Le Joli Mai – A cinquant’anni dal ’68

Dal 5 al 31 maggio al Teatro Franco Parenti, Milano

0
265
Condividi TeatriOnline sui Social Network

Passione civile

Alla scoperta del Burkina Faso

8 – 20 maggio 2018

Verso Sankara

Alla scoperta della mia Africa

testo e regia Maurizio Schmidt

con Alberto Malanchino

***

9 – 11 maggio 2018

Ricchi di cosa? Poveri di cosa?

di e con Livia Grossi

regia Benedetta Frigerio

***

12 – 13 maggio 2018

Senza Sankara Stage di danza afro contemporanea

con Irène Tassembedo

***

15 – 20 maggio 2018

Essendo Stato

Paolo Borsellino

di e con Ruggero Cappuccio

***

17 – 18 maggio 2018

Acciaio liquido

di Marco Di Stefano

ideazione, adattamento e regia

Lara Franceschetti

***

21 maggio 2018

Tutti non ci sono – La legge 180

di Dario D’Ambrosi

***

23 – 25 maggio 2018

Pioggia

testo e regia Marco Pezza

con Alberto Astorri, Alberto Onofrietti,

Diego Runko, Giovanni Gioia, Marco Pezza

***

29 – 31 maggio 2018

Capatosta

di Gaetano Colella

con Gaetano Colella e Andrea Simonetti

Cooperativa Teatrale CREST

***

16 – 24 – 31 maggio 2018

Giornale Parlato. Informazione in scena

ideazione e conduzione di Livia Grossi

con Lorenzo Cremonesi, Francesco Battistini, Gabriele Micalizzi

———

Sala Tre

8 – 20 maggio 2018

Verso Sankara

Alla scoperta della mia Africa

con Alberto Malanchino
regia e drammaturgia Maurizio Schmidt

musica dal vivo Moussa Sanou
tecnico luci Massimo Guarnotta
macchinista Federico Fe’ D’Ostiani
aiuto regia Maria Vittoria Bellingeri
organizzazione Davide Pansera

produzione Farneto Teatro in collaborazione con Tamat, AICS e Festival del Mondo in Comune


Thomas Sankara (Tomà) è stato il “Che Guevara” africano, una delle figure politiche mondiali più carismatiche del ‘900, ucciso a soli 38 anni dal suo compagno di rivoluzione Blaise Compaore, che successivamente ha governato il paese nella corruzione per 27 anni fino ad essere cacciato da una insurrezione nel 2014.
In soli tre anni il “Presidente ribelle” è riuscito a cambiare il Burkina Faso, ha sancito diritti paritari per le donne e promosso le vaccinazioni popolari, l’educazione contro l’infibulazione e l’Aids, la lotta alla desertificazione e all’analfabetismo.
Questa pièce è il racconto del viaggio che il giovane attore italoburkinabè, Alberto Malanchino, diretto da Maurizio Schmidt, ha condotto alla ricerca delle sue radici, per riscoprire quella parte di Africa che ha le fattezze del presidente “Tomà”.
Sankara è stato la figura di riferimento del panafricanismo, del rifiuto della dipendenza neocoloniale attraverso gli aiuti umanitari e della “terza via africana”; e per questo ha probabilmente pagato la sua utopia, in epoca di guerra fredda.
Riteneva che un uomo politico debba avere come bussola la felicità del proprio popolo. Della sua eliminazione si sa tutto: esecutori e mandanti. Anche se tuttora la verità è coperta da silenzi e omertà.

Orari
martedì 8 maggio h 20:30, mercoledì 9 maggio h 21:00, giovedì 10 maggio h 19:00, venerdì 11 maggio h 19:30 sabato 12 maggio h 21:00, domenica 13 maggio h 16:45, martedì 15 maggio h 20:30, mercoledì 16 maggio h 21:00, giovedì 17 maggio h 19:00, venerdì 18 maggio h 19:30, sabato 19 maggio h 21:00, domenica 20 maggio h 16:45

Prezzi

intero platea > 23,50€, convenzioni > 18€, over 65/ under 26 > 15€ + diritti di prevendita

———

Sala Café Rouge
9 – 11 maggio 2018
Ricchi di cosa? Poveri di cosa?

di e con Livia Grossi
foto e video Emiliano Boga
musica Omar Jali Suso
scrittura scenica Emanuela Villagrossi
video editing Silvia Torri
regia/allestimento Benedetta Frigerio

«Europa-Africa, noi i ricchi e loro i poveri, se ci basiamo sul Pil è sicuramente vero, ma se immaginiamo di sostituire il denaro con un altro parametro le cose cambiano. Ad esempio, se come moneta avessimo Coraggio, Dignità, Condivisione, Solidarietà, Accettazione, Scambio, ma anche la gestione del tempo, il rapporto con la natura, la capacità di sognare, quali sarebbero i Paesi ricchi e quali quelli poveri?
Nessuna retorica sull’africano ingenuo e puro e l’occidentale furbo, avaro e sfruttatore, piuttosto una riflessione sul nostro Occidente alla deriva e sulla necessità di ridefinire i concetti di ‘ricchezza’ e ‘povertà’.
Ricchi di cosa? Poveri di cosa? è il titolo del mio ‘Giornale Parlato’, un nuovo modo di fare informazione che ho ideato per unire la mia professione di giornalista con il teatro, l’arte di cui scrivo da sempre, una pagina di ‘giornalismo live’ che trasforma il palco in un magazine, con contributi fotografici, video-interviste e musica dal vivo. La necessità di ritrovare un senso al ruolo di giornalista, ponte tra la notizia e il lettore.
In apertura il prologo dedicato a Thomas Sankara, “il Che Guevara africano”, con alcuni estratti del suo discorso sul debito pubblico e gli aggiornamenti sui recenti attentati terroristici, ma anche frammenti di realtà raccolti durante il viaggio, momenti intimi e stralci di storie di un Paese dove – sotto i baobab o tra i panni stesi nella Casa della Parola – gli spettacoli sono un necessario strumento d’informazione e formazione sociale.» Livia Grossi

Orari
mercoledì 9 maggio h 19:30, giovedì 10 maggio h 21:15, venerdì 11 maggio h 21:00


Prezzi
intero > 10€, + diritti di prevendita

———

12 – 13 maggio 2018
Senza Sankara
Stage di danza afro contemporanea

con Irène Tassembedo


Stage di Danza Afro Contemporanea con una delle più importanti figure dell’Africa Occidentale, coreografa ed insegnante stimata in Europa e nel mondo, Irène Tassembedo.

