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“I figli di Abramo” al teatro del Grillo

Grande attesa nella città "perla dello Jonio" del monologo di Tindberg

C’è attesa per i “Figli di Abramo, un patriarca, tre figli, due fedi”di Svein Tindberg che si terrà nel caratteristico teatro del Grillo di cui è direttore artistico Claudio Rombolà in quel di Soverato (Catanzaro). Ebbene, il monologo mette in scena il diario di Viaggio di un attore, che da Gerusalemme si mette alla Ricerca dell’Abramo perduto. La storia dell’uomo che da 4 millenni è riferimento di fede per miliardi di persone sulla Terra, è narrata in modo colto ma pure con grande ironia e divertimento. Sono così, rievocati mito e leggenda del primo profeta monoteista dell’Umanità. Un vero innovatore che a Ur dei Caldei, dov’era nato, in Mesopotamia, rifiutò l’idolatria dei suoi tempi, per credere in un solo e unico Dio creatore.

Da ribelle ai facili idoli, Abramo, divenne, per questo, il primo esule braccato dell’Umanità e il suo perenne peregrinare – dalla Mesopotamia all’Egitto; dalla Cisgiordania alla Penisola arabica; dal Mar Rosso al Mediterraneo – fu teso alla ricerca e all’approdo della Terra promessa.

FIGLI DI ABRAMO, indaga l’origine delle tre grandi fedi monoteiste, entrando nel merito della loro comune discendenza abramitica. Racconta però anche la Storia di conflitti perenni e incomprensibili fra popoli, perpetrati in nome dello stesso Abramo, dei suoi figli – Ismaele e Isacco – e poi dei figli dei suoi figli.

Popoli che dovrebbero considerarsi “fratelli gemelli”, giacché Abramo, nella lettura comparata e spesso sorprendente dei testi sacri, Torah, Vangelo, Corano, è sempre indicato come Patriarca e Profeta da tutti.  Capostipite, sia delle 12 tribù d’Israele, da cui nasce e si diffonde prima il Giudaismo e poi il Cristianesimo, sia delle 12 tribù arabiche, da cui nasce e si diffonde l’Islam. Tutti i discendenti di tali tribù si considerano giustamente, Figli di Abramo. Il Problema, semmai, è nel fatto che ognuno poi racconti la Storia di Abramo – Abraham o Ibrahim, che dir si voglia – pro domo sua… Anzi, pro fede sua!

In Europa, come in Medio Oriente, o ovunque i Figli di Abramo oggi vivano, più che raccontare i danni procurati da integralismi e conflitti di religione bisognerebbe, perciò, cercare di narrare la storia di una florida interazione culturale, intellettuale e spirituale, dove tre grandi fedi, vivendo vicine, l’una accanto all’altra, si sono in realtà reciprocamente arricchite di valori comuni e universali. Segnando, così, molto del cammino dell’Umanità.

Questi sono i temi che lo spettacolo, in realtà, affronta fin dalle prime battute. Affascinando con una affabulazione fatta di mille storie e mille miti connessi con Abramo che s’intrecciano fra loro, generando nuove storie e nuove tradizioni. Miti e Riti che ci sembra, forse, di aver dimenticato ma che sono fondamento e Dna delle nostre civiltà, delle nostre comunità, delle nostre complessità.

 

DATA

 

28 gennaio 2024

ORARI

TURNO A ore 17:00

TURNO B ore 20:45

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