benediktbeuern dà origine ad una delle più celebri creazioni musicali del Novecento: i Carmina Burana. Canti satirici e liriche amorose in latino, provenzale e tedesco arcaico scritti tra l’XI e il XII secolo da clerici vagantes, ossia studenti girovaghi, vengono utilizzati da Carl Orff per ricreare, come in un dipinto di Hieronymus Bosch, un Medioevo visionario e stupefacente. La celebrazione allo stesso tempo drammatica e sensuale della vita, costantemente in balìa dell’imperterrito ruotare del destino, di quella mutevole Fortuna invocata nel famosissimo coro che apre questo capolavoro.

Kristjan Järvi è il figlio più giovane di Neeme Järvi, e il fratello del direttore Paavo Järvi e flautista Maarika Järvi.

A soli 7 anni Järvi e la sua famiglia si sono stabiliti negli Stati Uniti, è cresciuto a New York City. Järvi ha studiato pianoforte con Nina Svetlanova alla Manhattan School of Music. In seguito ha continuato a studiare direzione d’orchestra presso l’Università del Michigan.

Dal 1998 al 2000 è stato Direttore Assistente alla Los Angeles Philharmonic. Con il compositore Gene Pritsker fonda nel 1993 l’”Ensemble assoluto”, con sede a New York.

Järvi è stato Direttore della Norrlands Opera Orchestra Sinfonica di Umeå in Svezia dal 2000 al 2004. Dal 2004 al 2009, è stato Direttore della Tonkünstler Orchestra, Vienna.

Di lui hanno scritto: “È considerato uno dei più preparati creatori di progetti innovativi sulla scena della musica classica” [Reuters]; “curando e dirigendo i suoi originali progetti, capaci di fondere generi e festival diversi con un approccio e uno stile personali, i suoi concerti sono stati definiti ‘un’esperienza che cambia la vita’” [Herald Scotland].

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