Irène Tassembédo: storica allieva della scuola Mudra-Afrique di Maurice Béjart a Dakar, Irène Tassembédo fa parte delle più grandi figure della coreografia moderna dell’Africa contemporanea. Trasferita in Europa all’inizio degli anni 1980, sviluppa un lavoro coreografico originale, unendo danza contemporanea e danza africana, che si inserisce con forza nei tempi moderni, reinventando completamente il linguaggio della danza. La sua apertura verso le differenti tecniche di danza e verso le altre discipline d’arte, le hanno permesso una carriera multidisciplinare di coreografa e di insegnante di danza stimata in Europa e nel mondo, ma anche di attrice di talento sia teatrale che di cinema che di televisione. Nel 1988 crea la Compagnia Ebène, con la quale ha presentanto il suo lavoro originale e innovativo di coreografa, in numerosi paesi del mondo.
Nel 2000 riceve il premio SACD della coreografia in Francia.
Dopo 30 anni di carriera internazionale, Irène Tassembédo è ritornata a vivere nel 2007 in Burkina Faso, suo paese d’origine, ricca di un’esperienza professionale che conta di trasmettere ai danzatori, coreografi e altri artisti del continente africano.
Pur continuando un lavoro di creazione coreografica potente ed ispirata con la sua compagnia, ribattezzata Compagnia Irène Tassembédo, lavora attualmente allo sviluppo di progetti culturali innovativi e strutturati all’interno del suo paese e attraverso il continente, come la Scuola di Danza internazionale Irène Tassembédo (EDIT), creata nell’ottobre 2009 a Ouagadougou, per sviluppare una formazione professionale permanente di danza di alto livello nel continente africano e la creazione di un diploma di danza africana di livello internazionale.

Orari

sabato 12 maggio
1. Sessione Open 11.30 – 13.00, 2. Sessione Avanzati 14.00 – 15.30

domenica 13 maggio
1. Sessione Open 11.30 – 13.00, 2. Sessione Avanzati 14.00 – 15.30

Prezzi

Sessione singola (1 ora e 30 minuti) Open o Avanzati: 35€, Sessione Open + Avanzati (3 ore): 55€

Stage completo Open + Avanzati, sabato e domenica (6 ore): 100€

———

Sala AcomeA

15 – 20 maggio 2018

Paolo Borsellino Essendo Stato

scritto e interpretato da Ruggero Cappuccio
impianto scenico Mimmo Paladino
immagini Lia Pasqualino
costumi Carlo Poggioli
musiche originali Marco Betta
progetto luci e aiuto regia Nadia Baldi
Produzione Teatro Segreto srl

Convocato dal Consiglio Superiore della Magistratura, in seguito al rilascio di interviste in cui riportava l’inadeguatezza dei mezzi di contrasto dello Stato contro la Mafia, il 31 Luglio del 1988 il giudice denuncia al Consiglio Superiore della Magistratura  la preoccupante immobilità del pool antimafia di Palermo, la mancata volontà di affrontare il persistente problema della criminalità mafiosa.
Complessi scenari, di sfondo alle indagini, rivelano infiltrazioni profonde della mafia nel tessuto sociale e occulte relazioni tra Stato e criminalità organizzata; ma emerge con forza anche lo spirito di sacrificio di chi porta avanti le proprie denunce nel nome della legalità.

Giovanni Falcone verrà ucciso, quattro anni dopo, il 23 maggio 1992 nell’attentato di Capaci. Paolo Borsellino 57 giorni dopo di lui, in via D’Amelio, a Palermo; qui si concentra il testo di Cappuccio, che proietta in questo intenso residuo di tempo i pensieri di Paolo Borsellino nei suoi ultimi attimi di vita, ritrovando le parole dell’infanzia, della giovinezza, dell’amore per la Sicilia, della famiglia, di chi ha cercato di proteggerlo e dell’amico Giovanni Falcone.

“Per quanto riguarda la situazione delle forze di Polizia denunciai l’avvicendamento continuo e adoperai anche una frase piuttosto pesante parlando, addirittura di gioco delle tre carte, nel senso che quei pochi uomini che c’erano venivano fatti girare, ma erano sempre gli stessi, solo che uno lo si metteva alla Squadra Mobile, poi lo si spostava al Commissariato di Marsala, poi a Mazzara. O parliamo per enigmi dicendo che c’è una caduta di tensione o che manca la volontà politica, e la gente non capisce bene cosa significa, oppure questi problemi li dobbiamo affrontare concretamente, dobbiamo citare fatti e mettere il coltello nella piaga e dire: “C’è un organismo centrale delle indagini antimafia che in questo momento non funziona più.” Paolo Borsellino

Date e orari

martedì 15 maggio h 20:15, mercoledì 16 maggio h 19:15, giovedì 17 maggio h 20:45, venerdì 18 maggio h 20:15, sabato 19 maggio h 20:45, domenica 20 maggio h 17:15

Biglietti

intero platea 23,50€; galleria 18€, convenzioni > 18€, over 65/ under 26 >  15€ + diritti di prevendita

