Il sogno dei clown

Cederna celebra l’affinità spirituale con Mozart, il personaggio che lo ha consacrato al teatro

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Mozart. Il sogno di un clown
Foto di Marcella Savino

Giuseppe Cederna racconta la vita e il Genio di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro Gobetti di Torino: l’incipit dello spettacolo che ha scritto e che interpreta può lasciare interdetti, se si accetta questa premessa, perché apparentemente Cederna si avvale della sua interpretazione del maestro austriaco nell’Amadeus, scritto da Peter Shaffer e approdato in quel di Roma trent’anni fa, soltanto per parlare di sé e del suo rapporto con il personaggio storico.

L’autobiografia comincia racconta del debutto come artista di strada del trentenne Cederna, per il quale Mozart ha prestato la propria musica in musicassetta, continua con il provino per l’agognata parte da protagonista e con le difficoltà nell’interpretazione, legate tanto a una tecnica attoriale acerba quanto alla complessità del personaggio. Una volta effettuato il transfert Cederna scompare, lasciando il palcoscenico alla sua evocazione di Mozart – un mistero, come lo avrebbe definito il biografo Wolfgang Hildesheimer.

Immedesimarsi in Amadeus mentre tentava di risolvere questo mistero inestricabile, sembra raccontarci Cederna, ha significato scoprire e risolvere il mistero più piccolo della propria stessa identità. Trent’anni dopo, nel nuovo allestimento che vede alla regia Ruggero Cara ed Elisabeth Boeke, l’accompagnamento al pianoforte di Sandro D’Onofrio, scenografie di Francesca Sforza, costumi di Alexandra Toesca e Paolo Latini alle luci, l’egocentrismo dell’attore romano che si improvvisa autobiografo sfuma quindi nella cronaca biografica del genio burlone, prestandosi anzi come elemento di paragone con l’identità ben più sofferta di Mozart.

Lo scherzoso ripresentarsi del maestro in momenti chiave della vita e della carriera di Giuseppe Cederna non è che un altro astuto espediente per dimostrarne la geniale diversità, per raccontarne le vicende e mitigare i suoi numerosi lati oscuri. Il sogno di un clown, infine, è il sogno che accomuna un clown di professione come Cederna, approdato a teatro proprio calandosi nei panni di Mozart, e un clown per vocazione come lo stesso Mozart, il cui approccio semplice e leggero alle questioni della vita ha sempre fatto da sfondo alla sua opera insostituibile.

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Mozart. Il sogno di un clown

di e con Giuseppe Cederna

regia Ruggero Cara, Elisabeth Boeke

musiche dal vivo Sandro D’Onofrio

scenografia Francesca Sforza

costumi Alexandra Toesca

luci Paolo Latini

Art Up Art in collaborazione con Teatro Franco Parenti

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