Teatro dell’Opera di Roma, Robbins/Preljocaj/Ekman per il trittico di danza

Eleonora Abbagnato danza in Annonciation. Il trittico d’autore di coreografie contemporanee dal 31 marzo all’8 aprile 2017

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Foto di Jean-Charles Verchere

La divagazione della mente durante un concerto, il mistero dell’Annunciazione, l’ironia sull’interpretazione dell’arte nel Trittico formato da Ekman, Preljocaj, Robbins in scena al Teatro dell’Opera di Roma dal 31 marzo all’8 aprile.

Un viaggio nella danza contemporanea del secondo Novecento con The Concert di Jerome Robbins, Annonciation di Angelin Preljocaj e Cacti di Alexander Ekman che arrivano in prima assoluta a Roma configurandosi come una nuova sfida per il Corpo di Ballo del teatro capitolino reduce dal sold out della Bella addormentata.

Una sfida per il Corpo di Ballo del teatro romano che coinvolge anche l’étoile Eleonora Abbagnato, star della serata che torna in scena (il 31 marzo, il 1 e l’8 aprile) per il duetto Annonciation di Angelin Preljocaj su musica contemporanea di Stéphane Roy e il Magnificat di Antonio Vivaldi.

Annonciation è un pezzo che rappresenta noi ballerini nella nostra umanità in quello che è la nostra sensibilità – esordisce la Abbagnatointerpreto l’arcangelo Gabriele e danzerò per la prima volta con la nostra prima ballerina Rebecca Bianchi – Angelin ha creato un capolavoro raccontando in poco meno di 20 minuti la storia dell’Annunciazione”.

Cuore della serata sarà proprio Annonciation potente e coinvolgente rilettura dell’Annunciazione, immortalata infinite volte dall’arte con risultati celeberrimi, dall’Annunciazione di Simone Martini, alle Annunciazioni di Beato Angelico, dall’Annunciazione Cavalcanti di Donatello a quella di Leonardo, e solo per citarne alcune, che trasporta su un piano fisico ed umano un accadimento spirituale e concettuale. Ma quale chiave si nasconde dietro l’Annunciazione? L’intrusione dell’angelo nello spazio di Maria nel suo universo privato, intimo porta con sé l’annuncio del cambiamento reale del suo corpo e il duetto intende mostrare la coesistenza tra ribellione e accettazione in un dialogo – scontro anche fisico che si dipana fra la sacralità e la solennità dei gesti dell’angelo Gabriele e la ritrosia e il timore di Maria in un gioco di contrasti artistici, musicali e visivi.

Annonciation nasce 1995, questo lavoro è una riflessione sul nostro modo di osservare l’arte e sulla nostra necessità di capirla e analizzarla. Non esiste un modo corretto per capire l’arte ognuno può interpretarla o sperimentarla nel modo in cui lo desidera – dice Angelin Preljocaj parlando della genesi del duetto che torna a Roma dopo il successo dello scorso anno di Le Parc Mentre stavo osservando una serie di Annunciazioni mi sono interrogato sulla questa forma di iconografia celebrata da secoli. Mi sono chiesto come mai nessun coreografo si è mai interessato a questo momento della storia religiosa che invece è un momento molto importante che ruota intorno al corpo e alla sua trasformazione e verte su una tematica carnale oltre che naturalmente spirituale. Annonciation rappresenta il mio linguaggio specifico e molto diverso rispetto a Le Parc”.

La serata si apre però con tutta la verve geniale e umoristica di Jerome Robbins che in The concert (del 1956), un classico contemporaneo sulla libertà di perdersi nell’assistere a un concerto di musica e che gioca sui contrasti mostrando la fantasia e i voli pindarici della mente di una platea di spettatori non troppo attenti all’ascolto dei brani di Frédéric Chopin interpretati dalla pianista pianista Enrica Ruggiero. Il gioco, la fantasia e la divagazioni della mente non possono non oscurare la musica in un rincorrersi inaspattato e fantasioso delle arti. Ballano Rebecca Bianchi e Manuel Paruccini.

Chiude la serata l’avanguardia dello svedese Alexander Ekman, già danzatore per Nederlands Dans Theater II e Cullberg Ballet: nel pluripremiato Cacti (del 2010) per sedici danzatori e quattro musicisti in scena e il Quartetto Sincronie con un repertorio che spazia da Haydn a Beethoven da Schubert a Mahler, il coreografo crea variazioni ritmiche interpretate dai ballerini che danzano tenendo in mano un cactus, simbolo della loro vulnerabilità per riflettere con ironia sull’arte contemporanea. Se non esiste un modo corretto per capire e interpretare l’arte, Cacti rivendica con ironia e decisione proprio questa libertà.

È un pezzo geniale creato per ballerini contemporanei e la difficoltà sta nell’unire i diversi elementi – spiega Claudio Cocino, primo ballerino, parlando di Cacti che lo vedrà impegnato insieme al Corpo di Ballo e ad Annalisa Cianci – Uomini e donne sono allo stesso modo e sono quasi androgini impegnati a spostare dei box con la stesse energia. È stato divertente confrontarsi con un linguaggio che nn è il nostro in quello che è un balletto di gruppo”.

Dirige il Maestro David Garforth, intento a sottolineare l’estrema vivacità della musica (dal vivo e su basi registrate) nel corso del Trittico che offre un dialogo continuo fra orchestra e danza per diventare quasi una conversazione.

Questa è una serata importante per il nostro teatro una serata di avvicinamento per il pubblico alla danza del futuro – sottolinea la direttrice del Corpo di Ballo, Eleonora AbbagnatoDopo il successo del classico è  importante far crescere i nostri ballerini perché la danza contemporanea è molto importante e richiede un lavoro attento e molta preparazione. Questa sarà una serata importante perché nn dobbiamo fermarci al balletto classico di repertorio. La danza contemporanea di oggi sarà la danza classica del futuro”.

Il Trittico d’autore andrà in scena il 31 marzo 2017 alle 20.00, il 2 aprile alle 16.30, il 5, 6 e 7 aprile alle ore 20.00 e l’8 aprile alle ore 15.00 e alle ore 20.00. Info su www.operaroma.it.

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