———

Sala Grande

17 – 18 maggio 2018

Acciaio Liquido

di Marco Di Stefano
ideazione, adattamento e regia di Lara Franceschetti

con Federica Armilis, Angelo Colombo, Andrea Corsi, Paolo Garghentino, Giovanni Longhin, Francesco Meola, Claudio V. Migliavacca, Giuseppe Russo
scene e costumi di Maria Chiara Vitali 

light designer Giuliano Bottacin
assistente alla regia Paolo Panizza

video Massimiliano Gusmini (Mud) – otolab 2012
Produzione Spazio Verticale

Nel dicembre del 2007, in un’acciaieria di Torino, si scatena un incendio in cui perdono la vita sette operai. Una tragedia che tocca nel profondo l’Italia intera, in cui le “Morti Bianche” hanno smesso da tempo di fare notizia. Una disgrazia figlia della ricerca e del profitto ad ogni costo, di una burocrazia ottusa e inutile, di leggi sulla sicurezza spesso ignorate. Sei dirigenti, con a capo l’amministratore delegato, vengono processati e condannati al massimo della pena. Il gruppo siderurgico offre una cifra da capogiro, mai vista in un processo penale del lavoro per evitare che le famiglie delle vittime si costituiscano parte civile e ottenere così, grazie all’accordo, uno sconto di pena. Ma il tentativo della multinazionale di uscire al riparo dall’opinione pubblica fallisce miseramente. La messinscena costruita in cinque blocchi mostra le due facce di ogni soggetto preso in esame, quello ufficiale (l’abito) e quello umano, il tutto intervallato da frammenti di sentenza. Gli Operai, i Dirigenti, i Parenti delle vittime e la Giustizia, tutti su di una grande giostra in cui il moto continuo svela i diversi volti “Yin-Jang” di ognuno. Chi guarda può percepire che la verità non è un qualcosa di univoco, ma di inafferrabile. La giustizia, accompagna i cinque blocchi drammaturgici, facendo un escursus della sentenza di primo, secondo grado e cassazione. Tutte le incoerenze di un organo fondato su parametri troppo fissi, troppo ampi. La giustizia non riesce ad essere giusta. Non può, non esistono parametri se non quello umano, per vivisezionare un materiale così ampio e delicato fondato sull’insicurezza e la paura degli uomini. Ma lei comunque deve dare il suo responso, che lascerà comunque interdetti e sospesi. Incapaci di dare giudizi o risposte. Non si può, non si riesce a trovare una risposta. E la verità si trasforma in dubbio.

Date e orari

giovedì 17 maggio h 21:00, venerdì 18 maggio h 20:00

Biglietti

intero > 23,50€. convenzioni > 18€, over 65/ under 26 > 15€ + diritti di prevendita

———

Sala Tre
21 maggio 2018
Tutti non ci sono – La legge 180

di Dario D’Ambrosi

Tutti non ci sono inizia con la proiezione di un filmato girato a New York dall’italoamericano Gerald Saldo: un breve filmato girato nella Grande Mela, mostra un paziente psichiatrico uscire da un ospedale con una gabbietta vuota in mano, e vagare senza meta per la metropoli.

L’uomo indossa un camice, un pigiama ed un paio di pantofole; ha il volto bianco e smagrito. È il 1978 e in ossequio alla legge 180 di Franco Basaglia, chiudono i manicomi. I pazienti vengono dimessi dagli ospedali psichiatrici, catapultati nella città senza alcun criterio, senza considerare che molto spesso il matto viene considerato dalla società come un qualcosa di ingombrante e scomodo, di cui nessuno si vuole assumere la responsabilità.

Nel filmato di D’Ambrosi il paziente (Dario stesso) si trova solo, nel caos cittadino, l’unico oggetto che ha con sé è una gabbia vuota. Dopo lungo peregrinare il malato arriva di fronte la porta di un teatro; si passa così dal filmato all’azione scenica. Entra in scena di spalle agli spettatori e si incammina verso la scena. L’esterno, la società, diventa il pubblico, lo spettatore costretto suo malgrado a confrontarsi con la diversità, con un uomo che si fa fatica a considerare un attore che recita. Egli è a stretto contatto con il pubblico e lo invita a fare azioni stravaganti, pronunciare parole di cui ci si vergogna. Procedendo a braccio, D’Ambrosi costringe gli spettatori ad accarezzarlo e a stringerlo, ricreando quella ritrosia che è tipica di chi si trova di fronte a un vero malato di mente. Sulla bocca dello spettatore si disegna quel lieve sorriso di imbarazzo che caratterizza l’atteggiamento che si ha per i matti. D’Ambrosi sembra allora davvero un povero malato e lo spettacolo riesce nel suo intento di dimostrare quanto sia labile il confine tra pazzia e normalità, interrogandosi sul concetto stesso di pazzia al di là dei comuni preconcetti.

———

Sala AcomeA

23 – 25 maggio 2018

Pioggia

scritto e diretto da Marco Pezza
con Alberto Astorri, Giovanni Gioia, Alberto Onofrietti,
Marco Pezza, Diego Runko
scene Giuliano Almerighi e Marco Pezza
disegno luci Giuliano Almerighi – musiche originali Giovanni Gioia
un progetto di Marco Pezza in collaborazione con La Confraternita del Chianti

Testo vincitore della XVI edizione del concorso nazionale di drammaturgia contemporanea “Premio Ugo Betti” (2016) indetto dal Comune di Camerino.

Piove. Piove incessantemente da molti giorni.
Nella casa cantoniera Fausto e Riccardo, due addetti alla manutenzione stradale, sono costretti a passare una notte di straordinari sul luogo di lavoro per affrontare una grave emergenza meteorologica. Durante questa nottata imprevista, i due iniziano a conoscersi, a confrontarsi, a condividere spazio, tempo e tensioni. La pioggia continua a cadere, come le loro vite scorre incessante ed insensata, in attesa di una svolta, in attesa di attrito.
Entrambi, ognuno a suo modo, sperano che cambi qualcosa quasi indipendentemente da loro, senza rendersi conto che il mondo cambia anche senza la loro volontà; dalla casa cantoniera il mondo sembra essere ridotto ad una strada cementata del Nord Italia. Il fondo della pianura, metri e metri al di sotto della strada, sembra talvolta in sussulto, e Fausto e Riccardo, nonostante lo strato di asfalto perfettamente mantenuto, avvertono questi sussulti; sentono che il sottosuolo ribolle e gorgoglia, come se volesse loro comunicare qualcosa.

