Festival delle Nazioni: ecco gli appuntamenti del 2 settembre 2016

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fotoIl Festival delle Nazioni devolverà l’intero incasso del concerto di Rokia Traoré del 2 settembre 2016 ai terremotati di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo. È quanto deciso dal Consiglio di Amministrazione per aiutare in modo concreto gli sfollati e le comunità del Centro Italia gravemente colpite dal tragico terremoto della notte di mercoledì 24 agosto 2016. «In questi giorni difficili nei quali anche per motivi di lavoro – ha dichiarato il presidente Giuliano Giubilei – tocco con mano quotidianamente la drammaticità di questa situazione, sono ancora più soddisfatto della decisione presa coralmente dal CdA».

L’incasso della serata sarà interamente devoluto alla Protezione Civile nazionale.

Oltre a questa iniziativa, all’ingresso di ogni concerto del Festival delle Nazioni, presso le biglietterie decentrate, sarà allestito un banchetto per una raccolta fondi di beneficienza in favore delle popolazioni colpite dal sisma.

La cantante, compositrice e poli-strumentista Rokia Traoré ha scelto il Festival delle Nazioni come prima tappa per presentare anche in Italia il suo sesto album, Né So (A casa). Venerdì 2 settembre 2016 alle ore 21.00, l’artista originaria del Mali si esibirà con la sua band – composta da Mamah Diabate allo ngoni, Stefano Pilia alla chitarra, Bintou Soumbounou al backling vocal, Moise Ouattara alla batteria e Zonatan Dembele al basso – nella Chiesa di San Domenico di Città di Castello, in quello che è uno degli eventi più attesi di questa 49a edizione del Festival delle Nazioni.

Uno degli aspetti che questa edizione del Festival ha voluto esplorare attraverso il suo cartellone artistico è il rapporto della Francia con le terre d’oltremare, aree un tempo colonizzate con le quali ancora oggi persiste uno scambio anche culturale alimentato da reciproche influenze. Rokia Traoré è una figura che rappresenta perfettamente questa sinergia: nativa del Mali e figlia di un diplomatico di stanza negli Stati Uniti, in Europa e in Medioriente, Rokia attualmente vive tra Bamako, Bruxelles e Parigi, ma fa spesso ritorno nel suo Paese natale e la sua musica è sempre stata influenzata dalla tradizione delle radici africane così come dal pop e dal rock di matrice europea e statunitense.

Cantando nella sua lingua nativa ma anche in francese e in inglese, nel suo nuovo lavoro per l’etichetta Ponderosa Music&Art, che, come per il precedente Beautiful Africa, vede il contributo alla produzione di John Parish (PJ Harvey, Tracy Chapman, Cleo T), Rokia esalta l’arte di ‘tirarsi su’: «il Mali è il posto in cui ci sono le mie radici – ha dichiarato l’artista –, dove mi sono rifugiata in tempi di incertezza e dove ho accettato di prendere dei rischi quando dovevo. In qualche modo, Né So mi ricorda il mio primo album, perché ho dovuto ricominciare da capo e riorganizzare il mio modo di pensare per andare avanti, a prescindere dal fatto che avesse funzionato o no. Essere dovuta tornare alle mie radici sotto alcuni aspetti mi ha ricordato il momento in cui ho interrotto i miei studi in Belgio per tornare in Mali per fare musica. Ma questa volta avevo il vantaggio dell’esperienza. Quando sei più maturo, puoi imbarcarti in una nuova avventura senza essere sopraffatto dalla paura di perdere la fama che hai appena cominciato a costruire. E questo ti porta a prendere decisioni libere e spontanee – il genere di decisioni che sono in contatto diretto con ciò che mi piace nella musica».

Rokia Traoré ha esplorato diverse direzioni artistiche nella sua carriera: ha collaborato recentemente con la vincitrice del Nobel e romanziera Toni Morrison insieme all’insignito del MacArthur Genius Grant Peter Sellars, interpretando Desdemona nel loro Othello, la cui prima si tenne nell’estate del 2011 a Vienna per poi arrivare al Lincoln Center di New York e al Barbican di Londra, oltre che al San Carlo di Napoli. Approderà prossimamente anche in Australia.

