Teatro dell’Opera di Roma, Daniele Gatti nominato direttore musicale

Dopo 9 anni il teatro romano torna ad avere un direttore musicale. Incarico triennale per Gatti in scena con Rigoletto

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Daniele Gatti
Foto di Yasuko Kageyama

Il Maestro Daniele Gatti è il nuovo direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma nominato dal Sovrintendente Carlo Fuortes con un incarico triennale che durerà fino al 31 dicembre 2021.

Dopo (ben) 9 anni il teatro lirico romano torna ad avere un direttore musicale affidando l’incarico al Maestro che al Costanzi ha già avviato una proficua collaborazione a partire dal 2016 con l’inaugurazione di stagione con il Tristan und Isolde, proseguito l’anno successivo con La damnation de Faust nel 2017 e ora con il Rigoletto che ha aperto la nuova stagione il 2 dicembre.

E se tre sembra essere il numero chiave di questa collaborazione, tre le inaugurazioni dirette, tre gli anni di incarico, tre i titoli che in veste di direttore musicale Gatti dirigerà a partire dalla stagione 2019-2020, è anche vero che la sua nomina era nell’aria ormai da diverso tempo.

Oggi è un giorno speciale: dopo tanti anni finalmente questo Teatro torna ad avere un direttore musicale, un grande direttore musicale – esordisce Fuortes presentando la nomina stamane in teatro – una nomina non certo improvvisata, ma che arriva alla fine di un percorso cominciato da diverso tempo. Quando nel 2015 sono stato confermato alla sovrintendenza del teatro ho subito pensato alla nomina di un nuovo direttore musicale che è il cuore del teatro, importante per l’orchestra e il coro. Ho subito pensato a Daniele Gatti: dopo tre inaugurazioni e un lavoro positivo riconosciuto da critica e pubblico con incassi quasi raddoppiati in quattro anni, anche grazie al lavoro del Maestro, gli ho proposto di assumere l’incarico di direttore musicale nel prossimo triennio. Proposta che lui ha accettato”.

Importante l’impegno di Gatti che a partire dalla stagione 2019/2020 si impegnerà a dirigere almeno (ma anche oltre) tre opere in cartellone oltre che a dedicarsi alla programmazione del teatro, in collaborazione con Alessio Vlad, direttore artistico, e a lavorare con orchestra e coro.

Non sono solo onorato, ma anche commosso e toccato dalle parole del mio Sovrintendente – esordisce con una certa emozione Gatti – Prima di conoscere Fuortes a Parigi in occasione del Macbeth, ero a conoscenza del lavoro che stava facendo in teatro all’insegna della produttività e della serietà. Accettammo di aprire la stagione del 2016 con Tristano: l’incontro con l’orchestra e il coro fu molto positivo tanto da suggerire anche inaugurazioni, poi è arrivata questa proposta per dare il via a una progetto che si è concretizzato adesso. All’interno di un teatro, la figura del direttore musicale è un pò come quella dell’allenatore che influenza tutti, l’orchestra ma anche il coro, i maestri collaboratori che lavorano ogni giorno alle diverse produzioni”.

Milanese, classe 1961, diplomato presso il Conservatorio Verdi di Milano, Gatti ha ricoperto ruoli di prestigio in tante diverse realtà internazionali, dalla Mahler Chamber Orchestra alla Royal Concertgebouw di Amsterdam collaborando continuativamente con tante importanti reali sinfoniche.

L’Orchestra è formidabile, mi sono trovato benissimo anche il Coro: il mio desiderio è che Roma possa contare su un teatro di qualità e di eccellenza – conclude Gatti che torna nella Capitale dopo aver ricoperto la la carica musicale ricoperta all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 1992 al 1997 – il mio impegno sarà costante, ma non pensiamo ora di delineare le strategie artistiche anche se credo di poter contare su un ampio repertorio, italiano, tedesco, francese: cercheremo di allestire la stagione variegata di cui necessita la città”.

Soddisfatta anche la sindaca Virginia Raggi che ha accolto con entusiasmo la nomina di Gatti.

Questa è stata una sorpresa che abbiamo voluto tenere dopo l’inaugurazione – conclude la sindaca – voglio ricordare che l’attività del teatro è legata alle persone che vi lavorano e quando il sovrintendente mi ha detto che l’orchestra era ben felice della scelta del maestro Gatti, non ho esitato un momento perché quando si crea la giusta sinergia si lavora meglio. Il teatro però è anche legato alla rinascita e questa nomina resta rappresenta un ulteriore passo della Capitale. Roma deve tornare a imporsi a livello internazionale rivendicando il ruolo di Capitale della cultura e questo è un ottimo passo”.

E dopo la nomina il maestro Gatti prosegue il suo impegno in teatro con le recite del Rigoletto in replica fino al 18 dicembre al Costanzi.

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