C’è una sottile tensione di violenza mai esplicitata attraverso le parole, i luoghi, gli attimi e i gesti che compongono questa storia; una violenza che non si vede mai ma che si percepisce. Un conflitto freddo, una tensione nascosta ma palese che tiene viva l’azione quasi senza far accadere nulla.

Date e orari

mercoledì 23 maggio h 19:15, giovedì 24 maggio h 20:45, venerdì 25 maggio h 20:15

Biglietti

intero platea > 23,50€, convenzioni > 18€, over 65/ under 26 > 15€ + diritti di prevendita

———

Sala AcomeA

29 – 31 maggio 2018

Capatosta

di Gaetano Colella
regia Enrico Messina
con Gaetano Colella e Andrea Simonetti

composizione sonora Mirko Lodedo
scene Massimo Staich

disegno luci Fausto Bonvini

tecnico di scena Vito Marra

Cooperativa Teatrale CREST in collaborazione con Armamaxa teatro
vincitore bando Storie di Lavoro 2015

Siamo nello stabilimento più grande d’Europa, l’Ilva. Siamo in uno dei tanti reparti giganteschi della fabbrica, Acciaieria 1 reparto RH. Qui l’acciaio fuso transita per raggiungere il reparto della colata e gli operai sono chiamati a controllare la qualità della miscela. La temperatura è di 1600 gradi centigradi. Due operai sul posto di lavoro. Il primo è un veterano, vent’anni di servizio alle spalle e un carattere prepotente, di chi si è lavorato la vita ai fianchi e il poco che ha lo difende coi denti, compreso il suo piccolo desiderio: fuggire da Taranto, coi suoi figli, per non tornarci più. Il secondo è una matricola, un giovane di venticinque anni appena assunto nello stabilimento. I due potrebbero essere padre e figlio. In questo stabilimento dal 1962 ci sono generazioni di operai che si avvicendano, si confrontano, si scontrano e si uniscono. I padri hanno fatto posto ai figli e ai nipoti senza che nulla sia intervenuto a modificare questo flusso di forza lavoro. Si sono tramandati saperi ed esperienze così come usi e abusi, leggi tacite e modi di fare. Sembra che in questo scenario nulla sia destinato a mutare, che i figli erediteranno fatica e privilegi dei padri. Ma è davvero così?

Orari

martedì 29 maggio h 20:15. mercoledì 30 maggio h 19:15, giovedì 31 maggio h 20:45

Biglietti

intero > 23,50€, convenzioni > 18€, over 65/ under 26 > 15€ + diritti di prevendita

———

15 – 31 maggio 2018
Giornale Parlato
Informazione in scena

Ideazione e conduzione di Livia Grossi

Con Lorenzo Cremonesi, Francesco Battistini, Gabriele Micalizzi

Nel 1968 è nata la controinformazione, e oggi che giornalismo abbiamo?

Tre appuntamenti dove la notizia e la sua condivisione (dal vivo e non sui social) sono protagoniste. Sul palco ogni sera un giornalista diverso per svelare il dietro le quinte dell’inchiesta e comunicare la passione che anima questa professione, ma anche la responsabilità di dire il vero, elemento fondamentale per un’informazione e una società sana. I temi seguono la cronaca internazionale, dalla situazione in Medioriente al traffico di esseri umani. Tre incontri dove il civile confronto tra opinioni è in primo piano per una necessaria riflessione sul ruolo del giornalista, ponte tra notizia e lettore. Un antidoto alle fake news e al bombardamento mediatico che ci fa sentire sazi e sempre più vuoti, soli e inconsapevoli.

———


Martedì 15 maggio h.18:30

Lorenzo Cremonesi
Dal 1982 si occupa in particolare di Medio Oriente. Laureato in Filosofia, dal 1984 al 2000 ha scritto da Gerusalemme per il Corriere della Sera, prima come collaboratore, poi come corrispondente. Da inviato ha seguito altre aree di crisi, tra cui lo scenario afghano e per quasi tre anni è stato in Iraq. Autore di saggi sui rapporti tra Israele e la Santa Sede, ha pubblicato Le origini del sionismo e la nascita del kibbutz [1881 – 1920] (La Giuntina 1985), Bagdad Cafè, Interni di una guerra (Feltrinelli 2003), Dai nostri inviati, Da Caporetto a Baghdad, libro uscito nel 2017 con Rizzoli. Inchieste, guerre ed esplorazioni nelle pagine del Corriere della Sera (Fondazione Corriere della Sera – Rizzoli 2008).

———
Giovedì 24 maggio h.18:30

Gabriele Micalizzi
Fotogiornalista free lance.
Collabora con importanti testate giornalistiche dal New York Times all’Herald Tribune, New Yorker e Newsweek, dal Corriere della Sera all’Espresso, Internazionale e Wall Street Journal. Allievo di Alex Majoli e fondatore del progetto Cesuralab, documenta nel 2010 le proteste delle “Camicie Rosse” a Bangkok, nel 2011 la “Primavera Araba” in Tunisia, Egitto, Libia, negli anni successivi le tensioni del Medio Oriente, Istanbul e la crisi economica in Grecia.
Nel 2014 dalla Striscia di Gaza racconta in esclusiva la battaglia del Generale Haftar contro le milizie islamiche. Nel 2016 con la mostra “DOGMA” alla Leica Galerie di Milano espone il suo lavoro pluriennale sulla situazione libica.
Gabriele ha vinto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale per i suoi reportage. Dal 2016 è testimonial Leica, ed è il primo vincitore del talent europeo sulla fotografia, “Master Of Photography”.

