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Viola arriva all’alba

Il 12 aprile, ore 20.30, al Teatro Ca' Foscari, Venezia

Foto di Maria Grazia Galatà

Mercoledì 12 aprile alle 20.30, il Teatro Ca’ Foscari presenta Farmacia Zoo: È in Viola arriva all’alba. Con Anna Novello. Testo e regia Carola Minincleri. Luci e suoni Enrico Tavella.

Quant’è più forte la vita della morte

Viola arriva all’alba è la storia di una gestazione che giunge dopo una lunga notte, un lungo periodo di lutto attraversato da una famiglia. L’improvvisa morte di Filippo, figlio, marito, fratello e padre di cinque donne, e che di questo nuovo essere dal nome – mai nominato – di “Viola” sarebbe stato il nonno, influenza ogni successivo giorno di quelle vite. Un lutto che svela tutta la fragilità di quell’universo femminile, dominato da un senso d’assenza, di mancanza, d’inibizione, da una certa paura di non farcela da sé, di fronte a cui ogni donna propone la propria risposta. A partire da Albina, una mater dolorosa rifugiatasi nel buio della pazzia e incastrata come un disco rotto nel giorno che le ha portato via il figlio, attraverso cinque sfumature di femminilità, giungerà l’alba di un nuovo e più chiaro sguardo, che segnerà il passo di un graduale riemergere della luce dal buio, di un’inesorabile risalita dalla morte alla vita: per mezzo delle vicende della vedova Giuseppina – il cui sguardo nostalgico è rivolto soltanto al passato, della figlia maggiore, Amelia – accecata dalla rabbia e offesa dall’ingiustizia, e attraverso fondamentali momenti di resa, da parte di Speranza – sorella rassegnata all’invisibilità, e di reazione, agita dalla figlia minore, la pittrice Teresa – la cui arte e una trasparente voglia d’amare condurranno ad una prima esperienza di rivelazione, una nascita possibilmente giungerà. Un nuovo inizio, che prende le sembianze di un nuovo essere, un nuovo corpo, pieno di storia, ma che pure è unico, è vivo, ed è presente.

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I biglietti si acquistano mercoledì 12 aprile 2017 dalle 17 alle 20 presso la biglietteria del Teatro Ca’ Foscari a Santa Marta, Dorsoduro 2137, Venezia.

Si consiglia vivamente la prenotazione all’indirizzo biglietteria.teatrocafoscari@unive.it

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LA COMPAGNIA

Farmacia Zoo:E è una compagnia teatrale nata nel dicembre 2006 a Mestre dall’incontro di Gianmarco Busetto e Carola Minincleri.

Attraverso la performance teatrale, video, grafica, letteraria o musicale, Farmacia Zoo:E indaga la contemporaneità alla ricerca dell’essenza degli individui e delle loro comunità, senza imporre idee, cercando ispirazioni e percorsi alternativi al vuoto.

Di che cosa necessita l’essere umano del XXI secolo? Che cosa lo emoziona? E a che cosa, invece, è stato educato ad ambire? Quali sono i suoi bisogni fittizi? Quali quelli reali?

Queste poche domande fungono da perno dell’analisi poetica di Farmacia Zoo:E, perno attorno al quale orbitano riflessioni, ricerche, azioni, trasformazioni e, talvolta, silenzi. La compagnia, indipendente e unita dalla voglia di non soggiacere alle modalità che regolano la visibilità e possibilità d’espressione, si impegna a creare le proprie opportunità per generare le altrui opportunità.

Farmacia Zoo:E è una piattaforma aperta, in perenne divenire.

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IL LABORATORIO METAMORFOSI DALL’ASSENZA

Nei giorni 10, 11 e 12 aprile Carola Minincleri e Anna Novello di Farmacia ZOO:È condurranno il laboratorio Metamorfosi dall’assenza.

Al bando per la selezione dei candidati hanno risposto tanti tra studenti, giovani attori e performer.

Farmacia Zoo: E’ propone un workshop teatrale sulla metamorfosi del sentimento di mancanza – che un’assenza, una lontananza o un distacco portano con sé – nella percezione di vitalità e fiducia donata dal contatto con la propria natura essenziale, il proprio potenziale e le proprie attitudini.

La ricerca procederà elaborando il dato biografico personale, che verrà proposto dai partecipanti, con un percorso che intreccia le modalità di ricerca attraverso il corpo e l’improvvisazione fisica tipici di Farmacia Zoo:E’ con il teatro archetipico, teatro danza e meditazione, e con ispirazioni provenienti dall’arte alchemica e dai rituali del teatro sciamanico, finalizzandoli al processo artistico di mutazione.

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