Bella figura

Al Teatro Ambra Jovinelli di Roma fino al 27 gennaio 2019

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Bella Figura
Foto di Noemi Ardesi

Un testo breve dalla trama leggera.

Il lavoro della scrittrice franco-iraniana Yasmina Reza coglie un momento che un quintetto di persone si trova a condividere in modo del tutto casuale, mettendone in risalto le inaspettate dinamiche. Stilemi, questi, caratteristici dello stile dell’autrice, che predilige spaccati di vita privi di uno svolgimento drammaturgico in cui da un pretesto si sviluppano dialoghi estemporanei: “Nelle mie opere non racconto mai vere e proprie storie, dunque non dovrebbe sorprendere se lo stesso accade anche qui. A meno che non si consideri l’incerta e ondeggiante trama della vita, di per se stessa, una storia” afferma Yasmina Reza.

Gli amanti Andrea (Anna Foglietta) e Boris (David Sebasti) discutono animatamente nel parcheggio di un ristorante che è stato consigliato all’uomo da sua moglie. Al culmine dell’esasperazione, Boris decide di andar via e, nel fare retromarcia, investe l’anziana signora Yvonne (Simona Marchini) che si sta recando a festeggiare il compleanno in compagnai del figlio Eric (Paolo Calabresi) e della sua compagna Françoise (Lucia Mascino/Anna Ferzetti).

Tra scuse e battibecchi si delineano i caratteri di ciascuno. Sex e polemica, Andrea è una madre single lavorante di farmacia nella periferia di Parigi, che vuole godersi gli agi della relazione con un uomo benestante e mal sopporta l’esistenza di una rivale; Boris nasconde alla moglie la relazione e la prossima bancarotta della sua impresa che gli fa perdere potere economico e fiducia in se stesso; Françoise, perbenista e ingessata, è amica della moglie di Boris e si stupisce nel vederlo in compagnia di una sensuale ragazza; Eric è un distinto avvocato sempre impegnato a dirimere questioni al telefono.

Nel tentativo di mostrarsi distaccato dagli inconvenienti momentanei, ognuno deve abbassare la maschera di opportunismo o perbenismo che indossa nella quotidianità. Solo Yvonne, svampita e distratta, volteggia lieve su discussioni e disappunti, sfiorando la tensione che costringe tutti, alternativamente, a ingurgitare gocce di tranquillante per mantenere il controllo della situazione. Infatti, critici e insoddisfatti, si lanciano accuse e sparigliano le alleanze, quasi un Carnage in tono minore. Le situazioni convenzionali sembrano venire affrontate dagli attori con spontaneità recitativa, bravi nel gestire una vicenda di piccoli contrattempi, carente di un vero impianto drammaturgico.

Tragicommedia ironica ed elegante, finisce come comincia, con il litigio che continua in macchina.

Anna Foglietta dà un ritmo vivace al suo personaggio, Simona Marchini riversa sulla signora Yvonne la sottile ironia che da sempre la caratterizza. Gli altri interpreti delineano adeguatamente i loro ruoli.

Un po’ commedia degli equivoci, un po’ dramma psicologico, un po’ rappresentazione di genere, la regia di Roberto Andò mette insieme queste connotazioni rendendoci uno spettacolo leggero che lascia emergere nel finale qualche interrogativo.

La scenografia di Gianni Carluccio è funzionale ai diversi contesti disposti su due livelli: il parcheggio con una vera smart gialla, la sala d’attesa, il ristorante e il bagno che il disegno luci illumina di volta in volta, mentre il sipario si chiude a metà per consentire ai personaggi di prendere posizione.

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