———

Giovedì 31 maggio h.18:30

Francesco Battistini

Inviato speciale del Corriere della Sera.
Ha scritto per Il giornale di Indro Montanelli e per La Voce.
Ha seguito per lunghi periodi guerre e crisi internazionali, dai Balcani all’Afghanistan, da Cuba al Libano fino alla Siria e alle primavere arabe. È stato corrispondente da Gerusalemme e inviato permanente in Maghreb, Tripoli e Il Cairo. Per sei volte ha subito gli arresti di Polizie ed eserciti internazionali in varie parti del mondo. Con Lorenzo Cremonesi e altri colleghi è autore del libro Che cos’è l’Isis? L’ascesa del Califfato e le strategie per combatterlo.


Ingresso biglietto cortesia 3,5 €.

———

26 maggio 2018 h 20.30

Nostra signora dei turchi

regia, sceneggiatura, scenografia e costumi Carmelo Bene

con Carmelo Bene, Lidya Mancinelli, Ornella Ferrari, Anita Masini, Salvatore Siniscalchi, Vincenzo Musso

(Italia, 1968, 124’)

R., sc., scenog e costumi: Carmelo Bene. Int.: C. Bene, Lidya Mancinelli, Ornella Ferrari, Anita Masini, Salvatore Siniscalchi, Vincenzo Musso. Italia, 1968, 124

Un film inclassificabile, visionario, magnetico, girato a basso costo in 16mm, privo di tradizionale sceneggiatura, incentrato sulla compenetrazione tra contemporaneità e passato, esperienza personale del regista e leggendaria invasione dei Turchi del Sud Italia nel XV secolo. Grazie alla peculiarità della ricerca linguistica, Nostra signora dei turchi è uno degli più significatvi della sperimentazione filmica italiana.

Premio speciale della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia 1968

———

27 maggio 2018 h 20.30

Prima che la vita cambi noi

regia Felice Pesoli

con Giorgio Cerquetti, Fabio Treves, Massimo Pirotta, Andrea Majid Valcarenghi, Eugenio Finardi, Riccardo Bertoncelli, Claudio Rocchi, Giulia Amici, M. Guarnaccia.

produzione Ranuccio Sodi per Showbiz Inc.

(Italia, 2015, 80’)

La nascita della controcultura giovanile a Milano e dintorni nel periodo precedente il Sessantotto.

Proteste, scontri e infuocate assemblee erano all’ordine del giorno, ma nel frattempo esplodeva anche un movimento vitale e creativo legato alle suggestioni hippie. Il documentario mostra l’altra faccia del movimento giovanile nato tra la seconda metà degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, quello che rifiutava la violenza e al marxismo preferiva la beat generation. Un film necessario nel quale Felice Pesoli ci restituisce un ritratto coloratissimo del periodo. I ragazzi scappano di casa, capelloni e scontenti di una società che non li rappresenta più. Vendono «Mondo Beat» e «Re Nudo» ai bordi della strada, organizzano raduni pop, vivono nella comune, hanno voglia di cambiare il mondo a suon di sitar. Si parla di yoga, di droghe, di libertà sessuale, di vita in comune, di viaggi da Milano all’India, di contaminazioni ed esperienze estreme.

———

28 maggio 2018 h 20.30

La montagna sacra

regia e sceneggiatura Alejandro Jodorowsky

con Nicky Nichols, Richard Rutowsky, Adriana Page, Burt Kleiner, A. Jodorowsky

(Messico, 1973, 115’, v.o. sott. it.)

Il racconto del lungo cammino di nove uomini, guidati da altrettanti saggi, alla ricerca dell’immortalità in un film che rappresenta una vera e propria avventura mistico-simbolica per lo spettatore, al quale il regista vuole offrire un’esperienza profonda e intima, che cambi il suo io e che possa estendersi al di là dell’apparato cinematografico in cui la visione è rinchiusa. Un viaggio progressivo verso la verità, irraggiungibile per definizione, ma i cui bagliori si possono cogliere attraverso la fruizione della bellezza.

Nella sua autobiografia, intitolata La danza della realtà (Feltrinelli, 2006), Jodorowsky dichiara: «Dopo due mesi di preparazione chiusi in casa senza mai uscire, dormendo soltanto quattro ore al giorno e facendo esercizi iniziatici per il resto del tempo, più altri quattro mesi di lavoro intenso viaggiando per tutto il Messico, avevamo perduto ogni rapporto con la realtà. Il suo posto era stato preso dal mondo cinematografico. Io, posseduto dal personaggio del Maestro, ero diventato un tiranno. Volevo ad ogni costo che gli attori raggiungessero l’Illuminazione. Non stavamo facendo un film, stavamo filmando un’esperienza sacra.»

———

Sala AcomeA
prezzo politico > 4€ – under 19 > ingresso gratuito

Un percorso di approfondimento con concorso finale ideato dal Teatro Franco Parenti

in collaborazione con “CLAC. Clinica dell’adolescenza contemporanea”e “OT/ORBIS TERTIUS. Ricerche sull’immaginario contemporaneo” (Università di Milano-Bicocca)

A 50 anni dalla contestazione giovanile del ’68, il Teatro Franco Parenti ha proposto agli studenti delle scuole medie superiori e delle università un percorso di approfondimento e riflessione critica sull’immaginario del ’68 con un concorso finale volto a promuovere l’elaborazione di un racconto personale dell’epoca.
Il progetto, che si è sviluppato da gennaio a maggio, ha inteso favorire un processo di interrogazione collettiva, tra generazioni diverse, basato anche sull’effetto della testimonianza che storici, filosofi, pedagogisti, artisti hanno dato su quello che ha significato per loro il ’68 (per chi l’ha vissuto, per chi l’ha avvertito come un’eredità e per chi forse oggi lo ritiene un tempo ormai lontano). L’obbiettivo è stato propriamente quello di favorire, tramite un gioco incrociato di specchi, l’emergenza di un immaginario complesso e articolato su questo evento epocale, tra trasmissione, eredità, lettura critica, inventiva.
Gli studenti partecipanti, provenienti dalle scuole medie superiori e dalle università, hanno frequentato un ciclo di incontri di approfondimento sulle diverse prospettive che hanno caratterizzato la scansione del Sessantotto dal punto di vista storico, filosofico, politico, artistico e sociale per arrivare a produrre, al termine del percorso, un loro racconto personale dell’epoca.
Gli elaborati finali saranno valutati da una commissione mista formata dai membri delle istituzioni partecipanti al progetto che selezionerà i primi tre per la sezione scuole e i primi tre per quella universitaria.
I vincitori saranno premiati con viaggi in Europa e in Italia e con spettacoli teatrali.
Hanno partecipato al progetto
Mario Capanna, Fulvio Carmagnola, Marcello Flores, Giovanni De Luna, Simona Colarizi, Marco Meneguzzo, Pierangelo Barone, Valeria Palumbo.

