In scena (1° edizione)

Dal 6 luglio al 8 settembre in 23 tra musei, abbazie e siti archeologici del Lazio

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In Scena
Foto di Riccardo Caselli

Dal 6 luglio al 8 settembre, 23 tra musei, abbazie e siti archeologici del Lazio saranno invasi, attraversati, vissuti con l’obiettivo di valorizzare il nostro patrimonio culturale tramite un ricco calendario di appuntamenti, 52 in totale, tra teatro, danza e performance. Il Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, nell’ambito di ArtCity 2018 apre con la prima edizione della rassegna In scena, con la cura affidata ad Anna Selvi, direttore dell’ufficio per il teatro e la danza, un dialogo a tre voci che coinvolge artisti, pubblico e luoghi che saranno in alcuni casi contenitori, in altri scenario, in altri ancora partecipi alla creazione, in un flusso continuo di pensiero, elaborazione ed anche emozione. Una valorizzazione del patrimonio culturale che approda ad un’inedita prospettiva di esplorazione, a nuove geografie di riflessione che dalla storia si muove, attraverso la creazione artistica contemporanea, verso la realizzazione di un’unica e personale fruizione. Gli artisti coinvolti nel progetto rappresentano la poliedricità e vivacità del panorama teatrale italiano in uno sguardo trasversale che attraversa le generazioni e gli stili. Diversa sarà la maniera di appropriarsi degli spazi e di rielaborarli.

Per il Teatro, sono autori e narratori, sono interpreti e traduttori del nostro sociale: Marco Paolini in Tecno-FilòTechnology and me riflette sull’evoluzione tecnologica e sui conseguenti cambiamenti o stravolgimenti nella vita di tutti i giorni e Ascanio Celestini in Storie e controstorie improvvisa e intreccia micro racconti per delineare il profilo sfaccettato del nostro Paese. Rito sonoro che, attraverso una precisa partitura ritmica, rievoca le potenze arcaiche della natura, Bello Mondo sono i versi straordinari di Mariangela Gualtieri, anche interprete, accompagnata dal violoncellista Stefano Aiolli. Divertente e tragico, doloroso e ridicolo, L’apparenza inganna il capolavoro di Thomas Bernhard, spettacolo Premio Ubu per la regia a Federico Tiezzi nel 2000, vede nella parte degli anziani pensionati Sandro Lombardi e Massimo Verdastro, due grandi interpreti del teatro italiano.

In Kriminal Tango, recital firmato da Fanny & Alexander, con Marco Cavalcoli e con l’Orchestrina Bluemotion, un emblematico intrattenitore mette in luce, suo malgrado, le contraddizioni dei nostri tempi attraverso l’interpretazione o le storpiature delle canzoni di Fred Buscaglione. Due fratelli gemelli, due modi diversi di vivere le fragilità e le passioni, e un unico luogo d’incontro: la cucina. Pasticceri – io e mio fratello Roberto, uno spettacolo di Roberto Abbiatie Leonardo Capuano che può coinvolgere l’intera famiglia. 

Ricerca gestuale che indaga ogni piega dell’anima e se ne fa interprete, fusione di danza – musica – spazio per creare trame emotive e simboliche, Bach Dance Suites, coreografia di Virgilio Sieni apre la rassegna In scena e la sezione Danza. In Double Points: HELL, uno studio sull’Inferno che Emio Greco e Pieter C. Scholten – ora alla guida del Ballet National de Marseille – hanno creato su invito del Festival d’Avignone (2006), una ballerina fronteggia un’ombra, un suo doppio, in una tensione che esplode in violenza e sensualità. Omaggio al mar Mediterraneo, viaggio attraverso la musica dei Paesi che vi si affacciano, Mediterranea di Mauro Bigonzetti con i Solisti e il corpo di ballo Daniele Cipriani Entertainment, vuole essere un simbolo di unione tra le diverse culture. Sono accumunati in una stessa serata per la ricerca che entrambi svolgono sul rapporto tra organizzazione dello spazio e movimento: In a Landscape di Daniele Albanese_compagniastalkerè sviluppato in relazione al suono inteso come eco o frammento di personaggio, mentre Il colore si fa spazio del Gruppo Nanou affronta luce e cromatismo come strumento per articolare lo spazio dell’attività performativa. In Carmina Burana, con la coreografia e regia di Mauro Astolfi di Spellbound Contemporary Ballet, il tappeto sonoro che mixa Carl Orff alle partiture di Antonio Vivaldi e Aleksandar Sasha Karlic, fa da contraltare alla potenza narrativa della danza.

