L’importanza di chiamarsi Ernesto

In scena al Teatro Elfo Puccini di Milano fino al 31 dicembre

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L’importanza di chiamarsi ErnestoLady Bracknell – Lei fuma?
Jack – Beh, sì, devo ammettere che fumo.
Lady Bracknell – Lieta di sentirglielo dire. Un uomo deve sempre avere una qualche occupazione. Ci sono già troppi fannulloni in giro per Londra.

Oscar Wilde, The importance of being Earnest

La trama prende piede in una Londra pop anni ’60, dove i giovani dandy John Worthing e Algernon Moncrieff si dedicano ai piaceri mondani, tra un bunbureggiamento e l’altro. Tra equivoci, fidanzamenti, bambini perduti e ironia tagliente, la commedia porta in scena il frivolo amore per le apparenze e la superficiale rigidità dell’alta società inglese.

L’autore Oscar Wilde è una presenza costante, a cui viene reso omaggio sia nella scenografia che nei testi molto fedeli all’originale. Wilde è letteralmente presente anche sul palco, rappresentato dal personaggio del goloso e immorale Algy (Riccardo Buffonini): l’autore infatti amava in ogni sua opera inserire un proprio “cameo”, ovvero un personaggio che avesse in modo evidente le sue più peculiari caratteristiche.

È emozionante vedere come le opere dell’autore siano ancora vive e riescano a divertire e far riflettere il suo pubblico in ogni epoca.

I processi e le condanne che portarono il raffinato scrittore a due anni di lavori forzati e alla morte artistica e civile, (rappresentati nello spettacolo Atti Osceni – in scena al Teatro Elfo Puccini dal 9 al 26 gennaio) possono aver distrutto la persona, ma il suo mito e la sua arte sono sopravvissuti e sono più vivi che mai, più forti di coloro che al tempo lo condannarono (questi ultimi esecrati e dimenticati).

Lo spettacolo è colorato, pop, irriverente, stiloso, queer, immorale, intelligente, irresistibile.

La regia, le scene e i costumi di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia sono impeccabili, originali studiatissimi nel dettaglio, grazie anche alle luci di Nando Frigerio e al suono di Giuseppe Marzoli.

Gli attori Riccardo Buffonini, Giuseppe Lanino, Elena Russo Arman, Elena Ghiaurov, Luca Toracca, Cinzia Spanò, Camilla Violante Scheller, Nicola Stravalaci sono impeccabili e mettono cuore e passione nel recitare il questa commedia. In particolare Riccardo Buffonini e Elena Russo Arman sono un Algy e una Gwendolen irresistibili.

Uno spettacolo intelligente e spassoso come solo Oscar Wilde può essere, indicato anche per i più giovani o per chiunque a qualsiasi età desidera avvicinarsi al teatro: il divertimento è assicurato, in quanto la commedia può essere letta a diversi livelli di complessità.

E il riferimento alle difficoltà dei traduttori nel rendere in italiano l’impossibile gioco di parole del titolo (l’importanza di essere Franco!) non può che essere la ciliegina sulla torta.

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di Oscar Wilde

regia, scene e costumi di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

luci Nando Frigerio, suono Giuseppe Marzoli

con Riccardo Buffonini, Giuseppe Lanino, Elena Russo Arman, Elena Ghiaurov, Luca Toracca, Cinzia Spanò, Camilla Violante Scheller, Nicola Stravalaci

assistente alla regia Giovanna Guida

assistente ai costumi Saverio Assumma

produzione Teatro dell’Elfo con il sostegno di Fondazione Cariplo

spettacolo sostenuto nell’ambito di NEXT 2017/18

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