———

Sala Tre
14 maggio 2018 h 18.30

Thomas Sankara
Osare inventare il futuro

in collaborazione con Farneto Teatro, Tamat di Perugia

nel quadro del Festival del Mondo in Comune

cofinanziato da Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo
e con il patrocinio della Università Statale di Milano

Nascita, morte e rinascita di una rivoluzione. Dalla presa di potere di Sankara nell’83, alla sua uccisione nell’87, alla insurrezione contro il suo assassino Compaore nel 2014, alla resistenza contro il tentativo di colpo di stato di Diendere nel 2015: quella del Burkina Faso è stata una rivoluzione solo interrotta? È stata una opportunità persa o è ancora attuale? Un incontro per far conoscere Thomas Sankara, il suo pensiero e la sua azione politica; e per riflettere sulla sua eredità per il Burkina Faso e per l’ Europa.

Interverranno Gianni Turchetta , Maurizio Schmidt, Sandro Cappelletto, Raffaele Masto, Roberto Zuccolini, Livia Grossi, Marco Bello, Enrico Casale, Silvia Riva, Piero Sunzini, Stanislas Benewende Sankara, Rasmane Zinaba , Balay Citoyen

Brevi interventi video sui temi dell’incontro da parte di testimoni diretti della rivoluzione sankarista registrati recentemente in Burkina Faso da Maurizio Schmidt


Biglietto TFP cortesia > 3,50€

———

Sala Grande

30 maggio 2018 h 21:00

Diamoci un tono

Edoardo Ferrario – Live 2018!

di e con Edoardo Ferrario

Edoardo Ferrario torna ad esibirsi dal vivo con un nuovo spettacolo comico. Dopo un anno di attenta osservazione della confusa realtà nazionale, urge fare chiarezza sui temi che gli stanno a cuore: le relazioni fra trentenni, il valore assunto dalla politica, le assurdità del mondo del lavoro e le ambizioni della sua generazione.

Un’ora e mezzo di monologhi, personaggi e imitazioni per raccontare un mondo che ci stupisce sempre di più e che pone nuove domande: sposta più voti la propaganda porta a porta o la pubblicazione di un meme? È ancora possibile divertirsi ad alcuni concerti varcata la soglia dei trent’anni? E soprattutto, perchè ormai ci sono più ristoratori che avvocati?

Biglietti: intero 18€

———
Foyer basso
5 maggio 2018 h 12:30
Mediterranean Ambassadors feat Sandeep Das
Incontri musicali sulla via della seta
Nağme Yarkin – kemençe
Clara Polka – viola
Irina Solinas – violoncello
Baturay Yarkin – pianoforte
con la partecipazione straordinaria del M° Sandeep Das

Il workshop è aperto a musicisti e uditori

Torna Irina Solinas e la musica degli ambasciatori lungo la Via della Seta.
Questa volta sarà Sandeep Das e la sua incredibile India a prendere voce; il Maestro ci guiderà nell’arte dell’improvvisazione attraverso ritmi, timbri e armonie “diverse”. MAME diventa esperienza da condividere.
Nella mitologia greca, Zeus, il padre degli dèi, liberava due aquile alle estremità opposte della terra e ordinava loro di volare l’una incontro all’altra. Una pietra sacra, l’omphalòs – l’ombelico del mondo – era posta nel punto in cui si erano incontrate, per consentire la comunicazione con il divino.
Questo incontro musicale avviene proprio lungo le vie del mediterraneo, inteso non come un mare che separa l’Europa dal Nord Africa, ma nel suo significato letterale, un luogo fisico al centro dell’incontro tra Oriente e Occidente. Un quartetto di ambasciatori di idee sonore; un Violoncello italiano in cammino, un Kemençe ottomano, una Viola dalla tradizione cinese e un (ovviamente) un pianista Jazz, ospiteranno l’eccellenza tra i suonatori di Tabla, “heartbeat” proveniente dall’India del Nord. Quello che avviene durante l’incontro è una condivisione di partiture originali, composte dai musicisti stessi per l’occasione, e pezzi di tradizione popolare, legate al racconto di ogni strumento e cultura di provenienza.

Ingresso a offerta libera

———

13 maggio – 8 luglio 2018
ELECTROPARK EXCHANGES 2018
Rassegna internazionale di musica elettronica dal vivo

+ extended contents
EXEX – Getting Closer to Sound and Music
Laboratorio sperimentale di discussione ed interazione sonora


Tre concerti di musica elettronica dal vivo per un pubblico seduto e tre workshop
per confrontarsi con gli artisti. Un punto d’incontro tra culture differenti e mondi distanti, ma anche uno scambio tra situazioni e ruoli non formalmente delimitati, che accorciano il divario tra spettatore e performance di cultura tramite opere aperte.

La rassegna porterà artisti sul palco e fuori, capaci di performare in spettacoli dal vivo dimensionalmente adatti alla funzione estetica del teatro, propensi alla diffusione della conoscenza e alla costruzione di approfondimenti culturali per un ampio pubblico. L’intento ancora una volta è quello di esplorare le ibridazioni, concetto chiave del nostro tempo che vede un sempre maggiore annichilimento delle canoniche separazioni tra generi, linguaggi e mezzi espressivi.

