Sesto concerto sinfonico al Maggio

Il 3 luglio, ore 20, al Teatro del Maggio, Firenze

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Zubin Mehta
Foto di Marco Brescia

Venerdì 3 luglio 2020 alle ore 20, sesto concerto sinfonico della ripresa dell’attività del Maggio con il maestro Zubin Mehta sul podio e per la prima volta il ritorno del Coro delle voci bianche. In programma l’Ouverture da “Rosamunde” e la Sinfonia n. 5 di Franz Schubert;  per chiudere il concerto  “Drei Bruchstücke aus Wozzeck” di Alban Berg con il soprano Camilla Nylund.

200 i posti disponibili in sala al pubblico e la diretta streaming sulla piattaforma Idagio.

Penultimo appuntamento sinfonico, venerdì 3 luglio 2020 alle ore 20, del ciclo schubertiano e della Seconda scuola viennese che segna per questa occasione anche  il  ritorno sul palcoscenico del Coro di voci bianche, con un programma dedicato a Franz Schubert e Alban Berg.

In apertura l’Ouverture da Rosamunde, Fürstin von Cipern D. 797 di Franz Schubert che fa parte delle composizioni di musica per il teatro del compositore.  Schubert scrisse la partitura in un tempo molto breve su un dramma altrettanto scritto in pochi giorni da Helmina von Chézy. L’opera andò in scena al Theater an der Wien il 20 dicembre 1823. Le musiche ottennero un grande successo ma la trama dell’opera cadde miseramente, fu replicata una sola volta e in seguito non fu mai ripresa. Probabilmente per la fretta, Schubert non scrisse neanche una ouverture appositamente per “Rosamunde”: alla prima usò quella dell’opera Alfonso und Estrella (1822), forse poi ebbe un ripensamento e scelse quella della Die Zauberharfe (L’arpa magica). Finora non è stato possibile sapere con certezza perché la ouverture della Zauberharfe D. 644 (1820) divenne celebre con il nome di ouverture per “Rosamunde”. Sull’autografo una mano estranea aggiunse “Rosamunde op. 26”, e la prima edizione a stampa della partitura dell’ouverture della Zauberharfe fu pubblicata postuma a Vienna nel 1855 come Rosamunde, come pezzo isolato, e nel 1867 insieme ad altri pezzi, sempre con questo titolo. 

Segue la “Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore D. 485”, sempre di Franz Schubert, in continuazione del ciclo di sinfonie dedicato al compositore. Fu composta tra settembre e ottobre 1816: già la scelta dell’organico, senza trombe e timpani, senza clarinetti, con due corni (al posto dei quattro della sinfonia precedente), con un flauto invece di due, rivela un cameristico alleggerimento rispetto alle ambizioni drammatiche della Quarta, una ricerca di serena leggerezza, evidente fin dall’attacco del primo tempo. Evidente è l’ammirazione per Mozart in questa sinfonia, che segna uno dei vertici di Schubert per la straordinaria freschezza inventiva, per l’equilibrio formale, per la misurata eleganza e la gentile intimità lirica. 

In chiusura, i Drei Bruchstücke aus Wozzeck di Alban Berg con il soprano Camilla Nylund come voce solista insieme al Coro delle voci bianche del Maggio e alla voce del bambino Matteo Lantieri. Il Wozzeck, insieme al Pelléas debussiano, viene considerata l’opera più rappresentativa del teatro musicale del Novecento in cui il compositore ha realizzato uno degli esempi più alti e convincenti di espressionismo musicale e la cui versione dei ‘frammenti’ in concerto ne aiutò molto la popolarità (più dell’opera stessa). 

Sono 200 i posti disponibili al pubblico in sala. Il concerto sarà trasmesso in diretta streaming sulla piattaforma Idagio al costo di 9.90euro. 

Il Maggio ringrazia Kuehne+Nagel per il sostegno.

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