Human, lo “scandalo” di restare umani

Andato in scena al Teatro Duse di Bologna

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fotoLella Costa e Marco Baliani portano in scena Human, spettacolo prodotto da Mismaonda, Sardegna Teatro e Marche Teatro. La drammaturgia creata dai due attori è accompagnata dalle musiche originali di un compositore raffinato come Paolo Fresu, che arricchisce di atmosfera il cambio dei quadri scenici.

Human non è uno spettacolo nel senso tradizionale del termine: è un contenitore di storie, vite, personaggi, situazioni quotidiane e non che hanno il compito di farci riflettere sul confine sempre più sottile tra l’essere umano in quanto sentire dell’anima, e l’essere inumano che decide di girare la faccia davanti le brutture del mondo.

Sul palco domina il colore rosso: simbolo ora di sangue, ora di passione, ora di dolore. Oltre ai due attori sopracitati, compongono il cast David Marzi, Noemi Medas, Elisa Pistis e Luigi Pusceddu. La drammaturgia è stata scritta, pensata e messa in scena non semplicemente per destare una riflessione nello spettatore, ma per smuoverne le coscienze con veemenza, attraverso racconti veri e crudi “vissuti” appieno dagli attori.

I temi trattati e le vicende narrate sono molte, il filo conduttore è la diversità: degli immigrati, degli omosessuali, dei migranti italiani in viaggio per l’America il secolo scorso fino ad arrivare alla notte dei tempi in cui anche Giuseppe e Maria erano in fuga con il loro bambino Gesù, primi simbolici profughi della storia.

Human è uno spettacolo spiazzante, inquietante e a tratti anche tragicomico grazie all’interpretazione di Lella Costa di un’anziana e bigotta signora che ne dice di cotte e di crude, ma l’efficacia del messaggio veicolato è indiscussa.

Si esce dal teatro con l’amaro in bocca, ma con una nuova consapevolezza di quanto sia realmente importante oggi più che mai “restare” umani.

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