Il giuoco delle parti

Dal 12 al 22 gennaio al Teatro Elfo Puccini, Milano

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di Luigi Pirandello

adattamento Valerio – Orsini – Balò

regia di Roberto Valerio

con Umberto Orsini, Alvia Reale, Totò Onnis, Flavio Bonacci, Carlo De Ruggieri, Woody Neri

scene Maurizio Balò

costumi Gianluca Sbicca

luci Pasquale Mari

produzione Compagnia Umberto Orsini e Teatro della Pergola

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La vicenda della commedia è nota. I soliti tre: il marito, la moglie, l’amante. Leone Gala s’è separato amichevolmente dalla moglie; continua a essere ufficialmente il marito, ma vive per conto proprio in una casa che è quasi un romitaggio. Ogni sera tanto per salvare le apparenze, passa dal portinaio della sua signora, domanda se c’è niente di nuovo e se ne va. Se ne va verso i suoi cari libri e verso le batterie della sua cucina, perché egli coltiva con finezza la gastronomia e ama comporre salse preziose aiutato dal suo cameriere-cuoco con il quale parla di Socrate e Bergson.

Mentre il marito prepara gli intingoletti, la moglie fa due cose: si prende, o continua a tenersi un amante preso in precedenza, e si annoia. Si annoia perché è libera, sì, ma in fondo la sua libertà è relativa. È una libertà che il marito le concede e ciò la irrita. Se almeno il marito si disperasse per essere lontano da lei! Se almeno fosse geloso! Se almeno vivesse una vita acre e iraconda! Ma no, egli è tranquillo; egli s’è vuotato d’ogni sentimento; è ormai uno spettatore del mondo. La signora Gala, indignata, vuole farlo diventare attore. Al punto che, quando le si presenta una fortuita occasione – l’involontaria ma gravissima offesa fattale da un gentiluomo – progetta di mettere a repentaglio la vita del marito, trascinandolo in un duello…

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«Decidendo di rifare Il giuoco delle parti a distanza di una quindicina d’anni da una messa in scena di Gabriele Lavia per il Teatro Eliseo, che all’epoca dirigevo con lui insieme a Rossella Falk, mi scopro nella stessa posizione di quando riprendo un libro in mano e sento che molti pericoli sono in agguato primo fra tutti quello di non trovare le stesse emozioni di quella prima volta.

Oggi che certamente sono più anziano, ma direi anche più maturo, mi chiedo con quale sguardo potrei riprendere quella storia e trovarci qualcosa di trascurato prima e perciò d’inedito e di nuovo. Così, col mio regista Roberto Valerio che proprio con me aveva debuttato come attore in quello spettacolo e che in seguito dopo aver spesso lavorato accanto a me per una decina d’anni aveva deciso di proseguire il suo lavoro in totale autonomia, e con ottimi risultati, ci siamo posti una domanda, fra le tante possibili, che subito ci ha fatto scattare la corda matta che sta sempre in agguato nella mente di un teatrante. La domanda è la seguente: ma questo protagonista della storia, questo Leone Gala, che dice di aver capito il gioco, questo famigerato “gioco della vita” lo aveva poi veramente capito? Spesso è necessario partire da un tentativo di rovesciamento di quello che appare evidente per poter arrivare a scoprire cosa c’è dall’altra parte della facciata».

Umberto Orsini

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«La scelta fatta è di ricercare il cuore pulsante della commedia nella novella Quando si è capito il giuoco. La novella è il vero, intimo laboratorio artistico di Pirandello; è lì che egli crea i suoi personaggi – impiegatucci, piccoli funzionari statali, contadini – immersi nella realtà sociale “bassa” della Sicilia rurale; è lì che troviamo il Pirandello più genuino e diretto e probabilmente quello più interessante oggi. (…)

Nello spettacolo Il giuoco delle parti, al centro della rappresentazione troviamo Leone Gala rinchiuso in una sorta di “Stanza della tortura”; egli ripercorre i fatti; ma ricucire lo strappo è impossibile, impossibile continuare la vita di prima, se non a patto di una lucida follia».

Roberto Valerio

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ELFO PUCCINI, sala Shakespeare, corso Buenos Aires 33, Milano

Martedì-sabato ore 20:30 / domenica ore 16:00

Info e prenotazioni 02/0066.06.06 – www.elfo.org

PREZZI: Intero 32.50 € – Martedì 21.50 € – Ridotto giovani e anziani 17 €

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