Uno Nessuno Centomila

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Sabato 28 agosto – LECCE
Chiostro dei Teatini, ore 21
all’interno della rassegna estiva del Comune “Lecce in Scena”.

A cinque anni dal debutto al Teatro Romano di Lecce (era il 29 luglio 2016), dopo 300 repliche nei più importanti festival e teatri nazionali ed internazionali e oltre 300.000 spettatori, torna nel capoluogo salentino lo spettacolo in cui Enrico Lo Verso da corpo e voce ai personaggi di uno dei più celebri romanzi del suo conterraneo Luigi Pirandello, UNO NESSUNO CENTOMILA, nell’adattamento proposto e diretto da Alessandra Pizzi (che ne è anche la produttrice, con la sua Ergo Sum). Così l’attore palermitano e la regista salentina rendono omaggio ad uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi, portando in scena la sua opera chiave.
Sabato 28 agosto farà tappa nel Chiostro dei Teatini di Lecce (ingresso via Regina Isabella), con inizio alle ore 21.00. L’evento si realizza nell’ambito della rassegna estiva “Lecce in Scena”, con il patrocinio del Comune di Lecce e in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Biglietti acquistabili nei punti vendita Ciaotickets oppure on line su https://www.ciaotickets.com/biglietti/unonessunocentomila-lecce. Costo: I PLATEA NUMERATA € 22,00 + € 2,00 prevendita, II PLATEA NUMERATA € 18,00 + € 2,00 prevendita. Informazioni al 3515565450.

Acclamato dalla critica e dal pubblico soprattutto dei più giovani, lo spettacolo nel 2018 ha ricevuto a Busto Arsizio il “Premio Delia Cajelli per il Teatro”, nell’ambito della Seconda Edizione delle Giornate Pirandelliane promosse dall’associazione Educarte in collaborazione con il Centro Nazionale Studi Pirandelliani di Agrigento. Nella 2017, invece, ha vinto il Premio Franco Enriquez per la migliore interpretazione e la migliore regia.

UNO NESSUNO CENTOMILA, realizzato in occasione dell’ottantesimo anniversario della morte di Pirandello, è l’adattamento teatrale della storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita a partire da un dettaglio minimo, insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano attorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità lasciano il posto alla ricerca del Sé autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi e nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila per cercare l’uno, a volte può significare fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporarla, la vita.