Gastone Cappelloni: ottava nota della poesia

Intervista allo scrittore marchigiano Gastone Cappelloni

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 Gastone CappelloniGastone Cappelloni, classe ’57, natali a Sant’Angelo in Vado (Pesaro\Urbino), è uno scrittore generoso, che suona sempre l’ottava nota della poesia. Penna fertile e dinamica ha pubblicato tutt’oggi ben 22 sillogi. “Un seme oltre oceano”, “6.0” “Inesperte esperienze – Opera omnia”, tradotti anche in lingua spagnola, presentati sia in Argentina, che in Spagna. Sue poesie sono presenti in circa 200 Antologie letterarie nazionali e internazionali, portali e riviste cartacee. Alcuni suoi libri inseriti addirittura nel sistema bibliotecario statunitense. Ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali tra cui i Premi Internaz. “Meet the Artist” Ostia Antica – “Arte, Cultura, Solidarietà” Pescasseroli a l’Aquila, Premio Kaos, 150° Luigi Pirandello a Agrigento. Membro della consulta degli italiani all’estero di A.I.M (Associazione Italiani nel Mondo). “Testimonial” per l’anniversario delle Promulghe delle “Regie Patenti” Arma Carabinieri 2018 Chivasso (TO). Giurato in concorsi letterari. Nell’anno 2014 il volume “Un Seme oltre Oceano” è declarado de interés Cultural por la Secreteria Municipal y por el Consejo Municipal de Cultura del partido de Gral. Pueyrredon de Mar del Plata. Poeta e testimonial delle Regione Marche in Argentina. Nell’anno 2018, a Mar del Plata, Argentina, è stato insignito, da parte del “Concejo Deliberante del Partido de General Pueyrredon con il titolo “Visitante Notable” (Cittadinanza d’onore). Si potrebbe aggiungere molto altro. Ma lasciamo che siano le sue parole a raccontarci qualcosa in più.

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 Gastone CappelloniCi vuoi raccontare di cosa parla questo tuo ultimo lavoro letterario in poesia? Opera Omnia nel senso che per te è anche un bilancio del tuo scrivere?

Succede di attraversare momenti che fanno riflettere così da permetterti il rendiconto del tempo trascorso a realizzarsi perlomeno provandoci. L’Opera Omnia nasce da un’idea che da qualche tempo maturava in me, così l’inconscio ha voluto cimentarsi di ricordi e frammenti di quotidianità trascorsa ma presente così da “raccontarsi” con le 138 poesie presenti estratte da volumi pubblicati in precedenza.

C’è un altro libro a cui sei particolarmente legato, anche non tuo? E perché?

L’elenco sarebbe interminabile, tanti libri letti, analizzati, confrontati con la razionalità del subconscio. Oserei affermare scrittori e maestri che mi hanno plasmato e arricchito con onestà senza pregiudizi o condizionamento. Ogni libro un messaggio che ho capitalizzato e confrontato estraniandomi per riflettere del non senso della logica stessa.

Per uno scrittore che ha avuti così tanti riconoscimenti in Italia e all’estero qual è il più bello?

Stati d’animo differenti perché legati a situazioni e momenti diversi dove ogni premio non rendeva omaggio a Gastone ma quello che riuscivo a trasmettere. Soddisfazioni che fanno aumentare il bisogno di misurarsi sul piano umano confrontandosi con chi moralmente può farti crescere e credimi non ti senti realizzato per aver conseguito, anche se inorgoglisce, un obiettivo, ma il seguito mai scontato nella strada del racconto.

Quale peso o responsabilità credi che abbia la cultura nella società di oggi, anche rispetto al passato?

