Teatro Cantiere Florida (Firenze): ecco la nuova stagione 2018/2019

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Teatro Cantiere Florida È sul corpo, e intorno a esso, che le pratiche discorsive — pubbliche, giornalistiche, finanche private — sembrano oggi svilupparsi. Il corpo del migrante ha attraversato la recente campagna elettorale e ne ha determinato gli esiti. Il corpo della donna è al contempo oggetto di antistorici tentativi di controllo e protagonista di importanti processi di liberazione. Il corpo del detenuto, dell’emarginato, del diverso, dello straniero, sono territorio quotidiano di sfida e lotta. Mettere al centro dell’attenzione il corpo e la sua materialità può quindi apparire una mossa pericolosa e controproducente, quasi la superflua messa in risalto di un elemento già troppo narrato. E tuttavia è proprio nel tentativo di decolonizzarlo dalle sovrastrutture — spesso illusorie fake news — che su di esso vengono erette, che scegliamo — come artisti e operatori — di porre l’attenzione sui corpi: per rivendicare il fatto che contano. Tutti. Nessuno escluso.

Giunto al suo sesto anno, il progetto di multiresidenza FLOW Florida Now membro di R.A.T Residenze Artistiche Toscane e di Quadrato, lecosistema teatrale toscano che coinvolge anche Giallo Mare Minimal Teatro, Catalyst e Teatro Popolare d’Arteaccoglie la sfida imposta dalla contemporaneità e dalle sue aporie e fa proprio il titolo di un celebre saggio di Judith Butler, nell’inesausto tentativo di ridiscutere idee e affermazioni, opinioni e pregiudizi che nei corpi trovano fertile terreno. Luogo per eccellenza in cui costruire una comunità che sembra poter resistere anche quando lo spettacolo è terminato, il teatro è linguaggio capace di aprire una fessura nel pensiero comune, instillare dubbi, suscitare interrogativi. E i venti titoli in cartellone — spaziando dalla nuova drammaturgia al teatro canzone, dalle proposte di danza al teatro di regia — cercano di offrire nuove prospettive su pagine di storia ormai dimenticate, sulle fiabe più celebri, sui grandi classici della letteratura teatrale, sul tema dell’educazione, sui miti fondativi di un popolo, sulla diversabilità.

Grazie al sostegno della Regione Toscana, della Città Metropolitana di Firenze, del Comune di Firenze, la multiresidenza FLOW nelle sue tre anime — Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Versiliadanza, Murmuris — abita il Teatro Cantiere Florida e il Quartiere 4 con la volontà di porre domande, più che di dare risposte. E minare così le certezze, spesso fragili, su cui l’attuale dibattito sui corpi sembra essersi arenato.

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STAGIONE PROSA

A inaugurare la stagione 2018/2019 del Teatro Cantiere Florida venerdì 26 e in replica sabato 27 ottobre sarà Licia Lanera, ex Compagnia Fibre Parallele. Regista e attrice, vincitrice di prestigiosi premi, Licia Lanera si è formata tra gli altri con Ricci/Forte, Eimuntas Nekrosius e Luca Ronconi, e al Cantiere Florida presenterà la sua prima drammaturgia THE BLACK’S TALES TOUR. Partendo da cinque fiabe classiche — La sirenetta, Scarpette rosse, Biancaneve, La regina delle nevi e Cenerentola — spogliate della loro parte edulcorata e consolatoria, Lanera firma una scrittura originale in cui le icone delle fiabe piano piano si sgretolano, fino a diventare una realtà feroce e fallimentare. Lo spettacolo racconta incubi notturni e storie di insonnia, per parlare di alcune donne, delle loro ossessioni, delle loro manie, delle loro paure.