Nella programmazione di In scena anche lavori con una matrice più performativa come La Ballata del vecchio marinaio in cui Samuel T. Coleridge è rivisitato con una scansione ritmica che coniuga la parola al verso e la musica alle immagini nel lavoro di Fortebraccio Teatro, voce Roberto Latini e musiche originali Gianluca Misiti. Roberto Abbiati è protagonista di Una tazza di mare in tempesta, un’installazione per 20 spettatori ogni 45 minuti, in cui il Moby Dick di Melville diventa espediente per evocare gli spazi sconfinati del mare. Una serata di milonga, un invito per ballerini e pubblico, Dance Dance DanceUna Milonga speciale del Gruppo Nanou sono rapidi intermezzi che si intromettono nell’agire abitudinario. Sistema coreografico pensato per un numero variabile di ballerini, con regole precise per creare un moto perpetuo di movimento Bermudas di MK, ideazione e coreografia Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale Danza di Venezia, è ispirato dalle teorie del caos, dalla generazione di insiemi complessi a partire da condizioni elementari.

In scena presenta in questa sua edizione anche site specific realizzati appositamente per i luoghi della cultura che li ospitano. Parole dal museo, metamorfosi e altre storie di e con Marco Cavalcoli e Lorenzo Gioielli è una raccolta di letture tratte da Ovidio e altri autori per scoprire il Museo di Formia e lasciarsi ispirare dalle storie della collezione, dai suoi spazi e dalle sue opere.

Prélude à l’après-midi d’un faune a cura di Daniele Cipriani con la coreografia di Amedeo Amodio è pensato per il Museo Giacomo Manzù di Ardea, dal 1981 luogo dei tesori scultorei dell’artista Giacomo Manzoni che ha disegnato le scene de L’après-midi d’un faune nella versione coreografica di Amedeo Amodio, nell’anno in cui ricorre il centenario della morte di Claude Debussy.

Il Polo Museale del Lazio ospiterà anche alcune Compagnie in residenza per la realizzazione di progetti in spazi specifici.

Odisseo – viaggio nel teatro, uno degli spettacoli-manifesto del Teatro del Lemming, è un percorso sensoriale che prevede l’accesso di un gruppo limitato di 33 spettatori a replica. Ambientare Odisseo in un luogo del mito come Sperlonga e il Museo Archeologico Nazionale con la sua area archeologica, nello scenario della cosiddetta riviera di Ulisse, è una straordinaria occasione per un pubblico adulto di rivivere la storia mitica che attraversa anche la natura e il paesaggio del borgo antico. La Residenza teatrale costituita da un periodo di prove (tre giorni) è necessaria all’adattamento dello spettacolo nei luoghi naturali e nell’area archeologica, e sarà accompagnata da un laboratorio, I Cinque Sensi Dell’attore, aperto a chiunque desideri realizzare un’esperienza teatrale legata ai sensi.

Accademia degli artefatti nell’ambito della residenza creativa presso Palazzo Altieri ad Oriolo Romano, realizzerà il primo volume di La Storia Del Teatro In Volumi – Teatro Greco, in cui ogni volume intende essere un passo indietro nello studio di cosa è stato lo spettacolo dal vivo, e un passo in avanti nell’immaginazione di un suo paesaggio futuro. La residenza è pensata come laboratorio aperto a studenti universitari, attori, performer, danzatori, cantanti, spettatori curiosi invitati in un viaggio fantascientifico tra i linguaggi e le forme e le voci dello spettacolo dal vivo.

Io provo a volare è una drammaturgia originale di Gianfranco Berardi (regia Gabriella Casolari), che a partire da cenni biografici e dalle canzoni di Domenico Modugno, racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia pronti, sull’onda del mito, ad affrontare ogni peripezia per realizzare il sogno di diventare artisti. Inoltre il Museo delle Navi Romane di Nemi sarà anche la sede di un periodo di residenza in cui la compagnia terrà il laboratorio I figli della frettolosa per non vedenti e vedentiper affrontare il tema della diversità, della crisi e della perdita, sia come racconto autobiografico di una esperienza personale sia come metafora di una condizione esistenziale.

Prende avvio inoltre Art City per i bambini, a cura di Casa dello Spettatore, con 7 appuntamenti per altrettanti siti del Polo Museale del Lazio. Il progetto, destinato a un pubblico giovane (dai 3 ai 10 anni), prevede l’applicazione della metodologia della didattica della visione per gruppi di 20 bambini, attraverso tre momenti: visita al sito, un incontro introduttivo allo spettacolo, la visione dello spettacolo. L’esperienza della visita ai musei e la visione di spettacoli pensati per questa fascia d’età, intendono attivare nei giovani un processo di conoscenza e di crescita sia dal punto di vista cognitivo che emotivo.

www.art-city.it

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