Il giudizio di Paride

Il 3 maggio, ore 21, al Teatro Palladium, Roma

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Il giudizio di ParideLiberamente tratto dai Dialoghi di Luciano di Samosata nella traduzione di Luigi Settembrini

Coproduzione con il Conservatorio di Musica Santa Ceciliadi Roma

Personaggi – Interpreti

Menippo, filosofo cinico – Giacomo Nanni, baritono

Mercurio, figlio di Maia – Alessandro Fiocchetti, tenore buffo

Maia – Federica Tuccillo, contralto

Giove – Ivan Caminiti, basso

Ganimede, pastorello – Alessandro Lanzi, tenore

Paride, mandriano – Federica Paganini, mezzosoprano

Giunone, Minerva, Venere – Anna Koshkina, soprano di coloratura

Elisa Carta Carosi, Yingbaihui Chen, Jozefina Violetta Smolinska: attrici

Direttore Marcello Panni

Ensemble strumentale del Conservatorio di Musica Santa Cecilia

Regia Cesare Scarton

Impianto scenico e luci Andrea Tocchio

Motion Graphics Flaviano Pizzardi

Costumi Giuseppe Bellini

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Arie, duetti, recitativi, interludi e perfino una tempesta: i luoghi dellopera, della sua tradizione. Si affacciano tutti ne Il giudizio di Paride – operetta morale in un atto – libretto e musica di Marcello Panni, in scena venerdì 3 maggio alle ore 21 al Teatro Palladium prodotto dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e dal Conservatorio di Musica Santa Ceciliadi Roma.

Una suggestiva scenografia virtuale, realizzata da proiezioni attraverso motion graphics, accompagna il pubblico nellaffascinante mitologia greca tra immagini di Marilyn Monroe e i teschi dellAde in un vortice di capricci, litigi e vanità degli dei, con tratti molto umani e straordinariamente moderni. Prima dello spettacolo – dalle ore 19 – saranno esposti nel foyer del teatro i bozzetti di Sandro Chia per ledizione originale del Giudizio di Paride allopera di Bonn, del 1996.

Liberamente tratto da alcuni passaggi dei Dialoghi di Luciano di Samosata, autore greco attivo nel secondo secolo, il compositore romano sceglie la traduzione ottocentesca di Luigi Settembrini, lasciando ben riconoscibili gli arcaismi letterari di quella nostra lingua perduta.

Il giudizio di Paride di compone di quattro episodi. Il filo conduttore è semplice: Mercurio, messaggero degli dei e psicopompo, guida dei morti per regalo di Apollo in cambio della lira, si presenta alla madre Maia come un insonne e affaticato Leporello al servizio di Zeus. Il re degli dei, come ogni Don Giovanni, è infedele e insoddisfatto. Tutto può perdonargli la moglie Giunone salvo il suo ultimo capriccio, lamore pedofilo per Ganimede, che vediamo da lui ridicolmente corteggiato nel secondo dialogo. Lira di Giunone (che non vediamo in scena) suscita la contesa delle dee (terzo dialogo) sulla più bella, e Giove lascia a Paride il giudizio, con quel che segue. Nellultimo dialogo la conclusione amara sulla Vanitas” è affidata allo stesso Menippo, a cui Mercurio sulla soglia dellInfero mostra il miserando teschio della bella Elena, causa di tante sciagure.

Un lavoro di piena consapevolezza neoclassica’ – è il giudizio di Sandro Cappelletto – dove le ragioni del passato incontrano le esigenze del presente, in una sintesi resa possibile dallo sguardo disincantato del suo autore, molto vicino, evidentemente, alla filosofia di vita di Menippo, mitigata da un invincibile amore per il canto, dal sale saggio dellironia”.

Una trama sonora mobilissima – scrive Gianluigi Mattietti – insieme delicata ed eccessiva, come un caleidoscopio nel quale si mescolano accenni stravinskijani e squarci di lirismo espressioni¬sta, melopee pastorali e citazioni da Petrassi (che è stato maestro di Panni), e poi tempi di valzer, di ciaccona, di siciliana; e continue invenzioni timbriche”.

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NOTE DELLAUTORE DI MARCELLO PANNI

Ho definito Il giudizio di Paride” un’operetta nei suoi molteplici significati (intraducibili in tedesco). È breve, di organico da camera, ha molti tratti parlati, anche se maggiormente si tratta di un parlato ritmico, di argomento leggero; non voluto (?) un ammicco alle “Operette Morali” di Leopardi, il cui humour e la cui forma dialogica sono chiaramente ispirate a Luciano.

Se dovessi dare una definizione della musica che ho scritto, cosa sempre difficile per un autore, direi che si tratta di uno stile di ripiegamentosul XX secolo che si chiude. Lo specchio, simbolo di vanità e di riflessione potrebbe essere lattrezzo principale dello scrivente. La preoccupazione maggiore del 900, il mito più inseguito, loriginalità assoluta, sembra cedere il passo in questa chiusura del secolo al Gioco delle perle di vetro, profeticamente intravisto da Hermann Resse. Come nella Castalia, la chiusa cittadella di Hesse, larte eurocentrica, lunica che ancora pratichiamo, appare sempre più come una celebrazione rituale, con i suoi sacerdoti, le sue congregazioni, le sue parole sacre. Tutto è stato detto e scritto, per questo lo diciamo e scriviamo ancora.

A questo almeno pensavo scrivendo la musica di questa operettae lasciandomi andare al rotolare della memoria, al deposito dei materiali, alla camera dei tesori interiori.

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Il giudizio di Paride

Venerdì 3 maggio ingresso in sala ore 20,30; inizio spettacolo ore 21

Durata: 50 minuti

Biglietti: intero 18, ridotto 12 , studenti 8

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BIGLIETTERIA PALLADIUM

Attivo due ore prima dello spettacolo il numero: 0657332768

Prenotazioni via e-mail biglietteria.palladium@uniroma3.it; prevendite www.liveticket.it/TeatroPalladium

Info line per prenotazioni cell 350 011 9692 (attivo tutti i giorni, 11:00-13:00 / 16:00 – 20:00)

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INFO

Teatro Palladium

piazza Bartolomeo Romano, 8 Roma – Tel: 06 5733 2772

http://teatropalladium.uniroma3.it/teatro@uniroma3.ithttps://www.facebook.com/teatropalladium/

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