———

martedì 15 maggio 2018 h.21:30
Concerto #1 “Reassemblage” – Visible Cloaks
Sala Zenitale

Secondo album in studio dei Visible Cloaks, progetto curato dagli artisti americani Spencer Doran e Ryan Carlile, che prende il nome dall’ omonimo film documentario di Trinh T. Minh-ha del 1982,
Reassemblage è frutto delle precedenti realese hip-hop di Doran unite alle sonorità dei sintetizzatori di artisti come i giapponesi Yellow Magic Orchestra e RyuichiSakamoto, tutti presenti nel mix di Doran nel 2010 Fairlights, Mallets&Bamboo.

———

martedì 12 giugno 2018 h.21:30
Concerto #2 Kuroshio: Philip Jeck with Karl Lemieux and Michaela Grill


Kuroshio
è l’ultima impresa dello storico artista Philip Jeck insieme alla video artist Michaela Grill e il regista Canadese Karl Lemieux . Studioso di arti visive e compositore dagli anni Settanta, Philip Jeck ha collaborato con vari teatri e compagnie di danza oltre che rilasciare undici album da solista. Karl Lemieux è conosciuto come nono membro della band post-rock GodspeedYou! Black Emperor, per i quali produce proiezioni live su pellicola di 16mm. Presentato come spettacolo audiovisivo totalmente improvvisato, la performance unisce tonalità analogiche e digitali le quali interagiscono sinergicamente andando a creare paesaggi atmosferici densi che inducono lo spettatore a perdersi tra suoni ed immagini.

———

martedì 10 luglio 2018 h.21:30

Concerto #3 Julius Eastman Memorial Dinner – Jace Clayton with David Friend, Emily Manzo, Arooj Aftab

Jace Clayton, anche conosciuto come DJ/rupture da nuova vita al minimalismo militante del compositore Julius Eastman attraverso uno spettacolo per pianoforte, strumenti elettronici e voce. Contemporaneo di John Cage e Morton Feldman nel 1960 a New York, Julius Eastman mescola l’innovazione minimalista con la provocazione politica, venendo alla luce ad oggi come uno dei maggiori compositori contemporanei. Inteso come un arrangiamento di due delle sue opere più importanti – Evil Nigger e Gay Guerrilla – Jace Clayton processa live le note ostinate dei pianoforti suonati da David Friend ed Emily Manzo, affiancati dalla vocalist neo-Sufi Arooji Afta.

Un approfondimento sulla vita fuori dalle regole di un grande artista da parte di uno dei compositori più interessanti ed eclettici del panorama elettronico e non.

ELECTROPARK EXCHANGES 2018 – WORKSHOP – EXEX
Domenica 13 Maggio

ore 14.30, Sala Zenitale

ExEx #1 Perception

Domenica 10 Giugno

ore 11.00, Sala Zenitale

ExEx #2 Production

Domenica 08 Luglio

ore 14.30, Sala Zenitale

ExEx #3 Culture

14.30 – 14.45

ExEx – Getting closer to Sound and Music

Alessandro Mazzone, Sabina Barcucci, Federico Parenti

15.00 – 16.30

STUDIO SESSION / Composing beyond the self’ – Composing with Chance Operators – hosted by Visible Cloaks

17.00 – 17. 30

READING / “The Kreb Cycle of Creativity”

Yulya Besplemennova reads the Neri Oxman essay “The Age of Entanglement”

17.30 – 18.30

CONVERSATION / Far from equilibrium. How technology disrupts perception and creativity

(with Spencer Doran (Visible Cloaks), Marco Mancuso (Critics, curator, director Digicult magazine), Massimiliano Viel, (composer and musicologist, full professor at G. Verdi conservatory, Milan), Alessandro Capozzo (co-founder LIMITEAZERO)

MODERATOR: Sabina Barcucci, ExEX,

18.30 – 20.00

SOUND EXPERIENCE / Piezo

(Idle Hands, Swamp81, ANSIA)

Milan

11.00 – 16.00

PLAYGROUND / A drop-in hands-on workshop in software based solutions for music making.

– Ableton Live Playground

– Web Audio Composition Workshop

11.00 – 16.00

SONIC ARENA / A rich demo area where exploring and testing hardware technological DIY approaches to music making.

(with: Otolab, Audio HackLab, DUO DATO, Calembour, ROLI Instruments, Cameranebbia)

15.00 – 16.00

CONVERSATION / Why we are craving for new tools. A market and a community perspective on creativity

with Federico Trucchia (ROLI Instruments, London), Serena Cangiano (MAIND Master Interaction Design, SUPSI, CH), Alessandro Contini (Interaction Designer), Nicola Zanola (CEO APICAL)

MODERATOR: Sabina Barcucci

16.30 – 18.00

STUDIO SESSION / “Improvising in Sound and Image”

Hosted by Philip Jeck, Karl Lemieux, Michaela Grill

18.30 – 20.00

SOUND EXPERIENCE / Elia Buletti

(Das andere Selbst)
Berlin

14.30 – 14.45

ExEx – Getting closer to Sound and Music

Alessandro Mazzone, Sabina Barcucci, Federico Parenti

15.00 – 16.30

STUDIO SESSION / “Composing with SUFI Plugin” Hosted by Jace Clayton

17.00 – 17.30

READING / “Uproot. Travels in 21st-Century Music and Digital Culture”

Leandro Pisano reads Jace Clayton

17.30 – 18.30

CONVERSATION / Ubiquitous Music. Digital snapshots of cultural identity

with Jace Clayton, Leandro Pisano (Interferenze, Liminalia), Gahli (TBC), Nello Barile (IULM) (TBC)

MODERATOR: Simone Bertuzzi – Invernomuto (TBC)

18.30 – 20.00

SOUND EXPERIENCE / LLL

(Sound Ohm, IT)

Prezzi

Biglietti: Intero > 16€ Early bird entro il 25 aprile  > 12€, Workshop ExEx > 25€,

