15 giugno. “Canto solamente insieme a pochi amici”

    La musica di Gianni Morandi incorona una data che è già storia

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    Gianni MorandiIl sipario del Teatro Duse si apre dopo quasi quattro mesi dall’ultimo spettacolo in scena. Dei circa mille posti della sala teatrale nel cuore della città di Bologna sono occupati solo duecento. Ma tanto basta.

    Sguardi emozionati si incrociano dietro la mascherina, manifestando la gioia di esserci, di essere di nuovo lì, in quel hic et nunc che non ha paragoni con nient’altro. La magia del teatro torna a vivere dopo il famigerato periodo storico che stiamo ancora vivendo, dopo quella pandemia che ci ha costretti a fare i conti con la sospensione della realtà sociale, lavorativa e dunque artistica. Sulla maggior parte delle poltrone di velluto rosso cartellini bianchi con una grande X indicano una delle regole anti-Covid, la distanza di sicurezza, mentre il pubblico in sala chiacchiera allegramente, felice di ricostituirsi comunità.

    Si spengono le luci, il sipario si apre e Gianni Morandi, promotore di questo evento gratuito e simbolico per la riapertura dei teatri, fa la sua comparsa, anche lui mascherato, con i colori del Bologna Fc. Il ritorno alla normalità è un percorso ancora lungo e irto ma Stasera gioco in casa, serie di concerti ideati dallo stesso cantante nel 2019 proprio per la sua città e interrotti a fine febbraio a causa dell’emergenza sanitaria, è un bel segnale della ripresa del settore artistico, primo concerto italiano dopo il lockdown.

    È una serata particolarissima, la calda e informale atmosfera che caratterizza gli spettacoli di Morandi diventa ancora più intima e il cantante, visibilmente emozionato, scherza con gli spettatori in platea “cantando solamente insieme a pochi amici”, come suggella Canzoni stonate.

    Da Occhi di ragazza a Vita, passando per In ginocchio da te all’omaggio per l’indimenticato collega e amico Lucio Dalla, due ore di musica si alternano ad aneddoti ora divertenti ora emozionanti che il cantante condivide con il suo pubblico, come quando parla del legame con la città di Bologna, nella quale si rifugiava da ragazzino scappando dalla piccola Monghidoro, o delle sensazioni del primo bacio dato in riva al mare della riviera romagnola.

    Anche la straordinarietà del periodo che stiamo vivendo entra nei discorsi di Morandi, che chiama in causa due signore dalle prime file per parlare della loro quarantena. Emozioni reali e stralci di un periodo ancora troppo vicino per essere correttamente sedimentato vengono fuori prepotenti, e il cantante affronta il tema con delicatezza e anche un pizzico di ironia, facendo battute sulla distanza di sicurezza da mantenere in scena con il chitarrista Elia Garutti e il pianista Alessandro Magri che lo accompagnano sul palco, presenze arricchenti di un concerto che ripercorre le tappe di un tre volte venticinquenne con una straripante grinta e una classe impeccabile.

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