Venerdì 16 e sabato 17 novembre, l’attrice vincitrice del David di Donatello Elisabetta Pozzi ci condurrà in una delle pagine più clamorose del Novecento, il genocidio Armeno, nello spettacolo UNA BESTIA SULLA LUNA. Messo in scena in tutto il mondo, vincitore di cinque premi Molière in Francia, questo testo di Richard Kalinoski parla di esilio e rifugiati attraverso la storia di Aram Tomasian, fuggito dal genocidio Armeno in cui sono stati assassinati tutti i membri della sua famiglia. Rimasto orfano, vuole ricostruirsi una famiglia in America e sposa per procura una giovane Armena, Seta. Ne nascerà una storia d’amore difficile, in bilico tra conflitti e silenzi, tradizione e voglia di cambiamento, narrata in forma di ricordo attraverso le parole del figlio adottivo, oramai settantenne, Vincent. In occasione dello spettacolo sarà allestita nel foyer del teatro, dal 7 al 17 novembre, la mostra Della mia dolce Armenia a cura di Andrea Ulivi: una collezione di immagini fotografiche raccolte in dieci anni di collaborazione tra Versiliadanza e la compagnia armena Small Theatre / NCA.

Venerdì 7 dicembre la compagnia fiorentina Sotteraneo ritorna sul palco del Florida dopo una tournée europea con lo spettacolo vincitore del Best of Be festival Tour 2016 OVERLOAD. Fra distrazioni di massa e mutazioni digitali, ci muoviamo immersi in un ambiente aumentato dai media. Sovrastimolati e sovraccaricati dalle informazioni, viviamo in uno stato di allerta continua che gli antichi conoscevano solo in battaglia. Overload mette in scena lo scrittore americano David Foster Wallace nell’atto di pronunciare un discorso che assume presto la struttura di un ipertesto dove link improvvisi innescano possibili azioni e immagini. Il discorso di Wallace rischia di non compiersi mai, frantumato da un sistema di salti superficiali e interruzioni: è possibile usare questo stato confusionale per una riflessione sull’ecologia dell’attenzione?

Venerdì 14 dicembre la compagnia faentina Menoventi, vincitrice del premio Lo Straniero, del premio Hystrio-Castel dei Mondi e del premio Rete Critica, affronta con humour, nello spettacolo DOCILE, temi quale la disoccupazione, la precarietà, le angosce quotidiane legate alle relazioni. La pièce narra la storia di un disagio sociale, quello dell’insicura Linda Barbiani (Consuelo Battiston), afflitta da salute instabile, problemi nel trovare lavoro e da un’inguaribile solitudine relazionale.

Il 2019 in prosa si apre venerdì 18 gennaio con La classe, il ‘docupuppets per marionette e uomini’ di Fabiana Iacozzilli. Vincitore del bando di residenze interregionali CURA 2018, finalista ai Teatri del Sacro 2017, finalista al premio per le arti sceniche Dante Cappelletti 2018, questo spettacolo nasce da un’indagine sui ricordi dell’infanzia che l’autrice ha deciso di intraprendere a trent’anni di distanza intervistando i suoi ex compagni di classe. Realizzando così uno spettacolo dove gli alunni sono interpretati da pupazzi in mano a un misterioso deus ex machina e che ruota intorno a una domanda: «che cosa ci facciamo con il dolore?».

Venerdì 1° e sabato 2 febbraio Alex Cendron in FUCK ME(N) Studi sull’evoluzione del genere maschile con la regia Carlo Compare. Tre autori — Massimo Sgorbani, Giampaolo Spinato, Roberto Traverso — scrivono di maschilità: la maschilità eterosessuale, quella ‘integrata’, quella data per ‘positiva’, quella che produce, che è riconosciuta come ‘bene’, come ‘potente’, come qualcosa che ancora guida le sorti del mondo. Tre storie che compongono un unico quadro, un’unica musica, un unico grido di battaglia (o di dolore). Alex Cendron incarna tutti e tre i protagonisti restituendo un’unica storia, quello di un uomo che resiste alla debolezza fino a schiantarsi.

Martedì 19 e mercoledì 20 febbraio (presentato anche in matinée per le scuole secondarie di secondo grado) Elsinor Centro di Produzione Teatrale presenta I promessi Sposi di Alessandro Manzoni nell’adattamento e regia di Michele Sinisi. «Mettere in scena uno dei pilastri della nostra cultura», racconta Sinisi, «significa assumersi la responsabilità di lavorare su materiale conosciutissimo, di fare i conti con i grandi maestri del passato, ma anche, e soprattutto, di condividere con il pubblico un immaginario comune, ricreando quasi un rito collettivo, inserendo contaminazioni con la cultura pop, abiti moderni, richiami all’attualità, allusioni, tradimenti e incursioni meta teatrali». E così troviamo una Lucia sempre in fuga sui roller blade, un Fra Cristoforo clochard, una coppia di Bravi degni delle peggiori discoteche trash, un Don Rodrigo femminile in completo verde.

