Un dialogo coreografato

Il Baule Volante porta alla Casa del Teatro di Torino uno spettacolo già distintosi per la sua capacità di invitare all’immaginazione

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La Bella e la BestiaUna declinazione del Teatro di narrazione diretta a un pubblico di giovani deve, necessariamente, animarsi di luci e gesti.

Alla Casa del Teatro di Torino il bellissimo La Bella e la Bestia de Il Baule Volante – già insignito del Premio della Critica al Festival “Luglio Bambino” di Campi Bisenzio nel 2006 e di una Menzione speciale al Premio Eolo Awards 2007 – rispetta in piena questa norma dettata dal suo pubblico ideale, ma non si limita a questo: il dettaglio drammaturgico che rende irresistibile lo spettacolo è piuttosto il dialogo “coreografato” di Liliana Letterese e Andrea Lugli.

Quasi nessun costume di scena, nessuna scenografia, la suggestione incalzante è dovuta alla capacità di raccontare a due voci una storia dal sapore classico: se da un lato la supervisione scenica di Caterina Tavolini e la regia di Roberto Anglisani rendono impeccabile l’impianto a livello tecnico, facendone uno spettacolo pienamente apprezzabile a prescindere dall’età del pubblico a cui si rivolge, il duetto dei narratori riesce a riempire di poesia un palco volutamente scarno.

Così come la musica sovrasta i silenzi e i giochi di luce invadono il buio, i due narratori che si fanno interpreti di Bella e Bestia riempiono lo spazio sul palcoscenico. Lo spettacolo è un gioco meraviglioso che sa trarre dal buio una scenografia sempre in movimento, dal silenzio una storia commovente. In altre parole, sa come giocare con la fantasia.

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La Bella e la Bestia

di Roberto Anglisani e Liliana Letterese

con Liliana Letterese, Andrea Lugli

drammaturgia del movimento Caterina Tavolini

regia Roberto Anglisani

produzione Il Baule Volante

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