Workshop + concerto > 30€ anziché 41€, Scopri di più
www.electropark.it

———

Sala Grande
25 maggio 2018 h 21.00
Cuttuni e lamé
Trame streuse di una canta storie
Eleonora Bordonaro voce
Puccio Castrogiovanni marranzano, mandolino, percussioni
Rosario Moschitta chitarra
Michele Musarra basso
Raffaele Brancati fiati

La Sicilia e le donne. L’ironia, la leggerezza, la spiritualità, la determinazione e la furbizia, in un racconto musicale che incrocia i cantastorie, la melodia e i suoni contemporanei. Il suono antico della lingua siciliana e del marranzano ci conducono attraverso i brani del disco omonimo che raccoglie una selezione di poesie popolari dell’800 e composizioni originali, a formare il mosaico dell’universo femminile.
Si alternano figure arcaiche e stereotipi: l’amante devota, la viziata, Maria in cerca del figlio, l’artista, l’eroina, la scaltra, la finta debole, la rovina del mondo e la colonna solida della società.
Intrecci bizarri, stravaganti, giocosi e divertenti dietro i quali si nasconde una ricerca storica, letteraria e musicale nelle tradizioni siciliane. E un linguaggio ricco di storia e suggestioni, ricercato e rappresentativo, sfacciato e raffinatissimo che include un omaggio al misterioso idioma Gallo-Italico di San Fratello, in provincia di Messina. Si tratta del Lombardo di Sicilia, fusione di lombardo, piemontese, ligure e provenzale. Dialetti del nord che, uniti, risuonano ancora in Sicilia a più di mille anni dall’arrivo nell’isola dei primi coloni al tempo dei Normanni.
Il passaggio dalla poesia popolare alle canzoni originali dell’autrice corrisponde al passaggio che, nel cinema, dal campo lungo arriva alla soggettiva. Le donne dapprima raccontate nella generalità dei pregiudizi che le accompagnano da sempre,  diventano poi protagoniste intime, uniche, irripetibili, con pregi e molti difetti, vere. Esseri liberi e complessi. La voce, accompagnata da mandolino, fisarmonica, marranzani, chitarre, tamburi e fiati, si snoda attraverso i brani come i quadri di una canta storie che riempie il suono di sfumature popolari, blues, manouche, latine e di mille trame originali, antiche, streuse.

Cuttuni e lamé è il lavoro discografico che sottende il concerto. Uscito il 28 ottobre 2017,  è stato realizzato insieme al polistrumentista e compositore Puccio Castrogiovanni che ne ha curato la produzione artistica, prodotto dall’etichetta romana Finisterre e distribuito da Felmay, vanta la collaborazione di alcuni dei musicisti siciliani più rappresentativi: da Alfio Antico allo storico gruppo de I Lautari, dal talento jazz del pianista Seby Burgio alla capacità compositiva del cantautore Mario Incudine.

Biglietti: Intero > 12€

———

Foyer basso
27 maggio
2018 h 21:00
The Migrant Nation / Musiche e narrazioni migranti
AGON Action Lab IV
progetto drammaturgico a cura di 
Guido Barbieri in collaborazione con l’Archivio Nazionale del Diario
progetto musicale di 
Michele Tadini
progetto visivo di 
Diego Ronzio
Guido Barbieri voce narrante
Pietro Pirelli percussioni, pietre e metalli
Michele Tadini live electronics
AALab video crew (Civica scuola di Cinema) Video e real time video
AALab Audio crew (Civica scuola di Musica) Elettronica

Guido Barbieri guiderà un viaggio attraverso le scritture migranti. Scrittura migrante intesa in senso letterale, scrittura migrante come passaggio di esperienze e d’idee, come rinascita, come rigenerazione. Nel concerto di chiusura degli AGON Action La
b si cercherà di mettere insieme più componenti, eterogenee per cultura, ambito e provenienza, ma assolutamente comuni nella loro narrazione, nella loro scrittura musicale, nel loro essere migranti.

———

Bagni Misteriosi
venerdì 18 maggio 2018 h 21:30


Incontri e racconti sul ‘68 e una notte in tenda/sacco a pelo nei meravigliosi spazi dei Bagni Misteriosi in attesa dell’alba e del silent concert di Andrea Vizzini per Piano City Milano alle h 5.00.

Nel silenzio dell’alba ognuno, dotato di cuffia Wi-fi, potrà perdersi nel proprio microcosmo uditivo con un programma di notturni, chiari di luna, ninne nanne e danze rituali.


Andrea Vizzini: pianista siciliano d’origini e milanese d’adozione Andrea Vizzini debutta a 13 anni presso il Mozarteum di Salisburgo. Tiene concerti in Italia e all’estero in prestigiose sale come l’Ambasciata Polacca a Roma, la Leopold Saal di Salisburgo, il Piccolo Teatro di Milano, l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Fondatore e presidente dell’Associazione Musicale PianoLink di Milano, Direttore Artistico del MiAmOr Music Festival, della PianoLink Philharmonic Orchestra, è menzionato da Repubblica, Corriere, Rai3, SkyTg24 per le sue iniziative musicali mosse da innovazione, come il Silent Wifi Concert con oltre 5000 spettatori in 2 anni o l’l’APP per smartphone PianoLink per studenti di pianoforte.

Noleggio tenda e pernottamento: Noleggio tenda completa (per 4 persone) + materassini: 180€ Posto in tenda condivisa (max 4 persone) + materassino: 30€
Ingresso e pernottamento (all’aperto) o in palazzina (al chiuso) con proprio sacco a pelo: 15€

Prenotazioni: Alle prime 40 prenotazioni di pernottamento sarà data prelazione sulle cuffie per il concerto dell’alba – Piano City Milano 2018.
prenotazione pernottamento: info@bagnimisteriosi.com– tel. 02 8973 1800
prenotazione concerto (ingresso dalle h 4.00): info@pianocitymilano.it – tel. 366 9771338


LEAVE A REPLY