Venerdì 12 e sabato 13 aprile torna a calcare il palcoscenico del Cantiere Florida Gennaro Canavacciuolo, uno degli ultimi eredi della grande scuola teatrale-attoriale legata ad Eduardo De Filippo, con il quale si è formato, cui è affidata la chiusura della stagione con ALLEGRA ERA LA VEDOVA? One man show per una miliardaria. Un capriccio scenico interpretato dal versatilissimo attore e cantante che rivisita lo spirito dell’operetta La Vedova Allegra di Lehàr.

Anche quest’anno, infine, il Teatro offre una variegata selezione di spettacoli per l’infanzia e la gioventù, inseriti nel cartellone de Le Chiavi della Città e nella rassegna domenicale Il Florida dei Piccoli. Apre la rassegna Giallo Mare Minimal Teatro domenica 11 novembre, alle 16:30 e lunedì 12 novembre, alle 10:00 con LA REGINA DELLE NEVI — BATTAGLIA FINALE, mentre l’appuntamento per le feste è domenica 16 dicembre, ore 16:30 e lunedì 17 dicembre, ore 10.00 con BAM!BAM! TEATRO in PINOCCHIO. Il cartellone per i più piccoli prosegue nel 2018 con Officine della cultura | Compagnia Luca Ronga in PICCOLO lunedì 21 e martedì 22 gennaio, ore 10.00; con la Compagnia TPO in COLORS domenica 27 gennaio, ore 16:30 e lunedì 28 e martedì 29 gennaio, ore 10.00; Teatro del buratto in BECCO DI RAME domenica 10 febbraio, ore 16:30 e lunedì 11 febbraio, ore 10.00; Rosso Teatro / Atelier Teatro Danza in IL PAESE SENZA PAROLE lunedì 4 e martedì 5 marzo, ore 10.00; Rodisio in ODE ALLA VITA lunedì 11 e martedì 12 marzo, ore 10.00; Teatro delle apparizioni in IL TENACE SOLDATINO DI PIOMBO domenica 17 marzo, ore 16.30 e lunedì 18 marzo, ore 10.00.

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STAGIONE DANZA

Voltandosi indietro e assaporando una certa sensazione di meraviglia, ci accorgiamo che questi anni di multiresidenza FLOW Florida Now — afferma Angela Torriani Evangelisti, direttrice della stagione danza hanno creato disegni inaspettati, ramificazioni smeraldine, scenari non previsti… Il ‘contentarsi’ non è vocabolo consono al nostro agire e l’impegno da perseguire non accetta inflessioni, ma la chiusura di questo secondo triennio di residenza fa anche scaturire una cristallina percezione e un positivo turbamento su come molti aspetti, forme e cose si siano andati sviluppando e configurando oltre ogni nostra aspettativa, previsione o tentativo di mirabile disegno. La stagione danza 2018/19, con due appuntamenti di prosa contaminati dal lavoro sul corpo, assume l’aspetto di un ordinato coacervo che raccoglie molti degli incontri di questi anni: essere produttori, ma anche ‘casa della danza’ con il preciso compito di accogliere artisti in residenza, accompagnarli nel loro percorso, decidere di coprodurli o semplicemente programmarli, lavorare per un territorio e per la formazione del pubblico in maniera differenziata e transgenerazionale, essere un ponte tra i nomi di riferimento della scena contemporanea nazionale e internazionale e le generazioni emergenti e strutturare collaborazioni di alta rilevanza. Versiliadanza lavora inoltre da anni a percorsi di formazione e integrazione sociale sul territorio.

Il calendario della stagione danza di FLOW, inaugura sabato 10 novembre con l’evento unico HEY MEN! A Men Concert, con protagonisti Andrea e Luca Serrapiglio. La loro musica, che a partire dal 2007 accompagna anche le creazioni di Leonardo Diana, artista stabile di Vesrliadanza, spazia dal contemporaneo all’elettronica; Luca è saxofonista e clarinettista basso, Andrea, oltre al suo violoncello, costruisce alcuni dei suoi strumenti utilizzando anche il ‘riciclo creativo’, entrambi sempre alla ricerca di nuovi media, ricorrendo a microfoni a contatto, kinect e computer per suonare live electronics. La serata vede sul palco del Florida il duo in un concerto accompagnato da interventi danzati di quattro autori che in questi ultimi anni sono stati vicini, in diverso modo, all’attività della Compagnia: Samuele Cardini, Salvo Lombardo, Tommaso Serratore oltre allo stesso Diana.

