Cirko Vertigo in “Müller Kabaret”

Andato in scena al Café Müller, Torino

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Cirko VertigoUna manciata di giorni a Natale e Torino è fantastica. La passeggiata da Piazza Castello al Café Müller, praticamente dietro alla stazione di Porta Nuova, è già di per sé uno spettacolo. Moltissime persone che invadono Via Roma, sia sotto i portici che nella strada centrale, oramai diventata pedonale, ed è quasi difficoltoso muoversi. Sembra di essere a Venezia nei giorni del Carnevale. Ma il clima è festoso, allegro, tantissimi bambini, teatranti e suonatori di strada si contendono i capannelli di persone che subito si creano, costretti dalla marea e l’albero natalizio, posizionato quest’anno vicino al Caval ‘d Brons, è tutto un effetto di luci e colori. Nessun rimpianto per i vecchi pini che, passata la festa, venivano abbandonati in qualche discarica. Qui c’è anche il calendario di Luzzati, che da un po’ di anni scandisce quanto manca al Natale ed ogni giorno apre una finestrella nuova. È con questo luccichio negli occhi e nel cuore, usiamo questo termine grondante retorica ma è il periodo, che entriamo al Café Müller. Ci aspetta l’anteprima di questa nuova produzione natalizia di Cirko Vertigo, che resterà in questo teatro dal 21 dicembre al 6 gennaio.

L’idea è consona al luogo, si tratta di ricreare uno spettacolo di Cabaret di inizio secolo con gli attori del circo. Siamo al 16 Dicembre del 1939 come esordisce la capocomico, e la sala ricrea le atmosfere anni ‘40, un po’ alla Karl Valentin. C’è un’orchestrina favolosa che propone “un sound che intreccia lo Swing di Artie Shaw alle sonorità di Groucho Marx e Carmen Miranda”, alcuni personaggi capitati lì per caso ed altri che ci lavorano. Il pubblico è disposto a raggiera su sedie e panche. I costumi perfetti, che pudicamente vengono tolti quando occorre avere più libertà d’azione danno davvero l’idea che quei volteggi e quelle acrobazie che avvengono lì, davanti ai nostri occhi siano normali a dei comuni avventori oppure a delle signorine che vendono popcorn, che fanno da maschera al pubblico, e che noi stessi possiamo alzarci e fare due capriole così, giusto per provare. Sono momenti diversi di intensità e di emozione, quando l’omino dei cappelli propone le sue capacità, quando il tenente d’aviazione balla e si muove con grazia con la ragazza che si aggira tra i tavoli con il suo banchetto, quando le due amiche sedute a bere tè si muovono con sinuosità su pali cinesi e ed altre acrobazie. Il tutto inframmezzato dalle incursioni della capocomico con personaggi nuovi e divertenti. La suora, la promessa sposa, ed altri che creano un rapporto diretto con chi assiste e con chi è in scena. Tutti sono/siamo partecipi di quello che avviene e la nostra vicinanza tra la scena e il dietro le quinte ci permette di sentirci in qualche modo “coinvolti e artefici”.

La serata è stata anche l’occasione per una raccolta fondi a favore di un asilo a Samarcanda e trovo ci sia poca retorica quando i responsabili di questa associazione ci hanno spiegato, con poche parole, l’importanza del loro darsi da fare. A seguire banchetto e chiacchiere. Esco convinto, sempre di più, che questo modo di fare teatro, che lascia poco spazio alle parole e molto di più alla poesia del movimento, mi ha conquistato ancora.

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CREDITS

scritto e diretto da Paolo Stratta

con Luisella Tamietto, Davide Baldassarri, Valentina Padellini, Rio Ballerani, Justine Delolme, Daira Trujllo, Fernanda Lobo Martins, Paolo Starinieri, Alessandra Piccoli, Sandra Tuffanelli, Sara Pocovaz

costumi Carla Carucci

luci Massimo Vesco

rigging Rio Ballerani

musica dal vivo Bandakadabra

produzione Cirko Vertigo, coproduzione Associazione Qanat Arte e Spettacolo

 

 

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