Goldoni al bivio

Due attrici indagano il rapporto di amore-odio del drammaturgo quattrocentesco verso i personaggi femminili

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Dame di GoldoniLa Casa Teatro Ragazzi sa come stupire: senza la necessità di un pretesto qualunque, come una ricorrenza o un anniversario legato alla figura di Carlo Goldoni, riunite nella Sala Piccola della Casa torinese Daniela De Pellegrin e Maura Sesia ne raccontano la vita e l’opera, dal punto di vista dei suoi personaggi femminili.

Un pretesto minimo per portare in scena questa “conferenza-spettacolo”, come viene presentata, si può tuttavia riconoscere nella domanda che De Pellegrin e Sesia si sono poste cominciando ad imbastire la recita: come raccontare Goldoni?

La sfida intellettuale che le due attrici hanno affrontato le ha poste di fronte a un bivio: per raccontare il genio del drammaturgo veneto è meglio ricostruire il percorso filologico e letterario che ha portato alla sua consacrazione con La locandiera, o celebrarne la cospicua eredità portando in scena sprazzi delle sue 200 e più commedie?

Dame di Goldoni – La locandiera impossibile è uno spettacolo che rinuncia a grandi scenografie e grandi artifici tecnici. La baracca delle due commedianti, allestita da Claudia Martore, e l’alternanza luce-buio diretta da Renato Cavallero non tolgono niente alla vera natura scenica dell’operazione De Pellegrin-Sesia: due non-personaggi che si contendono il palcoscenico, tirando ora in direzione dell’improvvisazione e dell’espressionismo istrionico, ora della rigidità accademica e della verità storica.

Una tensione tra intenti diversi che deve aver caratterizzato il rapporto con il teatro dello stesso Goldoni, che alla Commedia dell’Arte dovette la sua fortuna, ma della quale decretò la fine imponendo il testo scritto del copione. La sofferta relazione del drammaturgo con la sua opera viene raffrontata non a caso con il suo difficile rapporto con “la donna”: se la locandiera Mirandolina è stata considerata una femminista ante-litteram, Sesia e De Pellegrin fanno notare che dalle memorie firmate da Goldoni ne risulta piuttosto l’intenzione di rappresentare l’arrivismo e il cinismo del gentil sesso.

Ma è pur sempre a lui che si deve il superamento dello stereotipo del personaggio, tipico della Commedia dell’Arte. Che Carlo Goldoni stimasse i suoi tanti personaggi femminili o se li considerasse semplici tipi “umani” non è il tema di questa conferenza-spettacolo: d’altra parte, non si potrebbe raccontare Goldoni preferendo il testo (rigidità accademica e verità storica) al teatro (improvvisazione ed espressionismo) o viceversa, dal momento in cui fu lo stesso Goldoni a bandire i generalismi dalla letteratura teatrale.

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Dame di Goldoni – La locandiera impossibile

di e con Daniela De Pellegrin e Maura Sesia

costumi Daniela De Pellegrin

elementi scenografici Claudia Martore

audio e luci Renato Cavallero

musiche Niccolò Piccinni, Baldassare Galuppi, Antonio Vivaldi, Wolfgang Amadeus Mozart

voce di Goldoni si ringrazia Giorgio Lanza

dedicato alla memoria dell’attrice e giornalista Monica Bonetto

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