Venerdi 23 novembre con replica sabato 24 e matinée per gli istituti superiori, torna sul palco del Florida Marta Bevilacqua di Arearea insieme a Leonardo Diana con NARCISO_IO, frutto di una coproduzione tra le due compagnie. Affrontando il tema del narcisismo, lo spettacolo riflette su temi attuali e impellenti, come l’ossessione dell’immagine e dell’autoreferenzialità.

Segue il focus YOUNG & BEAUTIFUL PART ONE, primo appuntamento (mercoledì 5 dicembre) con alcuni degli autori che hanno ‘attraversato’ in residenza lo spazio del Teatro Florida. Si avvicendano sul palco: Tommaso Serratore con il suo PASSENGER – IL CORAGGIO DI STARE e la Compagnia Dehors/ Audela di Salvatore Insana ed Elisa Turco Liveri con ENDLESS ENDING PROJECT. Nella stessa serata anche la presenza di uno degli artisti associati del nuovo Centro di Produzione Danza ContART/ DanceHAUS, Gloria Ferrari con l’assolo ? I amA, vincitore dello Internationales Solo Tanz Theater Festival 2017 di Stoccarda.

Martedì 18 dicembre festeggeremo la conclusione del venticinquesimo compleanno di Versiliadanza con una delle compagini con cui in questi anni ha maggiormente collaborato sia a livello produttivo che di condivisione di progetti di residenza: Occhisulmondo presenta UN PRINCIPE, titolo ispirato all’Amleto. In questo lavoro la parola, preponderante rispetto al linguaggio del corpo, viene a chiederci a cosa serva il teatro se il compito di questa società è distruggere l’animo umano e lo spirito degli uomini, sacrificando l’arte a vantaggio dell’economia di mercato. «C’è del marcio in Danimarca, c’è del marcio in Italia, c’è del marcio in questa società».

Il 2019 si apre, venerdì 11 gennaio, con il secondo appuntamento dedicato ad autori emergenti: YOUNG & BEAUTIFUL PART TWO prevede una doppia serata a firma Paola Corsi e Valentina Sechi. Paola Corsi presenta GLI OSPITIDIARIO CLINICO DELLA SIGNORINA F. sulla difficoltà di accettazione degli aspetti più critici della propria personalità e sul tentativo di armonizzarli in un tutto, mentre Valentina Sechi con RETABLO – IL MIO VESTITO E’ APPESO LÀ!, si addentra nell’affascinante figura dell’artista Frida Kahlo. Entrambe le autrici, che collaborano insieme da alcuni anni, attraversano il linguaggio della danza e del teatro con un sapiente utilizzo della voce per trasportarci in un universo dove l’azione teatrale è preponderante rispetto alla pura coreografia.

Sempre a gennaio, venerdì 25 con replica sabato 26, il nuovo lavoro W MARIA! A Women Symphony di Samuele Cardini, nato lo scorso agosto in occasione del progetto SUD.O.RE. e delle celebrazioni per la Vara di Messina. «W Maria!» è il grido che unisce migliaia di persone durante la processione della Vara, un grido ‘pop’, che ha portato l’autore a voler prendere come spunto di riflessione la figura di Maria, trasportandola in una dimensione contemporanea, tra sacro e profano.

