Benvenuto a Manuel Legris

Dal 1° dicembre Manuel Legris assume l’incarico della Direzione del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

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Foto di Michael Pohn

Dal 1 dicembre il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala ha un nuovo direttore: Manuel Legris assume infatti l’incarico della Direzione del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala.

Nato a Parigi, ha studiato alla Scuola di Danza dell’Opéra ed è entrato nel Corpo di Ballo del Teatro nel 1980. Nel 1986 è stato nominato étoile da Rudolf Nureyev, all’epoca Direttore del Balletto dell’Opéra, interpretando tutti i grandi ruoli del repertorio classico e moderno e numerose creazioni nate per lui da illustri coreografi. É stato direttore dello Staatsballett di Vienna e Direttore artistico dell’Accademia di danza della Staatsoper dal 2010 al 2020, anni in cui ha fra l’altro curato la ripresa di numerosi titoli di Nureyev e dove ha creato i balletti a serata intera Le corsaire e Sylvia, quest’ultima in coproduzione con il Teatro alla Scala dove è stata presentata nel dicembre 2019 inaugurando con grandissimo sucecsso la Stagione di Balletto e ottenendo il Premio Danza&Danza come migliore produzione classica dell’anno.

Manuel Legris succede a Frédéric Olivieri, che riprende l’incarico alla Direzione della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala e a cui va la riconoscenza del Teatro per l’impegno, la professionalità e la grande energia creativa che in questi anni ha dedicato alla direzione della compagnia scaligera.

I primi impegni di Manuel Legris con il balletto scaligero sono imminenti; la creazione Verdi Suite, che ha realizzato appositamente per cinque artisti scaligeri per l’evento “A riveder le stelle” del 7 dicembre, e la preparazione di un Galà di Balletto, che sarà ripreso dalla Rai il 17 dicembre e trasmesso nei prossimi mesi, e che accosterà brani ed estratti da titoli classici e moderni, da La Sylphide di August Bournonville, al Corsaro nella coreografia dello stesso Legris, da Excelsior di Ugo Dell’Ara, Le spectre de la rose e Don Chisciotte di Nureyev, da Sentieri di Philippe Kratz e da Progetto Händel di Mauro Bigonzetti.