Olandiamo

Dal 2 al 6 novembre al Teatro Vascello e Teatro India, Roma

0
335
Condividi TeatriOnline sui Social Network

fotoIl mese di Novembre del Romaeuropa Festival 2016 si apre nel segno della nuova danza Olandese.

Olandiamo è il titolo del focus – realizzato con il sostegno del Fonds Podium Kunsten Performing Arts Fund NL e con il contributo dell’Ambasciata dei Paesi Bassi – dedicato a tre coreografi provenienti dai Paesi Bassi che hanno sviluppato un loro innovativo e personale linguaggio artistico e già riconosciuti come nuovi nomi di punta della scena coreutica internazionale. Sul palcoscenico del Teatro Vascello l’irruenta energia performativa di Jan Martens con il suo The dog days are over (2 Novembre) e gli esperimenti percettivi di Ann Van Den Broek – Ward/Ward con la sua ode al colore nero The black Piece (5 e 6 Novembre), al Teatro India il linguaggio irriverente e psichedelico di Nicole Beutler con il suo 3: The Garden ispirato al celebre trittico The Garden of Earthly Delight di Hyeronimus Boush (6 Novembre).

———

Jan Martens – THE DOG DAYS ARE OVER

2 novembre – Teatro Vascello | ore 21.00

Già al Romaeuropa Festival nel 2015 con ODE TO THE ATTEMPT (a solo for meself),  Jan Martens ritorna per l’edizione 2016 del Festival con la sua prima creazione di gruppo: THE DOG DAYS ARE OVER.

Attraverso un’estetica che innerva il linguaggio coreografico all’interno della tradizione della performance, Martens ha conquistato rapidamente l’attenzione di stampa e pubblico, imponendosi nel panorama internazionale come uno dei coreografi più coraggiosi della sua generazione. Un successo dovuto alla sua capacità di mettere costantemente in discussione la natura dell’atto performativo e il ruolo che lo spettatore assume durante la performance.

In THE DOG DAYS ARE OVER otto danzatori affrontano la platea attraverso un unico movimento: il salto. «Lo spettacolo s’ispira al lavoro di Philippe Halsman, fotografo che divenne famoso negli anni ’50 in America per una serie di fotografie di persone che saltano. Il più famoso di questi ritratti è quello di Marilyn Monroe. Amo queste foto, ma ancor di più mi piace ciò che Halsam disse a riguardo: “se chiedi a qualcuno di saltare, la maschera cade, poiché l’attenzione della persona è tesa verso l‘azione del salto”. Mi sono chiesto come quest’idea potesse essere applicata a un danzatore, che è per professione abituato a lavorare senza mostrare lo sforzo».

Ma la sapienza compositiva di Jan Martens, capace d’inserire la ripetizione all’interno d’una complessa partitura corporea, emerge nel rapporto che il gruppo di danzatori intesse con lo spazio scenico: un ipnotico variare di geometrie che crea un clima intimo e struggente. Oltre lo sforzo, il superamento dei limiti e il sudore, oltre il ritmo sonoro prodotto dai corpi, Martens ci invita a esplorare l’intimità di questi otto straordinari protagonisti. Spiega il coreografo: «Per questo spettacolo mi sono ispirato al linguaggio di Lucinda Childs, alla matematicità nel rapporto tra gesto e spazio, alla ripetizione, ma anche al pensiero coreografico di Anne Teresa De Keersmaeker. Nella coreografia ci sono degli elementi provenienti dallo spettacolo d’intrattenimento, in particolare dal cabaret. Mi piace ibridare la cultura alta con quella popolare e commerciale per creare qualcosa di nuovo». Ma THE DOG DAYS ARE OVER si nutre anche di una riflessione politica: «Lo spettacolo nasce anche da una riflessione riguardo i sempre maggiori tagli alla cultura. In un sistema in cui le sovvenzioni dipendono dal numero di biglietti venduti, la pratica artistica è sempre più spinta a trasformarsi in un prodotto commerciale. Cos’è l’intrattenimento?».

