NOGO – Ultimate Contemporary Music Festival, al via la seconda edizione

Dal 9 all’11 maggio la rassegna di musica contemporanea all’ex Cartiera Latina di Roma

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Un non luogo per superare le barriere e i luoghi comuni: questo l’obiettivo di NOGO – Ultimate Contemporary Music Festival, la kermesse di musica contemporanea che si svolge presso un luogo simbolico, lo spazio post-industriale dell’ex Cartiera Latina (in Via Appia Antica 42, Parco Regionale dell’Appia Antica) dal 9 all’11 maggio a Roma.

Importanti i numeri dell’edizione 2017: in programma sedici brani, di cui cinque in prima esecuzione assoluta e una prima europea, scritti da quattordici tra i maggiori compositori italiani, tra cui Fausto Romitelli, e stranieri, tra cui Steve Reich, del momento disseminati nel corso di una tre giorni dedicata alla musica contemporanea che, giunta alla sua seconda edizione, si prepara a bissare il successo del 2015 cercando di allargare il più possibile il parterre di ascoltatori alla ricerca di nuove sonorità.

Merito anche della veste un po’ informale e accattivante della rassegna rigorosamente a ingresso libero e dalla struttura: ogni serata si apre alle 20.00 con aperitivo e DJ set per lasciare spazio alle 21.00 al concerto.

NOGO Festival è una sfida. Al centro di tutto c’è l’idea di concerto e il rapporto con il pubblico. – spiegano i direttori artistici Luca Nostro e Flavio Tanzi La rassegna unisce no-go theorem (teorema che dimostra che una particolare situazione è fisicamente impossibile), e no-go zone (area dichiarata inaccessibile per questioni di sicurezza o militari). Stravolge gli stereotipi secondo cui formalità e compostezza sono d’obbligo nei generi musicali «colti”.

Si alternano sul palco per eseguire i brani, i NOGO Ensemble (il 9 e l’11 maggio), a Blow Up Percussion (10 maggio) insieme a ospiti d’eccezione.

Il concerto di apertura di martedì 9 maggio, Da cosa nasce cosa, sarà eseguito dal NOGO Ensemble: ospite della serata la cantante albanese Elsa Lila che interpreterà Believing di Julia Wolfe. Dirige il Maestro Tonino Battista: spazio al solo di chitarra di Luca Nostro in Trash Tv Trance di Fausto Romitelli, Nu Descendand un escalier, pezzo per violino, violoncello, clarinetto, pianoforte, percussioni di Vittorio Montalti, per passare a The Famous Box Trick di Francesca Verunelli, solo per flauto ed elettronica, ma spazio anche a Francesco Antonioni con Da cosa nasce cosa e la prima assoluta di Tallonite, solo per percussioni (con Flavio Tanzi) ed elettronica.

Silence=Death è il tema della serata di martedì 10 maggio, titolo anche del pezzo di Francesco Filidei eseguito dal gruppo romano Blow Up Percussion, ma è un un appuntamento all’insegna delle prime esecuzioni assolute di Shot Symphony di Stefano Taglietti, di Bounce di Michele Sanna, Paths, bells, beehive, bellwether di Elliot Cole e di Blow up di Alessandra Ravera e alla prima esecuzione europea di ConcertoPop di Andrea Mazzariello.

La serata conclusiva di venerdì 11 giugno, Death Speaks è anche il titolo del pezzo di David Lang per violino, pianoforte, chitarra elettrica che vedrà impegnati ancora i musicisti del NOGO Ensemble e la voce di Patrizia Polia. Di David Lang anche Cheating, lying, stealing con le danzatrici Emma Iannotta, Federica Ciancio e Beatrice Dionisi (Gruppo Danza Emma Iannotta di Arte Balletto), ma si prosegue con Maximus to Glouchester 27 di Bryce Dessner per violoncello, contrabbasso, clarinetto, pianoforte, chitarra elettrica, percussioni per chiudere con 2×5 di Steve Reich nella versione per dieci musicisti, tra cui gli ospiti Massimo Colagiovanni, Lorenzo De Angelis e Fabio Perciballi.

Con NOGO Festival si realizza una situazione apparentemente impossibile: musica impegnata per pubblico da concerto rock! Poi la suggestiva scenografia dell’ex Cartiera Latina, tra i pochi impianti industriali sopravvissuti nella città di Roma, è una no-go zone. Apparentemente un “non luogo” musicale, che si rivela assolutamente adatto, come ha dimostrato la scorsa edizione. Il NOGO Festival vuole rompere tutte le barriere e superare i luoghi comuni” concludono Nostro e Tanzi.

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