I due Cyrano

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fotoDue uomini si incontrano, per caso, nella sala d’attesa di un Ufficio Casting.

Siamo ai provini per il ruolo di Cyrano. La location è cruda, anonima… Una stanza: bianca asettica. Due poltroncine di plastica; un tavolino basso; un attaccapanni a forma di albero. Una location talmente anonima che potrebbe benissimo essere il palco dello stesso Teatro Martinitt, in fondo, e il pubblico potrebbe benissimo stare osservando una “prova aperta”. Arriva il primo provinato (Alessandro Betti), che aspetta il suo turno tra una telefonata al suo agente, il ripasso veloce di qualche battuta, e un bel calcio alla quarta parete teatrale. Poco dopo arriva Alfredo Colina, attore mandato dallo stesso agente teatrale di Betti, a fare lo stesso identico provino. Se Betti può sfoderare come apice della sua esperienza teatrale Il Leone («Il lavoro sull’animale… Ste cagate qua piacciono sempre ai teatranti»); Colina, attore diplomato al Piccolo Teatro di Milano, vanta un curriculum di tutto rispetto. Se Betti conosce a malapena la vicenda di Cyrano («Io faccio Cyrano. O faccio Cyrano o niente. Chissenefrega di fare il guascone, Cristiano o Rossano (sic)»); Colina prova il dialogo con Le Bret, sfoderando un’energia che è subito poesia. È subito assoluto. Di fronte alla bravura del rivale Colina, Betti cerca immediatamente di eliminarlo dai giochi. Lite trai due. Inizio dei provini…

Due uomini, una stanza e un delitto. Questa folle black comedy, così teatralmente vera, dal titolo I due Cyrano, comincia dalla più classica delle situazioni “gialle”. Ed è subito Sherlock Holmes, Hercule Poirot, TopoMistery.

Urla, sangue. Morte. Fuori scena, perché così vuole il teatro. Ed è subito Eschilo, Euripide, Seneca.

Mani coperte di macchie di sangue che non vanno via, follia, coltellate. Ed è subito MacBeth, Otello, Giulio Cesare.

Due uomini: il nero (Alessandro Betti) e il bianco (Alfredo Colina). Due poli di uno stesso personaggio: Cyrano.

«A me interessa sapere com’è sto personaggio? È positivo? È negativo?»

Cyrano è l’amico che dà se stesso, il suo amore e la sua vita per la felicità degli altri? O è un potenziale omicida che aspetta l’occasione buona per: far fuori tutti quelli che lo scherniscono per il suo naso, facendolo sentire nudo; incolpare della carneficina Cristiano, che è nato bello; e lasciare Rossana?

Due attori (Betti e Colina), in sintonia perfetta, che recitano con due presenze affilate come la lama di un coltello (in questo caso, facciamo taglierino, che è l’arma del delitto), un dialogo armonico come un monologo di Cyrano.

«Tutti questi grandi personaggi, tutti d’un pezzo!»

perché Cyrano è uno, certo, ma in fondo è una maschera: che lui stesso crea per poter amare “di traverso” Rossana. È un uomo a pezzi, «un personaggio attualissimo», quasi pirandelliano, complicato come una scatola cinese.

Questa stessa storia, ordita con perfezione da orologiaio da Corrado Accordino, è un insieme di scatole: che si aprono l’una dentro l’altra; in cui si scontrano Betti, Colina e i loro trascorsi teatrali e umani. È un insieme di situazioni e trappole classiche per ogni attore, di «progetti e paure» tipici per ogni uomo. Un insieme di scatole in cui respirano all’unisono Betti, Colina e il pubblico che viene a vederli.

I due Cyrano è una struttura comica perfetta, in cui il pubblico, all’aprirsi del sipario, diventa terzo attore e tra risate e applausi dimentica di trovarsi a teatro. Dimentica che sta vivendo una finzione.

E, allora… Benvenuti a teatro! …dove tutto è falso, perché meravigliosamente vero!

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I DUE CYRANO

di Corrado Accordino

con Alessandro Betti e Alfredo Colina

Assistente alla Regia Valentina Paiano

Scene e Costumi Maria Chiara Vitali

Tecnico Andrea Diana

Regia Corrado Accordino

Produzione La Danza Immobile/Teatro Binario 7

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