——— 

Ann Van Den Broek | WARD/WARD – The Black Piece

5– 6 Novembre |Teatro Vascello | ore 21.00 – 6 novembre ore 17

Il secondo appuntamento con Olandiamo è letteralmente un salto nel buio. È a luci spente, infatti, che Ann Van den Broek costruisce la sua The Black Piece, coreografia premiata nel 2015 con lo ‘Zwaan’ (Swan Award) – prestigioso premio Olandese promosso dalla VSCD (Dutch Association of Theatre and Concert Hall Directors).

Con la sua compagnia WArd/waRD, fondata nel 2000 dopo un’intensa attività come danzatrice, Ann Van Den Broek ha conquistato i palcoscenici dei Paesi Bassi, del Belgio e del resto d’Europa attraverso una scrittura coreografica chiara e accessibile. Movimento, suono, live video e immagine coesistono nella sua produzione artistica che unisce riflessioni concettuali a un’estetica impulsiva.

In The Black Piece, coreografia ispirata al libro Black, The History of a Color di Michael Pastoureau, i cinque performer di WArd/waRD danzano in una scena buia. La visione dello spettatore è controllata dalla stessa Van den Broek che illumina frammenti di palcoscenico sezionando azioni e segni scenici. Tutt’intorno il suono di passi, respiri, gemiti e le canzoni appositamente scritte dal cantante Gregory Frateur, disegnano un paesaggio acustico, attraverso il quale l’impercettibile spazio prende forma. Ma in questo gioco di buio e luce, di nero e colore, il ruolo fondamentale è svolto dall’immagine video: sul palco, il cameraman Bernie van Velzen riprende e proietta le immagini dei danzatori in movimento e degli oggetti sparsi sul palco. Spiega la coreografa: «Il buio totale permette di non percepire più il distacco tra palcoscenico e platea. Invito gli spettatori a condividere con noi questo spazio e creo le condizioni affinché ognuno si senta a proprio agio, senza spavento, senza sentimenti negativi. I danzatori attraversano diversi stati emotivi: agiscono al buio, in alcuni casi sono guidati da fonti di luce e in altri casi ancora sono filmati da un video-maker. Nel buio siamo costretti a costruire nuove modalità di comunicazione, prestare cura  ai movimenti, acuire l’attenzione».

——— 

NICOLE BEUTLER – 3: The Garden

6 Novembre | Teatro India | ore 21.00

Ultimo appuntamento del focus che Romaeuropa Festival dedica alla nuova danza olandese, 3: The Garden della coreografa Nicole Beutler è una psichedelica riflessione sul rapporto tra natura e cultura. Ispirato alle opere dei filosofi naturalistici della scuola pre-socratica, alla Bibbia, alle riflessioni dei Romantici e al trittico The Garden of Earthly Delight di Hyeronimus Boush, il giardino della Beutler è un Eden all’interno del quale si sviluppa una storia surreale dell’uomo. Qui, a partire dal nulla cosmico, la scena acquisisce gradualmente forma in un susseguirsi di evoluzioni caledoiscopiche ammalianti e al contempo capaci di strizzare l’occhio a un estetica kitsch. «La natura rappresenta per noi ciò che è puro, intatto, in contrasto con ciò che ha subito il passaggio dell’uomo, che è stato modificato dalla cultura, che è stato civilizzato per diventare ordinato quindi artificioso. Ma in realtà la natura è anche brutale e questo spesso viene dimenticato, per via di un certo idealismo. Nelle sue forme selvagge e contaminate però la natura conserva sempre delle fondamentali simmetrie alle quali non un solo atomo, non un sono cristallo può sfuggire» afferma Beutler.

3: The Garden è, infatti, un’ironica presa di posizione sulle nuove forme del ‘viver sano’ per interrogare ulteriormente il confine tra naturale e artificiale. Perché sulla musica creata dal dj e compositore Gary Shepherd e dalla celebre band anti-pop Einstürzende Neubauten, il paradiso di Adamo ed Eva diviene presto un organismo copulante tra amore libero e vita selvaggia.

———

CALENDARIO OLANDIAMO

Teatro Vascello e Teatro India

2 novembre – ore 21.00 – Teatro Vascello | Jan Martens | THE DOG DAYS ARE OVER 

5 novembre -ore 21.00  e 6 novembre ore 17.00 – Teatro Vascello | Ann Van Den Broek | The Black Piece

6 novembre – ore 19.00 – Teatro India | Nicole Beutler | 3: The Garden 

LEAVE A REPLY