Febbraio vanta la presenza dello spettacolo vincitore del Premio Danza&Danza come Migliore Produzione 2017 oltre al vederci coinvolti in un progetto di formazione molto più ampio realizzato con Oriente Occidente di Rovereto e i partner del progetto europeo ImPArt. Sulla scena dunque sabato 9 febbraio il folgorante e poetico BAD LAMBS di Balletto Civile | Michela Lucenti. «Bad Lambs esplora ciò che possiamo fare quando abbiamo perso tutto: racconta la guerra che l’umanità affronta affinché la morte diventi tragedia». Nei giorni a seguire (10 – 15 febbraio) sarà realizzato un laboratorio di formazione intensivo condotto da Michela Lucenti, Maurizio Camilli, Aristide Rontini, Andrea e Luca Serrapiglio, Angela Torriani Evangelisti nell’ambito del progetto europeo ImPArt – Performing Arts redesigned for a more immediate accessibility promosso da Sommertheater Pusteblume e.V., Oriente Occidente/ CID, Synergy of Music Theatre, Small Theatre/ NCA. Le quattro organizzazioni artistiche (provenienti da Germania, Grecia, Italia e Armenia) si uniscono con lo scopo di creare performance inclusive, realizzate da artisti abili e non, che lavorano insieme all’interno di un processo formativo e creativo multidisciplinare teso allo sviluppo di un linguaggio artistico altamente fruibile.

Chiude la stagione danza Francesca Lettieri, coreografa e docente fondatrice di Adarte, a cui è affidato il percorso di alta formazione LaborAzione 2019 realizzato con gli studenti del R.O.S. Research Open Space diretto da Samuele Cardini / Opus Ballet Centro Coreografico. L’artista senese oltre a una parte realizzata, come di consuetudine, con gli studenti del R.O.S. e altri danzatori in alta formazione, presenterà l’anteprima del suo assolo VORTICE#1 (domenica 24 febbraio).

Versiliadanza è inoltre membro di IN-BOX – rete di sostegno per la circuitazione del nuovo teatro; lunedì 4 febbraio, in matinée per le scuole superiori, ospiteremo lo spettacolo IT’S APP TO YOU di Bahamut Teatro: vincitore dell’edizione 2018 del premio, lo spettacolo è un compendio, tra teatro e danza, al mondo del virtuale.

Per i licei artistici e gli istituti superiori saranno inoltre presentati venerdì 23 novembre, NARCISO_IO e giovedì 28 febbraio WOMAN BEFORE A GLASS. Intorno a Peggy Guggenheim di Laboratori Permanenti.

Nelle proposte domenicali di teatro-ragazzi da segnalare la presenza della Compagnia Arearea con PLAY WITH ME di Marta Bevilacqua (domenica 25 novembre ore 16:30) e NEVERLAND (domenica 2 dicembre ore 16:30). Nel programma Le Chiavi della Città cinque le proposte di danza in matinée (ore 10:00): #TESTADILEGNO di Alberto Munarin, artista associato della Compagnia veneta Ersiliadanza (lunedì 26 e martedì 27 novembre), NEVERLAND (lunedì 3 dicembre) e PIERINO E IL LUPO di Versiliadanza (martedì 9 gennaio), Il CARNEVALE DEGLI ANIMALI di Ilenia Romano e Ivano La Rosa, una produzione Scenario Pubblico – CZD Centro di Produzione della Danza (martedì 26 febbraio), CAPPUCCETTO ROSSO della Compagnia Giardino Chiuso (martedì 2 e mercoledì 3 aprile).

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MATERIA PRIMA

Materia Prima 2019 è un atto d’amore. Ce n’è bisogno. Di teatro, di ascolto reciproco, di gentilezza, di tempo condiviso, di solidarietà. Non di evasione, ma di pensiero, non di fughe, ma di approfondimenti.

Materia Prima è, come ogni anno, più di una rassegna. Vuole essere un progetto, una presenza, un percorso attraverso la narrazione di antichi miti, di vicende di cronaca, di riletture audaci di classici o di drammaturgia originale. Materia Prima è un atto d’amore verso il pubblico che ci segue, verso gli artisti che da noi trovano casa e verso il territorio in cui Materia Prima si intreccia.