Peso o responsabilità? Credo che siano anni bui per la cultura; oggi l’umanità insegue tutt’altri valori perdendo di vista la realtà che vive oggi, tutto è indirizzato verso il declino culturale così da permettere che l’ignoranza abbia il sopravvento e le masse assoggettate a semplici, insignificanti presenze. Ora tutto è cultura “usa e getta” e tutti noi abbiamo responsabilità per quello che dovrebbe ammaliare ma che abbaglia perché falsa luce. Un benessere sfrenato che permette di avere soldi in tasca così da improvvisarsi poeta o scrittori compreso il sottoscritto e qui mi fermo.

Quale rapporto hai con la città nella quale vivi, anche come fonte di ispirazione?

Odio e amore? Frase convenzionale sicuramente. Un Paese il mio, conta poco più di quattromila abitanti, abituato al concreto, anche se ricco di storia (invito gli amici a visitarlo) assai più attento all’arte culinaria che alla cultura. Certe situazioni negative lasciano il segno, anche se, personalmente non devo dimostrare nulla a nessuno ritenendomi soddisfatto, per me parlano le pubblicazioni ben ventidue e con nuovi progetti a livello nazionale e internazionale. Se vogliamo parlare d’ispirazione, posso ritenermi fortunato con quello che ha saputo offrirmi non solo il paese dove vivo e son nato ma anche le esperienze di vita che ho saputo condire con tanta incoscienza.

Cosa pensi della collaborazione e della condivisione tra artisti e scrittori?

Semplicemente fantastica e produttiva se messa in opera ma di difficile attuazione tranne che in non molti casi sporadici almeno di condivisione o collaborazione purtroppo e lo affermo con amaro disappunto; noto provincialismo, supponenza e narcisismo dove tutti siamo i “García Lorca, gli Hemingway, i Pushkin ecc.” di turno così da perdere di vista realtà e consistenza culturale.

Parlando dei tuoi scritti ricordi un passo a memoria? Come mai proprio questo?

Marionetta dalle movenze equivoche” un passo meditato per far sì che la mente sia vincolata a ciò che dobbiamo essere, all’onestà che caratterizzerebbe il fato quotidiano e non mere parvenze per compiacere il potente di turno, non maschere improvvisate senza dignità ma campionari per genuine trasparenze. E qui Pirandello entra in gioco!

Chi sono i tuoi riferimenti letterari o artistici in generale?

Prostitute. Drogati. Alcolisti. Sfruttati. Indigenti ecc. e chi raccontano la vita avendola vissuta in prima persona e non solo di fantasia. Davvero questi sono riferimenti imprescindibili e che tengo in grande considerazione senza scordarmi di due grandissimi Poeti e fulcri di vita; mia Madre e il mio Babbo in loro attinenze per continuare a raccontarmi senza veli o sotterfugi.

Sicuramente i lettori di Teatrionline vorranno sapere: qual è il tuo rapporto con il teatro?

Lo stesso rapporto che ci permette di distinguere il vero dal falso, noi protagonisti o comparse, pubblico o critica nello stesso momento che s’innalza il sipario e inizia lo spettacolo come metafora, di vita. Sul palco o comodamente seduti ma il finale è da sempre scritto; commedianti liberi di bluffare o comportarsi con onestà. Il teatro è specchio di vita alla fine della rappresentazione consci d’immedesimarsi, nel bene o nel male, la vita che stiamo vivendo.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto lavorando ha un progetto iniziato cinque anni fa, e finalmente si sta incanalando come ho sempre desiderato non solo in Italia ma soprattutto in Argentina dove, tra l’altro ho firmato il contratto avendo raggiunto l’accordo per stampa e distribuzione. Non voglio anticipare il titolo che darà origine alla trilogia, anticipo solo, i volumi rappresentano il rapporto che ognuno di noi ha con la morte. Centosessanta poesia testimonierà l’odio e sfrontatezza che mi lega a lei senza memore o paure. La trilogia sarà raccolta in un cofanetto e la tiratura numerata.

Chiudo l’intervista con il ringraziarti di cuore per la stima e l’amicizia. Buon viaggio poetico a tutti gli amici che ci seguono.

Gastone Cappelloni, scrittore generoso, suona sempre l’ottava nota della poesia.

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