When They See Us

La rabbia dell'ingiustizia concentrata in una miniserie tratta da un caso realmente accaduto nel 1989 a New York. Altra serie imperdibile, ideata da Ava DuVernay e disponibile su Netflix

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When They See UsMettiamo subito le cose in chiaro: se avete avuto una giornataccia, o se state passando un brutto periodo vi sconsiglio di mettervi a vedere “When They See Us”.

Il “fil rouge” della miniserie, ideata da Ava DuVernay, si concretizza nella grande frustrazione che prova l’impotente spettatore perché già dal primo episodio avrà sicuramente capito dove si andrà a parare. Il titolo tradotto letteralmente significa “Quando ci vedono”, ma “Us” significa anche Stati Uniti. Penso che Ava si sia domandata cosa veda il resto del mondo quando lo sguardo si poggia sul continente statunitense.

Le dedico un particolare ringraziamento perché ha avuto il coraggio di puntare la luce dei riflettori su un tema assai scomodo. Penso che parecchi l’avranno reputata una spina nel fianco e per questo ha fatto un lavoro ancor più eccellente.

Un’ingiustizia di questo calibro suscita una grande rabbia causata dall’evidente abuso compiuto da coloro che invece dovrebbero proteggere ed accertarsi delle verità, dei meri fatti, prima di puntare il dito sui cittadini.
In questo caso, tra l’altro, non si parla nemmeno di adulti, ma di adolescenti che hanno appena compiuto quindici miseri anni.

When They See UsLa loro unica colpa? Trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, con un colore della pelle che non aiuta se chi è chiamato ad indagare decide di basarsi sui cliché invece che sulle prove.

La polizia non si ferma neanche un attimo a pensare che sia del tutto plausibile che una manciata di adolescenti se ne vadano semplicemente a giro la sera, senza meta, per Central Park.

Sono nata nel 1987 e ricordo che a quell’età avevo appena iniziato a conoscere la geografia della mia città e lo facevo gironzolando con gli amici.

Ovvio che non avessimo niente di specifico da fare, c’erano molti meno posti dove andare per intrattenersi e, soprattutto, non avevamo una lira. Ci divertivamo solo a percorrere le stesse strade del centro, avanti e indietro, senza motivo. Guardavamo la gente, le vetrine e ridevamo tra noi.

Incredibile pensare che andare semplicemente in giro con un gruppo di amici abbia portato questi cinque ragazzi di Harlem ad incontrare un destino inimmaginabile.

Da subito è evidente che la polizia ha già deciso che sarebbero stati accusati dello stupro e dell’aggressione di una jogger trovata quella stessa sera nel parco in fin di vita.

Pensateci un secondo: ma voi a quindici anni cosa sapevate riguardo la sessualità? Personalmente ero poco più che una bambina. Figuriamoci pensare, o aver persino il bisogno, di stuprare qualcuno!

Niente da fare. Tutto ciò che per chiunque altro sarebbe sembrato lampante è, al contrario, irrilevante per la polizia che vuole trovare a tutti i costi un capro espiatorio da dare in pasto ai mass media dimostrando di aver fatto velocemente il proprio dovere.

I ragazzi vengono quindi fermati (tra l’altro lontano dal luogo dove è avvenuto lo stupro), trascinati in centrale, tenuti senza mangiare e senza dormire. Vengono intimoriti, picchiati, lasciati senza un tutore o un avvocato che li difenda con il solo scopo di fargli scrivere delle confessioni.

Nessuna delle loro versioni ha senso e i racconti non combaciano tra loro. Altro segno evidente che i ragazzi non potevano sapere ciò che era successo e stanno solo inventando pur di tornare a casa il prima possibile. Purtroppo ormai niente può far cambiare idea a coloro che hanno già emesso il verdetto…neanche la verità.

Vi dico solo che dopo aver finito di vedere il quarto e ultimo episodio mi è venuto spontaneo fare un applauso. Sì, proprio così. Ero da sola, in cucina, ad applaudire cercando di reprimere lacrime di grande commozione. Detto in altre parole: non perdetevi questo capolavoro, sono certa che non ve ne pentirete!

Crediti

Ideatore Ava DuVernay

Regia Ava DuVernay

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Interpreti e personaggi

Jovan Adepo: Antron McCray

Chris Chalk: Yusef Salaam

Michael K. Williams: Bobby McCray

Jharrel Jerome: Korey Wise

Caleel Harris: Antron McCray da giovane

Ethan Herisse: Yusef Salaam da giovane

Freddy Miyares: Raymond Santana

Marquis Rodriguez: Raymond Santana da giovane

Justin Cunningham: Kevin Richardson

Asante Blackk: Kevin Richardson da giovane

Vera Farmiga: Elizabeth Lederer

John Leguizamo: Raymond Santana Sr.

Felicity Huffman: Linda Fairstein

Niecy Nash: Delores Wise

Aunjanue Ellis: Sharone Salaam

Kylie Bunbury: Angie Richardson

Marsha Stephanie Blake: Linda McCray

Storm Reid: Lisa

Joshua Jackson: Mickey Joseph

Christopher Jackson: Peter Rivera

Adepero Oduye: Nomsa Berth

Omar Dorsey: Elombre Brath

Blair Underwood

Famke Janssen: Nancy Ryan

William Sadler: Michael Sheehan

Aurora Perrineau: Tanya

Rumi C. Jean-Louis: Ramon Santana

***

Musiche Kris Bowers

Scenografia Kara Zeigon

Costumi Caroline Duncan

Trucco Lani Barry, Mia Bauman, Felice Diamond

Effetti speciali Drew Jiritano

Produttore esecutivo Ava DuVernay, Jeff Skoll, Jonathan King, Oprah Winfrey, Jane Rosenthal, Berry Welsh

Casa di produzione Participant Media, Harpo Films, TriBeCa Productions, Foward Movement

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Distributore originale e italiano Netflix

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