“Eco di Sirene”: il ritorno, tutto al femminile di Carmen Consoli nei teatri italiani

Andato in scena al Teatro Il Celebrazioni di Bologna

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Nessun disco in uscita. Nessuna hit in radio. Poche le presenze in televisione. Eppure il magnetismo e il fascino di Carmen Consoli riescono sempre a riempire i teatri e, le sue canzoni, ad avere l’incanto delle cose senza tempo. Dopo un anno e mezzo dal suo ultimo disco “L’abitudine di tornare” “La Cantantessa” ha partorito un nuovo progetto tutto al femminile, “Eco di sirene”, un tour teatrale attraverso il quale riverbera, ancora una volta, la voce delle donne. Donne che, tra l’altro, sono spesso protagoniste delle sue canzoni, raccontate sotto diverse sfaccettature: ci sono donne sole, donne innamorate, donne tradite, ma non manca una denuncia e un grido di dolore verso le donne violentate, verso le maledicerie, il pettegolezzo, che troppo spesso rendono la vita un inferno; e poi donne costrette a subire i soprusi dentro le mura famigliari, senza dimenticare le donne che lottano, che si arrabbiano, che rivendicano la libertà e lottano per i propri diritti.

Dentro una meravigliosa conchiglia di luci, ideata dalla scenografa Camilla Ferrari, Carmen Consoli sciorina il suo repertorio e, ancora una volta, lo fa in modo inedito. La sirena è il suono di una voce ammaliante, che seduce e incanta, ma la sirena è anche allarme, è avviso di minaccia nelle condizioni di disagio estremo e di pericolo. Ed è proprio in questa doppia accezione che la cantautrice siciliana ha pensato il suo tour, scegliendo canzoni che danno spazio, voce e corpo alla pluralità dell’esistenza e, nel caso specifico, alle mille sfaccettature dell’essere donna.

È pronta Carmen Consoli, con la sua magnifica voce e con la sua chitarra tra le braccia, come una combattente, a gridare il suo punto di vista, la sua visione del mondo. “Giochi di potere sulla nostre pelle/Su quegli uomini armati di romantici ideali” denuncia la canzone che dà il titolo al tour. E così come la guerra, le ingiustizie, la Cantentessa parla di un altro tipo di odio che sta dilagando, quello virtuale nel quale, celati dietro falsi nomi, troppo spesso ci si comporta in modo violento e aggressivo. Dietro tutte queste amicizie virtuali si nasconde un grande virus, quello della solitudine, e i social fanno miliardi con questo virus. Proprio per questo, Carmen Consoli, citando Umberto Eco e Aristotele “Fuori dalla polis possono vivere soltanto le bestie o gli dei e, “siccome non siamo né l’uno né l’altro – afferma la cantautrice – allora stiamo dentro questa polis e incontriamoci. Perché nell’incontro si celano la vita e la bellezza.

Questo tour, che girerà tutti i teatri italiani (qui si possono trovare tutte le date), è l’evoluzione del tour del 2008 L’anello mancante, nel quale la cantautrice ha registrato il tutto esaurito in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, dominando la scena sola sul palco con le sue sei chitarre. E proprio come in quel concerto, anche in “Eco di Sirene è la musica la tela sulla quale la cantautrice traccerà la sua visione e le sue riflessioni. Qui però, non è sola in scena: altre due donne, Emilia Belfiore al violino e Claudia Della Gatta al violoncello, divideranno il palco con lei, in una versione acustica arricchita di nuovi suoni e suggestioni su temi musicali e argomenti a lei cari. Gli arrangiamenti dello spettacolo, scritti da Carmen Consoli, sono molto affascinanti e variano da canzoni in cui la cantautrice è sola sul palco con la sua chitarra ad altre in cui i due archi accompagnano e arricchiscono di nuances musicali il racconto nel quale si dà voce e corpo alle domande sul presente, ai piccoli momenti di gioia quotidiana, alla pluralità di risposte individuali.

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Scaletta:

“Sulle rive di Morfeo”
“Parole di burro”
“Fiori d’arancio”
“Perturbazione atlantica”
“Geisha”
“Il sorriso di Atlantide”
“Pioggia d’aprile”
“L’eccezione”
“Mio zio”
“AAA cercasi”
“L’ultimo bacio”
“Eco di sirene”
“Maria Catena”
“Mandaci una cartolina”
“A finestra”
“Blunotte”
“Contessa miseria”
“Confusa e felice”
“Sud est”
“Ottobre”
“In bianco e nero”
“Questa piccola magia”
“Venere”

BIS:
“Quello che sento”
“Amore di plastica”

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