IL CONDOMIO di Cinzia Spanò all’Elfo Puccini di Milano

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Un giallo social dai toni grotteschi

Il condomio di e con Cinzia Spanò è andato in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano. Prodotto dal Teatro Elfo Puccini, lo spettacolo mette in scena una situazione che si ripete all’interno di un condominio sito nella periferia di Milano, in cui si verificano episodi consueti che assumono la forma di eventi bizzarri e grotteschi, collocati dentro un loop drammaturgico senza uscita.
Su Cinzia Spanò. Nata a Milano, diplomata all’Accademia dei Filodrammatici di Milano dal 1996, lavora nel teatro, in tv e in radio. Ha lavorato con registi del calibro di Antonio Latella, Massimo Castri, Damiano Michieletto giusto per citarne alcuni e ha vinto diversi premi importarti come il Premio Hystrio, il premio Imola, il premio Anteprima e altri. Oggi è attrice ma anche autrice di spettacoli come drammaturga.
IL CONDOMIO è un monologo polivocale di impatto corale che regala isterici sorrisi amari.
Il plot della storia segue sempre il medesimo schema: la manifestazione di un evento, l’indagine e la ricerca delle prove, la ricerca del colpevole. Lo spettacolo è incalzante in maniera divertente, giocato sui ritmi tipici del registro comico e con delle parentesi riflessive che strizzano l’occhio all’idea una cronistoria d’inchiesta giornalistica.

Spanò racconta di quello che è accaduto nel suo condominio durante il lockdown, ci tiene a precisare che si tratta di “una storia vera”. Lo spettacolo si costruisce su una drammaturgia originale dove i personaggi possono essere solo immaginati e sono suddivisibili in due categorie: i condòmini, che partecipano attivamente all’interno della chat di un gruppo WhatsApp (la chat di condominio) e i colpevoli immaginati, la cui colpa è quella di aver lasciato degli oggetti in luoghi improbabili in circostanze sconosciute – le quali diventano l’unico fulcro di interesse all’interno di ogni discussione tra condòmini. Il correlativo oggettivo di questi colpevoli sono gli oggetti abbandonati all’interno del condominio – una stampante “tipo fax” nei pressi dei cassonetti dei rifiuti, la fodera di un prosciutto nella raccolta differenziata della carta, giusto per citarne alcuni – e degli avvenimenti come: l’avvistamento di uno spacciatore davanti al cancello d’ingresso, il padrone del cane che fa la pipì nell’ascensore, il muro del condominio rigato dalla ruota di una bicicletta.

Lo spettatore può leggere una chat “in tempo reale” – in realtà una riproduzione della chat di condominio – che viene proiettata sul backdrop commentata dalle espressioni facciali di una efficace Spanò che legge in diretta le conversazioni, analizzandole e mettendone in evidenza i refusi più divententi. Potremmo quindi parlare di una doppia drammaturgia: da un lato c’è una drammaturgia social – un vero e proprio botta e risposta tratto da episodi reali – e dall’altro il dialogo-monologo della di Spanò che interagisce con le conversazioni sullo schermo e con il pubblico.

Le relazioni virtuali inverosimili della chat assumono la concretezza di relazioni serie e reali quando ci si trova da soli tra quattro mura e si può uscire solo per andare a buttare la spazzatura. Il CONDOMIO è anche l’occasione per aprire uno sguardo su come sono cambiate le relazioni in questi anni e anche sulla città di Milano. Come si vive a Milano e su come si vivono le relazioni? Come si vive all’interno di un condominio e come per strada? Lo spettacolo vede l’inserimento spot di episodi più seri di denuncia sociale – come la violenza domestica sulle donne e il razzismo per strada – tuttavia non approfonditi, che aprono comunque degli spunti di riflessione. Sono come delle parentesi, dei quadretti, delle fotografie scattate ogni giorno di comportamenti notati e reiterati negli anni, impressi nella mente come immagini indelebili e citati in maniera artistica e poetica.
Quello di Spanò è un esperimento ben riuscito, che riesce a far sorridere e incuriosire, sicuramente uno spettacolo con “qualcosa da dire”.