Teatro Olimpico, “Alice” dei Momix

La magia di "Alice" nella ripresa della nuova creazione di Moses Pendleton in scena fino al 1° marzo a Roma

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AliceI Momix festeggiano i 40 anni di attività con la ripresa di Alice, ultima creazione che porta la firma di Moses Pendleton e che torna a Roma dopo la prima assoluta dello scorso anno e i reiterati sold out.

In scena fino al 1 marzo sul palcoscenico del Teatro Olimpico della Capitale per l’Accademia Filarmonica Romana, Alice dei Momix, al suo primo anniversario di vita, è un spettacolo che torna uguale a sé stesso, ma in qualche modo rinnovato.

Non sono stati effettuati cambiamenti sostanziali, ma Pendleton è intervenuto sul lavoro di rifinitura di uno spettacolo onirico ispirato alla fiaba di Lewis Carroll Alice nel Paese delle Meraviglie.

I personaggi nati dalla fantasia di Carroll sembrano nascere e coincidere con le suggestioni dell’artista americano (unico coreografo anche accademico, dal 2012, dell’Accademia) e la tana del coniglio ove si perde Alice diventano il terreno ideale per la fantasia visionaria di Pendleton.

Alice cade in un sonno profondo e davanti a lei si affastellano tutti i personaggi già meno noti del popolare libro, dal coniglio bianco al cappellaio matto fino alla crudele regina di cuori.

Pendleton struttura lo spettacolo in quadri diversi, interdipendenti l’uno dall’altro trascinando i sette abilissimi danzatori (Heather Conn, Gregory DeArmond, Seah Hagan, Hannah Klinkman, Sean Langford, Jade Primicias, Colton Wall) in sperimentazioni di genere e contaminazioni musicali inaspettate.

Resta intatto l’inconfondibile marchio Momix composto da una miscellanea di immagini fra la danza, le luci, i costumi e le proiezioni all’insegna della fantasia: si alternano quadri con suggestioni realizzate con le luci ad altri in cui vive la magia dei costumi (bellissima la scena con i fiori che si trasformano) attraverso l’artigianalità dei Momix. Il caleidoscopio di immagini è di altissimo livello creativo e tecnico con picchi incantevoli e sorprendenti (come il quadro dei fiori o di Alice che si allunga a dismisura) in atmosfere oniriche e con un gusto quasi inquietante come sottofondo continuo dello spettacolo.

Sembra che oltre alle inevitabili suggestioni che rendono comunque lo spettacolo adatto soprattutto a un pubblico più adulto, Alice appaia a tratti ancora un po’ discontinuo forse non del tutto permeato della magia a cui i Momix ci hanno abituato nel corso degli anni: sottigliezze che rendono in ogni caso Alice uno spettacolo celebrativo da vedere per ammirare la maestria della compagnia statunitense. Repliche fino al 1 marzo, info filarmonicaromana.org, teatroolimpico.it.

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