Ha avuto l’onore di aprire il World Music Festival di Roskilde nel 2009 e per il suo lavoro con la Fondazione Passerelle, (www.fondationpasserelle.com) da lei ideata e condotta, è stata insignita dall’ordine delle Arti e delle Lettere dal governo francese e nel 2015 ha fatto parte della giuria del sessantottesimo Festival del Cinema di Cannes, presieduta dai fratelli Coen.

Rokia Traoré sarà inoltre testimonial di una grande campagna di informazione denominata Aware migrants, realizzata dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e rivolta ai migranti nei loro paesi di provenienza. L’artista maliana, da sempre attiva sul fronte della solidarietà e dell’impegno civile, con un folto gruppo di colleghi e collaboratori, sarà protagonista al riguardo con una canzone scritta e registrata per l’occasione, Be aware brother, be aware sister.

I biglietti per il concerto (da 25 a 10 €) sono in vendita nella sede della biglietteria di Città di Castello a Palazzo Facchinetti in corso Vittorio Emanuele 2 (aperta dalle 11 alle 13 e dalle 16.00 alle 18.00). Per ulteriori informazioni di biglietteria: tel. 075 8522823, ticket@festivalnazioni.com.

Nell’undicesimo e penultimo giorno del Festival delle Nazioni, venerdì 2 settembre 2016, il Salone dei Fasti di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio ospiterà alle ore 17.30 un incontro con Paolo Mieli per riflettere sulla prima guerra mondiale: un appuntamento dal titolo La memoria della Grande Guerra al quale parteciperanno anche Luciano Bacchetta, Sindaco di Città di Castello, e Giuliano Giubilei, presidente del Festival delle Nazioni.

«Il Festival delle Nazioni ogni anno approfondisce la cultura e la storia di un Paese – dichiara Aldo Sisillo, direttore artistico della manifestazione –: per questo è importante riflettere sulla memoria ma anche sui pericoli che un suo uso distorto può provocare». Tema centrale del dibattito sarà infatti «l’arma della memoria» – per citare il titolo del libro pubblicato da Paolo Mieli per Rizzoli nel 2015 – e l’onesto uso di questa come valido antidoto all’imbarbarimento.

Giornalista e storico, Paolo Mieli negli anni Settanta è stato allievo di Renzo De Felice e Rosario Romeo. È stato giornalista all’Espresso, poi a Repubblica e alla Stampa, di cui è stato anche direttore. Dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 ha diretto il Corriere della Sera. Tra i suoi libri per Rizzoli, Le storie, la storia (1999), Storia e politica (2001), La goccia cinese (2002) e I conti con la storia (2013), vincitore del premio Città delle rose e del premio Pavese. Del 2015 è L’arma della memoria, pubblicato sempre da Rizzoli. In questo volume, Mieli attraversa secoli di storia con la consueta competenza e passione, ricostruendo storie grandi e piccole, facendoci guardare a fatti apparentemente noti con un occhio diverso e disincantato, perché «infinite sono le leggi che regolano lo studio del tradimento nella storia. Ma due sono superiori alle altre. La prima: chi vince non verrà mai considerato un traditore. La seconda: il tradimento è questione di date, ciò che oggi è considerato un tradimento, domani potrà essere tenuto nel conto di un atto coraggioso».

Nella serata del 2 settembre 2016, le iniziative collaterali del Festival delle Nazioni al Chiostro di San Domenico vedranno impegnati in concerto alle ore 19.00 i ragazzi della classe di musica da camera di Pierpaolo Maurizzi; mentre alle ore 22.30 Area Open Project presenta Paolo Tofani in concerto, un appuntamento musicale a cura di Sacrosanto Caffè. A mezzanotte, l’ultima Fiaba della buonanotte: Enrico Paci e Matteo Bianchini racconteranno Cappuccetto rosso. La narrazione – che si basa sui testi usati dall’Edizione nazionale delle opere di Carlo Lorenzini, volume 4, I racconti delle fate. Storie allegre – è realizzata con il patrocinio della Fondazione Nazionale Carlo Collodi.

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