I classici dell’Elfo online: lo show case del 23 aprile

Sul sito del Teatro dell'Elfo

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Teatro dell’ElfoSesto appuntamento con lo show case del Teatro dell’Elfo, un palinsesto che prevede pubblicazioni con cadenza settimanale – ogni giovedì – dei video di alcuni successi degli anni passati.

Due spettacoli che hanno segnato la storia del gruppo vengono proposti nella puntata online dal 23 al 30 aprile sul sito ww.elfo.org. Il primo è un classico portato al successo dalla regia di Ferdinando Bruni e dalla compagnia dell’Elfo al completo: Il giardino dei ciliegi. Il secondo, nato sul palcoscenico del Teatro Portaromana, è stato ripreso nelle stagioni dell’Elfo di via Ciro Menotti e per un’ultima volta all’Elfo Puccini nel 2014, sempre interpretato dalle intense Cristina Crippa e Patricia Savastano: Lola che dilati la camicia.

IL GIARDINO DEI CILIEGI di Anton Čechov è stato messo in scena da Ferdinando Bruni, che ne ha firmato anche scene e costumi, nel 2006. Protagonista una “splendida” Ida Marinelli nel ruolo di Ljuba, come ha scritto Franco Quadri, in un’interpretazione “degna delle storiche primedonne”. Accanto a lei, nell’edizione 2008 che viene proposta in video, Elio De Capitani è Gaev, Elena Russo Arman una sensibile Varja, Ferdinando Bruni è Lopachin, Angelica Leo è Anja. Completano il cast Luca Toracca, Vittorio Attene, Cristina Crippa, Nicola Stravalaci, Corinna Agustoni, Fabiano Fantini, Edoardo Ribatto.

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Il secondo titolo, LOLA CHE DILATI LA CAMICIA, è un emozionante spettacolo diretto da Marco Baliani nel 1996 e interpretato dalle bravissime Cristina Crippa e Patricia Savastano.

La drammaturgia originale è tratta dall’autobiografia di Adalgisa Conti pubblicata a cura di Ivan Della Mea: Gentilissimo sig. Dottore, questa è la mia vita. Con queste parole sincere e penetranti la Conti, internata in manicomio a ventisei anni nel 1914, indirizzava una lettera al proprio medico nella speranza che riconsiderasse il provvedimento di ricovero. Non ricevendo risposte, dopo questa lettera Adalgisa tace: diventa, realmente, una paziente del reparto agitate, ‘sudicia, erotica, impulsiva’, e, per quasi settant’anni, ‘invariata’. Abbandonata a se stessa, senza più una famiglia, è destinata a rimanere in manicomio fino alla fine dei suoi giorni, ormai novantenne.

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