Quattro i titoli di marzo e ad aprile Materia Prima prosegue all’interno di Middle East Now, il prestigioso festival di cinema, che, per il secondo anno, ospiterà la presenza teatrale pensata da Murmuris in omaggio alla cultura mediorientale. Tutti i giovedì di marzo, come ormai consuetudine, Murmuris porterà al Teatro Cantiere Florida alcuni tra gli artisti più significativi del panorama contemporaneo, con un’attenzione speciale alle donne, al loro lavoro di registe e drammaturghe come Marta Cuscunà e attrici come Gaia Saitta, scrittrici come Concita De Gregorio, ma anche dando spazio alle tragiche vicende di cronaca, come quella di Irene Lucidi. Attenzione e spazio alle compagnie emergenti, grazie al sostegno a In-Box, il premio che consente una circuitazione vivace e un vitale confronto con il pubblico. Pubblico che sempre è tra gli ambiti di attenzione di Murmuris grazie al progetto Casateatro che, giunto ormai al sesto anno di vita, ha visto centinaia di spettatori coinvolti nei percorsi di educazione alla visione consapevole e attiva. Casateatro corre parallelo a Materia Prima e occupa il Teatro Cantiere Florida con incontri tra pubblico, artisti e operatori, con prove aperte e dibattiti, nel tentativo di estirpare un’idea di spettacolo come prodotto da fruire e consumare, a favore del teatro come processo di creazione partecipata all’interno di una comunità creativa di cui anche lo spettatore, come la città e tutti i cittadini, fa parte.

Murmuris persegue da anni con forza l’idea che il Teatro sia specchio alla vita e debba rimandarne un’immagine più vera, incisiva, così forte da propagarsi oltre i confini del palcoscenico e della platea, fino a invadere la nostra quotidianità e i nostri spazi, migliorando noi e migliorando la società. Per questo amiamo tornare a cercare artisti che ha seguito negli anni, di cui ha osservato l’evoluzione insieme al pubblico che attende di capire dove porterà il percorso artistico di quell’attore o quel regista. Roberto Latini è stato con noi fin dai tempi del Teatro Everest e ora torna in Materia Prima a offrirci il suo Pirandello.

La rassegna si apre il giovedì 7 marzo con MI SA CHE FUORI è PRIMAVERA. Lo spettacolo, tratto dall’omonimo libro di Concita De Gregorio, regia di Giorgio Barberio Corsetti, in scena Gaia Saitta, racconta la tragica vicenda di Irene Lucidi, vittima, con le sue figlie, della follia del marito, portata in scena attraverso una particolare tecnica di coinvolgimento del pubblico. Ci troviamo di fronte a un ritratto di una donna dei nostri giorni che, di fronte ad un’esperienza che porta i tratti antichi della tragedia greca, riesce a ricucire i pezzi della sua vita e di sé stessa.

Giovedì 14 marzo torna il premio Ubu Roberto Latini con Sei. E dunque perché si fa meraviglia di noi? spettacolo nato dalla rivisitazione di Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello. A rendere questo testo così originale anche le musiche che portano la firma di Gianluca Misiti, e la straordinaria prova attoriale di PierGiuseppe Di Tanno. Quest’opera eccezionale è una nuova tappa di un percorso nel teatro del Novecento, in un lavoro che affonda nella sensibilità di un solo attore in scena: PierGiuseppe Di Tanno, che Latini aveva già scelto tra quasi cinquecento candidati under 35 per un laboratorio/produzione organizzato la scorsa primavera dal festival Orizzonti di Chiusi.

La rassegna continua giovedì 21 marzo quando ospiterà il vincitore del premio In-box 2018, spettacolo tratto dai testi Angelo della gravità e Le cose sottili nell’aria di Massimo Sgorbani dal titolo LO SOFFIA IL CIELO. Un atto d’amore con Cinzia Spanò e Francesco Errico. In questo adattamento drammaturgico, firmato da Stefano Cordella sua anche la regia — i protagonisti del testo sono una madre e un figlio ai tempi della società dei consumi e delle immagini. Lei chiusa in casa e teledipendente, lui considerato ‘strano’ e con grosse difficoltà relazionali, soprattutto con le donne. Due personaggi che rispecchiano le problematiche e le fragilità della società in cui viviamo.

Materia Prima si chiude giovedì 28 marzo, con la nuova produzione di Marta Cuscunà Il canto della cadutA, che attraverso l’antico mito di Fanes vuole portare alla luce il racconto perduto di come eravamo, di quell’alternativa sociale auspicabile per il futuro dell’umanità che viene presentata sempre come un’utopia irrealizzabile. E che invece, forse, è già esistita. Il canto della caduta prevede la presenza in scena di personaggi meccanici progettati e realizzati dalla scenografa Paola Villani e si inserisce in una tradizione di teatro visuale che scardina l’immaginario legato a questo settore, proprio con la scelta di utilizzare per la movimentazione alcune tecnologie comunemente applicate all’industria.

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